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Come cambieranno i cinema dopo la pandemia: “Sì al green pass per entrare, la sala non è morta”

Fanpage.it ha parlato con il direttore generale dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema, Simone Gialdini. La sala non morirà, nella speranza di una rinascita attraverso l’arrivo di grandi titoli come Freaks Out e Diabolik, la copertura vaccinale e l’eventualità di chiedere il green pass agli spettatori. L’importante è non richiudere: “Sarebbe la condanna definitiva”. Ecco i dati dei primi tre mesi dalla riapertura e una notizia in anteprima: l’organizzazione di una Festa del cinema in autunno.
A cura di Valeria Morini
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Il settore dello spettacolo è stato uno di quelli più colpiti in questo anno e mezzo di pandemia: in particolare, il cinema in sala ha sofferto e sta soffrendo moltissimo, a causa di una chiusura prolungata e di una inevitabile penuria di titoli importanti. Per capire meglio lo stato del settore e come i cinema si stanno riprendendo dalla crisi, abbiamo intervistato Simone Gialdini, direttore generale di ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema).

La vera svolta, però, è attesa per dopo l'estate: a dispetto dell'avanzare dello streaming, la sala non è morta, ci ha detto Gialdini, nella consapevolezza che l'offerta deve essere ripensata e trasformata in un'esperienza più completa rispetto alla mera visione. E, soprattutto, nella certezza dei due presupposti fondamentali per una rinascita: l'arrivo dei grandi titoli e la copertura vaccinale. Per questo, anche il tanto discusso green pass da richiedere agli spettatori potrebbe aiutare moltissimo. L'importante è scongiurare una nuova chiusura dei cinema, che sarebbe la fine per il settore.

I cinema hanno riaperto nell'aprile 2021 dopo un anno difficilissimo: proviamo a fare un bilancio, dopo quasi tre mesi. Quante sono le sale attualmente aperte e qual è la situazione?

Dopo il 26 aprile, le sale sono andate gradualmente riaprendo settimana dopo settimana, per raggiungere un regime massimo nell'ultima settimana di maggio. Nel periodo 20-25 maggio siamo arrivati al 65-70% del parco sale sul territorio nazionale. All'inizio hanno riaperto soprattutto le sale che fanno cinema di qualità, forti dell'eco mediatica di Oscar e David: pensiamo ai titoli come Nomadland, Minari, Un altro giro, The Father. Per il cinema commerciale si è dovuto aspettare sino alla seconda metà di maggio, con film come Crudelia o The Conjuring. Giugno è stato un po' un mese di sofferenza per la concomitanza degli Europei. Quanto agli incassi, siamo ancora in rodaggio: se prendiamo il periodo aprile-metà luglio di quest'anno, rispetto alla media del triennio 2017-2019, siamo ancora al -70%, ma teniamo conto che a maggio c'erano aperte poche sale. Se però prendiamo in esame solo questa prima metà di luglio, siamo a -30%, quindi piano piano si sta crescendo.

Black Widow e Crudelia
Black Widow e Crudelia

In questo anno di Covid, per quanto riguarda il cinema, il Ministero della cultura  poteva fare di più?

Nel 2020 è stato fatto molto. Il Ministero della cultura si è speso riuscendo a ottenere un fondo per il settore spettacolo, in aggiunta alle altre misure previste dal Ministero delle finanze. Una presenza forte, concreta. Per il 2021, si stanno attivando adesso le prime misure. Quello che abbiamo richiesto più volte e che ci serve è un aiuto forte sulla campagna di comunicazione sul ritorno in sala, per far capire che i cinema sono sicuri: questo è un aspetto ancora da consolidare.

Infatti, non si sono registrati contagi nei cinema.

Assolutamente. I protocolli adottati per la fruizione in sala sono stati molto rigidi e l'impegno è stato massimo. Ogni spettatore è stato tracciato, con il distanziamento rispettato e le capienze contingentate al 50%. Non ci sono stati casi di contagio all'interno delle sale.

Al Festival di Cannes le sale sono occupate al 100% della capienza: cosa pensate di questa scelta?

Non solo al Festival, la normativa riguarda la sala su tutto il territorio francese. Io sono qui a Cannes: c'è l'obbligo di presentare green pass o tampone nelle aree comuni del festival, ma per andare in sala, dove il distanziamento è nullo, non è richiesto niente. Un po' estrema come soluzione. Potrebbe essere una strada da percorrere nelle nostre sale, ma solo nei prossimi mesi, quando la copertura vaccinale sarà superiore al 70-75%.

E, verosimilmente, quando sarà possibile andare al cinema senza mascherina?

Secondo me dovremo aspettare ancora qualche mese. La mascherina è un elemento di sicurezza che molti di noi utilizzano ancora, anche quando non c'è l'obbligo.

