E’ la star francese più nota e amata all’estero e continua a regalare ai suoi milioni di fan film e serie tv di qualità. Gérard Depardieu, il 27 dicembre, compie 70 anni ed è anche una delle icone più prolifiche di sempre, dato che ha girato, finora, più di 170 film per il grande schermo, senza contare le serie e i film tv. Nella sua carriera ha vinto 2 Premi César, un Golden Globe, la Coppa Volpi e il Leone d’oro alla carriera, guadagnandosi anche una nomination agli Oscar nel 1991.

L’infanzia difficile e il primo film con Michel Audiard

Depardieu è nato a Châteauroux, un comune del dipartimento dell’Indre. Figlio di un fabbro e di una casalinga, ha vissuto un’infanzia molto povera e a 12 anni lasciò la scuola, finendo in un giro di amicizie pericolose. Per fortuna, proprio grazie ad un suo amico, si appassionò alla recitazione e riuscì ad entrare al Theatre National Populaire. Nel 1967, gira il primo corto “Le beatnik et le minet”, di Roger Leenhardt. Il primo film per il cinema, invece, è “Le cri du cormoran, le soir au-dessus des jonques”(1971), diretto da Michel Audiard a cui seguiranno “Il vitalizio”(1972), di Pierre Tchernia; “Il commissario Le Guen e il caso Gassot”(1972), diretto da Denys de La Patellière; “Il clan dei marsigliesi”(1972), di José Giovanni e il bellissimo “Stravisky il grande truffatore”(1974), di Alain Resnais, dove recita accanto a Jean-Paul Belmondo.

I film in Italia con Marco Ferreri e Bernardo Bertolucci

Nel 1976 è in Italia per il film “L’ultima donna”, di Marco Ferreri, dove Depardieu gira con una splendida Ornella Muti e, nello stesso anno, lo troviamo anche sul set del cult “Novecento”, di Bernardo Bertolucci, dove interpreta il ruolo di Olmo Dalcò da adulto. Dopo “Gli aquiloni non muoiono in cielo”(1977), di Claude Miller e “Preparate i fazzoletti”(1978), diretto da Bertrand Blier, l’attore torna a lavorare con Ferreri in “Ciao maschio”(1978), accanto a Marcello Mastroianni. La pellicola vince il Grand Prix Speciale della Giuria al 31° Festival di Cannes e l’attore continuerà a lavorare con registi italiani in pellicole come “L’ingorgo”(1979), di Luigi Comencini e “Temporale Rosy”(1980), del maestro Mario Monicelli.

Le esperienze con Truffaut e la nomination agli Oscar per “Cyrano”

Sempre nel 1980, il grande François Truffaut lo assolda per l’indimenticabile “L’ultimo metrò”, dove Depardieu recita accanto a Catherine Deneuve e Jean Poiret. Grazie al ruolo di Bernard Granger, l’attore riesce a portare a casa il Premio César come Miglior attore e il suo nome riecheggia in tutto il mondo. Con lo stesso regista gira anche “La signora della porta accanto”(1981) mentre quattro anni dopo, grazie al dramma “Police”, di Maurice Pialat vince la Coppa Volpi al Festival di Venezia per la Migliore interpretazione maschile. Nel 1990, Depardieu è il protagonista di “Cyrano de Bergerac”, di Jean-Paul Rappeneau che gli valse il Premio per la Miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes, il Premio César e una nomination agli Oscar come Miglior attore protagonista.

Lo sbarco a Hollywood negli anni ‘90

Depardieu arriva a Hollywood sempre nel 1990 e gira con Peter Weir “Green Card – Matrimonio di convenienza”, riuscendo a vincere il Golden Globe come Miglior attore in un film commedia o musicale. Seguiranno “1492 – La conquista del paradiso”(1992), di Ridley Scott e la commedia “Ma dov’è andata la mia bambina”(1994), diretta da Steve Miner. Giuseppe Tornatore gli affida la parte dello scrittore Onoff nel noir “Una pura formalità”(1994). In quel periodo, girerà altri film molto interessanti come “Cento e una notte”(1995), di Angnès Varda; “Una donna molto speciale”(1996), diretto da Nick Cassavetes; “L’agente segreto”(1996), di Christopher Hampton e “Hamlet”(1996), di Kenneth Branagh, dove interpretava il ruolo di Reynaldo.

Da “La maschera di ferro” a “Paris, je t’aime”

Nel 1998, è nel cast del successo “La maschera di ferro”, di Randall Wallace, con Leonardo DiCaprio, dove Depardieu veste i panni di Porthos ma lo vedremo anche ne “La parola amore esiste”. Nel 1999, inizierà la sua avventura nei panni del mitico Obelix nel film “Asterix e Obelix contro Cesare”, di Claude Zidi, seguito da “Tutto l’amore che c’è”(2000), di Sergio Rubini; “Vatel”(2000), diretto da Roland Joffé; “La carica dei 102”(2000), per la regia di Kevin Lima e “Concorrenza sleale”(2001), di Ettore Scola. Nel 2002 è la volta di “Asterix e Obelix – Missione Cleopatra”, di Alain Chabat mentre Edoardo Ponti lo inserisce nel cast del suo “Cuori estranei”(2002), con Sophia Loren e Mira Sorvino. Il suo amico Jean-Paul Rappeneau lo vorrà di nuovo nella pellicola “Bon Voyage”(2003) mentre Bertrand Blier lo affiancherà a Monica Bellucci nella commedia “Per sesso o per amore?”(2005) e dirigerà anche l’episodio “Quartier Latin” del film “Paris, je t’aime”(2006).

Gli ultimi film e i progetti in cantiere

Nel 2007, Depardieu diventa il direttore di cabaret Louis Leplée in “La vie en rose”, di Olivier Dahan e torna a lavorare con Mimmo Calopresti ne “L’abbuffata”. Seguiranno “Asterix alle Olimpiadi”(2008), di Thomas Langmann; “Babylon A.D.”(2008), diretto da Mathieu Kassovitz; “Nemico Pubblico N°1 – L’istinto di morte” e “Nemico Pubblico N°1 – L’ora della fuga”, di Jean-Francois Richet; “Bellamy”(2009), del grande Claude Chabrol e “Potiche – La bella statuina”(2010), di Francois Ozon. Molti lo ricorderanno anche nei panni del cuoco francese nel pluripremiato “Vita di Pi”(2012), di Ang Lee e ancora in “Asterix & Obelix al servizio di sua Maestà”(2012) di Laurent Tirard mentre gli ultimi film degni di nota sono “Welcome to New York”(2014), di Abel Ferrara; “L’amore secondo Isabelle”(2017), diretto da Claire Denis e la divertente commedia “Sogno di una notte di mezza età”(2018), girato da e con il suo amico Daniel Auteuil. In cantiere ha già “Twins”, l’horror diretto da Lamberto Bava; la commedia “Fahim”, di Pierre-François Martin-Laval e il biopic “Bach”, di Jeffrey Freedman.