10 Dicembre 2011
11:00

Bloodline, l’horror italiano firmato Tagliavini

E’ il primo lungometraggio di Edo Tagliavini, regista di vari spot e clip musicali. Vediamo se l’horror all’italiana ha guadagnato punti con questa pellicola prodotta da Distribuzione Indipendente.
A cura di Ciro Brandi
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La pellicola porta la firma di Edo Tagliavini, classe 1971, ex campione nazionale di skateboarder, viaggiatore professionista e director di vari spot e clip musicali.

Bloodline” è il suo primo lungometraggio  prodotto Open Cinema e distribuito da “Distribuzione Indipendente”. Si tratta di un film horror dalla trama piuttosto strana: Sandra (Francesca Faiella) e il suo collega Marco (Marco Benevento) vengono incaricati dal loro capo di realizzare un servizio sul backstage di un film pornografico "d'autore", come sorta di ricatto per non essere licenziati: tutto sarebbe normale routine giornalistica, se la location non fosse quella dove, 15 anni prima, venne uccisa la sorella di Sandra da un serial killer chiamato "Il Chirurgo". Sandra decide di accettare comunque l'incarico, trovandosi però coinvolta in una nuova serie efferata di crimini e morti che risorgono.

Ora, se l’horror made in Italy dev’essere rappresentato in questo modo, allora siamo proprio “a cavallo”. Tralasciando la recitazione abbozzata dei protagonisti e il ruolo di primo piano dato all’ex porno attore Francesco Malcolm, la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista  con l’aiuto (?) di Antonio Tentori, Fernando Lizzani, Mario Calamita ed Emiliano Coltorti, è un colabrodo dall’inizio alla fine, senza un filo logico. Le uniche note di merito vanno a Claudio Simonetti per le musiche e a Sergio Stivaletti per gli effetti speciali legati al trucco degli zombies (tra l’altro stiamo parlando dei due fidati collaboratori di Dario Argento).

La pellicola sembra veramente piombare nel ridicolo, dopo un’accettabile prima mezz’ora di atmosfere giuste e ritmo serrato, per rasentare la parodia più becera iniziando dai nomi dati ai vari personaggi (fate molta attenzione, c’è anche un certo Gianni Belcompagni, e abbiamo detto tutto!), citazioni e richiami a film troppo importanti per finire in questo calderone di serie Z, terminando in maniera tremendamente scontata e quasi fastidiosa. Il cinema italiano cerca nuovi talenti. Avanti un altro.

Voto: 2

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