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La maratona Notti bianche del cinema (48 ore no-stop di proiezioni, a inizio luglio) ha avuto un riscontro positivo? E quali altre iniziative sono state messe in campo nel prossimo futuro per aiutare gli esercenti?

L'iniziativa è andata bene e ha avuto una copertura mediatica importante: è stata un progetto pilota che contiamo di ripetere nei prossimi anni nel periodo estivo e si inserisce all'interno della campagna #soloalcinema. Lanceremo altri spot e ci sarà una Festa del cinema a settembre-ottobre, con prezzi calmierati, oltre ad altre attività che stiamo pianificando.

I numeri degli incassi sono imparagonabili all'era pre-Covid. Pensa che la colpa sia della paura da coronavirus e dei posti contingentati o c'entra la proliferazione delle piattaforme streaming?

In questo momento il tema chiave è l'offerta cinematografica in campo, è chiaro che se non ci sono film di grande appeal il pubblico non è invogliato ad andare in sala. I film in sala adesso non sono così forti e l'estate è un periodo difficile per l'Italia. Però, lo abbiamo visto nel caso di Black Widow: quando i film arrivano, il pubblico risponde. Le misure di contingentamento non sono così rilevanti: quando arriveranno 3-4 titoli importanti, allora avremo bisogno di posti. Poi, diciamocelo, dopo mesi chiusi in casa, si ha l'esigenza di stare all'aperto.

Le arene estive potrebbero avere successo quindi?

Certo, però le arene lavorano con i migliori film della stagione precedente e il difetto di quest'anno è che non abbiamo molti film. Infatti stanno puntando sui titoli degli Oscar, come Nomadland e The Father.

Dall'autunno, però, usciranno diversi titoli che sono stati giocoforza fermi per mesi. Su quali puntate maggiormente, per quanto riguarda il cinema italiano?

Sicuramente sui due blockbuster Freaks Out (28 ottobre) e Diabolik (16 dicembre), anticipati dalla commedia Come un gatto in tangenziale 2 con la Cortellesi e Albanese (26 agosto, con anteprime il 14-15 agosto). L'altro film molto atteso è quello di Nanni Moretti, Tre piani (23 settembre). Nell'ultimo anno si è prodotto molto ma è uscito poco, questo ci fa ben sperare sulle opportunità.

Freaks Out e Diabolik
Freaks Out e Diabolik

C'è dunque ottimismo anche in merito alla crescita di questa variante Delta del Covid, confidate che non si richiuda.

Noi speriamo proprio di no. Consideriamo che il mese di svolta sarà settembre, quando il 70% degli italiani sarà vaccinato. Se il vaccino ha l'effetto promesso, contiamo di andare avanti, magari con delle accortezze. Un settore come il nostro che in un anno ha perso oltre il 97% non può permettersi un ulteriore stop. Sarebbe una condanna definitiva a tutto il comparto, andrebbe ripensato l'intero sistema.

Piuttosto si può dunque pensare a un ingresso nei cinema con il green pass?

Prospetticamente sì, se può servire a dare sicurezza e a far superare le titubanze verso il vaccino, come sta accadendo in Francia. In una sala Covid-free si può pensare anche al 100% dell'occupazione in sala.

Nei primi quattro posti tra gli incassi dell'anno solare 2021 ci sono tre film (Crudelia, Black Widow e Nomadland) usciti anche su Disney+: il fatto che stiano comunque incassando in sala è un segnale positivo. Inoltre i cinema si stanno riorganizzando: c'è chi unisce la ristorazione alla proposta cinema, chi ha aggiunto sale tech, chi ha creato sale anti-Covid, chi vuole riaprire cinema chiusi (si parla addirittura del cinema più grande d'Europa in Sicilia).  

Questo anno di stop ha portato a pensare a nuove forme. Il cinema non può più essere semplicemente uno schermo, ma uno spazio dove si vive un'esperienza a 360 gradi. Tante sale ne hanno approfittato per ristrutturarsi. Si stanno sviluppando sale Luxe con poltrone reclinabili, arrivando anche a a ridurre la capienza in favore del confort. Dei tre film Disney, il titolo che deve far riflettere di più è Nomadland, che è l'unico a essere uscito su Disney+ senza costi aggiuntivi eppure ha trovato e sta trovando tuttora ampio spazio in sala. Gli equilibri con le piattaforme dovranno essere raggiunti nel momento in cui anche la sala potrà esprimersi al meglio: speriamo di avere una visibilità completa di questi equilibri entro fine anno.

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Come si può spingere i distributori di film a passare dalla sala prima che dallo streaming?

La sala offre una visibilità che gli altri media non sempre offrono. La propensione dei produttori nazionali è uscire in sala. Poi, per quanto riguarda l'esclusiva della sala rispetto alle piattaforme, è in corso un dibattito che stiamo affrontando con l'intera filiera.

Quindi, in definitiva, il cinema in sala non è morto.

Assolutamente no.

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