Lo scorso marzo ha ritirato l’Oscar alla Miglior sceneggiatura originale per il bellissimo “Chiamami col tuo nome”, di Luca Guadagnino, diventando la persona più anziana di sempre ad aver ricevuto tale premio. In precedenza, aveva già vinto il BAFTA ma James Ivory, 90 anni il 7 giugno, non ha la minima intenzione di fermarsi. Con 27 film da regista all’attivo (di cui 8 anche come sceneggiatore), l’icona statunitense sarà la  voce narrante del film drammatico italiano “Dance Again With Me Heywood!”, diretto dal regista Michele Diomà e starebbe preparando anche una sua versione del “Riccardo II” per il grande schermo.

L’amore per l’India e i primi lavori

Ivory è nato a Berkeley, in California e, dopo aver studiato architettura e storia dell’arte all’Università dell’Oregon, s’iscrive alla Southern California University dove studia cinema e televisione e si laurea presentando come tesi il documentario “Venice: Themes and Variations”(1957). In seguito, si reca in India per girare il documentario “The Sword and the Flute” che gli vale la borsa di studio della Asia Society of New York. Nel 1961, incontra Ismail Merchant, un cinefilo e produttore indiano, col quale fonda la Merchant Ivory Productions, società finalizzata a realizzare pellicole in India, in lingua inglese, da distribuire in tutto il mondo. Il primo film è “Il capofamiglia”(1963), tratto dall'omonimo romanzo di Ruth Prawer Jhabvala, che diventerà una delle sceneggiatrici e collaboratrici più amate di Ivory e che lavorerà con lui per oltre 30 anni.

“Camera con vista” e i film tratti da grandi opere letterarie

In seguito, Ivory si dedicherà sempre a pellicole di ambientazione indiana tra cui “The Delhi Way”(1964), “Shakespeare Wallah”(1965), “Il guru”(1969), “Il racconto di Bombay”(1970), ma dal 1979 in poi, Ivory inizia a girare pellicole tratte da grandi capolavori della letteratura mondiale, iniziando con “Gli Europei”, trasposizione del bellissimo romanzo di Henry James, seguito da “Jane Austen a Manhattan”(1980) mentre “Quartet”(1981) è tratto dall'omonimo romanzo di Jean Rhys. Uno dei suoi più grandi successi è, senza dubbio, “Camera con vista”(1985), tratto dal romanzo di E.M. Forster, ambientato in Italia e interpretato da Daniel Day-Lewis, Helena Bonham Carter, Maggie Smith e Judi Dench. Il film vinse tre Oscar (Migliore sceneggiatura non originale a Ruth Prawer Jhabvala, Migliore scenografia e Migliori costumi) e lo consacrò nell’Olimpo di Hollywood.

Gli Oscar e le nomination per “Casa Howard” e “Quel che resta del giorno”

Nel 1986, è la volta dello straordinario “Casa Howard”(1986), tratto ancora da un romanzo di E.M. Forster, e “Quel che resta del giorno”(1993), dall’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro. Entrambe le pellicole hanno come protagonisti Anthony Hopkins ed Emma Thompson e la prima vinse 3 Oscar (Migliore sceneggiatura non originale, Migliore attrice protagonista e Migliore scenografia)  mentre la seconda fu candidata ad 8 statuette. Tra le due pellicole, s’inseriscono il drammatico “Maurice”(1987), con James Wilby e Hugh Grant; “Schiavi di New York”(1989) e “Mr. e Mrs. Bridge”(1990), basato sui romanzi di Evan S. Connell e che aveva come protagonisti Paul Newman e Joanne Woodward.

I film biografici

Nel 1995, Ivory gira il biopic “Jefferson in Paris”, con Nick Nolte nei panni del Presidente degli Stati Uniti seguito da un altro film biografico, “Surviving Picasso”(1996), con Anthony Hopkins nei panni del famoso artista, torna alla letteratura con “The Golden Bowl”(2001), tratto dal romanzo di Henry James e interpretato da Uma Thurman, Nick Nolte, Kate Beckinsale e Anjelica Houston; “Le Divorce – Americane a Parigi”(2003), basato sul libro di Diane Johnson  e “La contessa bianca”(2006), ispirato in parte al romanzo di Kazuo Ishiguro e nel 2009 esce “Quella sera dorata”, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Peter Cameron.

L’Oscar per “Chiamami col tuo nome” e i progetti futuri

Già nel 2014, la produzione contattò Ivory per “Chiamami col tuo nome”, tratto dal romanzo di André Aciman, consegnandogli una prima versione della sceneggiatura che l’artista ha totalmente riscritto. Un lavoro enorme che però gli ha fruttato il BAFTA e l’Oscar alla Migliore sceneggiatura non originale. Il regista e sceneggiatore, dopo la vittoria dell’ambito riconoscimento, non si è di certo adagiato sugli allori e, infatti sarà la voce narrante del film “Dance Again With Me Heywood!”, dell’italiano Michele Diomà, una fiaba moderna diretta ad un pubblico di giovanissimi. Ivory dovrebbe riuscire, finalmente, a portare a termine anche una sua versione in 3D per il cinema del “Riccardo II” di Shakespeare. Il progetto è in cantiere da molto tempo ma i dettagli in merito sono ancora davvero pochissimi.