All'indomani dei David di Donatello 2018 trasmessi il 21 marzo su Rai1, arriva un durissimo attacco alla manifestazione da parte di Asia Argento. L'attrice, tra le vittime illustri di Harvey Weinstein, è in prima linea nella denuncia delle molestie nel mondo dello spettacolo, e si aspettava che l'organizzazione dei premi cinematografici italiani affrontasse questo argomento in modo diverso da come è stato fatto. Le parole di Asia sono molto forti:

Ringrazio i David di Donatello di non avermi invitata e nemmeno citata ieri sera. Fiera di non appartenere alla cricca ipocrita ed omertosa del cinema italiano. THE REVOLUTION WILL NOT BE TELEVISED! (la rivoluzione non sarà trasmessa, ndr)

Potrebbe suonare come una critica anche un precedente tweet di Asia, che ha condiviso l'intervento di Sergio Mattarella alla presentazione dei premi il 21 mattina in Quirinale ("Grazie alle donne che hanno denunciato") e ha risposto con un sarcastico "Prego".

Donne protagoniste ai David 2018

In effetti, nessun cenno al caso Argento è stato fatto nel corso della premiazione dei David di Donatello 2018: parlare in modo esplicito delle molestie e invitare l'attrice che ha accusato apertamente Harvey Weinstein poteva essere una presa di posizione importante. Invece i David, tornati nella rassicurante cornice Rai dopo due anni su Sky, hanno scelto una linea più morbida, dando comunque molto spazio al movimento Dissenso comune, formato da circa 120 attrici che hanno firmato un manifesto contro le molestie. In particolare, il discorso di apertura è stato affidato a Paola Cortellesi, affiancata da altre cinque firmatarie (Giovanna Mezzogiorno, Serena Rossi, Jasmine Trinca, Sonia Bergamasco, Isabella Ragonese):

È impressionante vedere come nella nostra lingua alcuni termini che al maschile hanno il loro legittimo significato, se declinati al femminile assumono improvvisamente un altro senso, cambiano radicalmente, diventano un luogo comune, un luogo comune un po' equivoco che poi a guardar bene è sempre lo stesso, ovvero un lieve ammiccamento verso la prostituzione. Vi faccio degli esempi. Un cortigiano: un uomo che vive a corte; Una cortigiana: una mignotta. Un massaggiatore: un cinesiterapista; Una massaggiatrice: una mignotta. Un uomo di strada: un uomo del popolo; Una donna di strada: una mignotta. Un uomo disponibile: un uomo gentile e premuroso; Una donna disponibile: una mignotta. Un uomo allegro: un buontempone; Una donna allegra: una mignotta. Un gatto nero: un felino deceduto; una gatta morta, una mignotta. Questa sera non voglio fare la donna che si lamenta e che recrimina, però anche nel lessico noi donne un po’ discriminate lo siamo. Quel filino di discriminazione la avverto, magari sono io, ma lo avverto. Per fortuna sono soltanto parole. Se davvero le parole fossero la traduzione dei pensieri, un giorno potremmo sentire affermazioni che hanno dell'incredibile, frasi offensive e senza senso come queste. "Brava, sei una donna con  le palle", "Chissà che ha fatto quella per lavorare", "Anche lei però, se va in giro vestita così", "Dovresti essere contenta che ti guardano", "Lascia stare sono cose da maschi", "Te la sei cercata". Per fortuna sono soltanto parole ed è un sollievo sapere che tutto questo finora da noi non è mai accaduto.

Asia aveva già attaccato il manifesto Dissenso comune

La divisione tra la Argento e le protagoniste di Dissenso comune è evidente sin dall'inizio. Alla nascita del movimento, l'attrice e regista l'ha definito "La letterina di Babbo Natale delle ‘donne del cinema italiano' contro le molestie", criticandoo con forza: "Contestano l'intero sistema ma si guardano bene dal fare nomi. Non vedo un programma, tanto meno politico. È tutto annacquato, non si capisce neanche cosa vogliono dire. È soltanto un modo per pulirsi la coscienza rispetto al silenzio in cui ci hanno avvolte". Asia ha spiegato di essere stata contattata dalle altre attrici ma di non aver trovato in loro una vera voglia di cambiamento, tanto da aver presto deciso di abbandonare il progetto. Un gran peccato, sinceramente, che in un momento così delicato e importante le star italiane non riescano a creare davvero – tutte insieme – un fronte comune.

Le accuse della Argento contro Weinstein e un italiano

Asia Argento non solo è stata una delle più accese accusatrici di Weinstein, che l'avrebbe violentata addirittura due volte, ma ha inoltre sostenuto di essere stata molestata da un regista italiano di cui non ha mai fatto il nome. Un episodio, quest'ultimo, che risalirebbe a quando l'attrice aveva soltanto 16 anni. La sua denuncia ha raccolto molta solidarietà ma anche tantissime critiche, secondo il costume tutto italiano di "criminalizzare la vittima".