10 Marzo 2012
13:22

Con The Double Richard Gere torna al thriller

Richard Gere interpreta un ex-agente della CIA che dovrà fare i conti con una minaccia proveniente dal passato. Ad affiancarlo Topher Grace e il grande Martin Sheen.
A cura di Ciro Brandi

Michael Brandt, sceneggiatore e montatore statunitense, autore degli script di “2 Fast 2 Furious”, “Quel treno per Yuma” e “Wanted – Scegli il tuo destino”, con Angelina Jolie, passa dietro alla macchina da presa per dirigere questo thriller ad alta tensione, almeno nelle intenzioni. “The Double” è arrivato in Italia dopo molti mesi di ritardo, dato che negli USA è uscito il 28 ottobre 2011, ma per problemi legati alla distribuzione, da noi lo possiamo vedere a partire dal 9 marzo.

La trama

the Double pic

The Double – Doppia identità”, racconta la vicenda di Paul Sheperdson (Richard Gere), ex agente della CIA, ora in pensione, che vive tranquillamente nella periferia di Washington, fino al giorno in cui viene compiuto un efferato delitto ai danni di un senatore, con un taglio netto e preciso alla gola. Ciò riporta alla mente del capo della CIA, Tom Higland (Martin Sheen), la scena di un crimine compiuto molti anni prima ed è quindi costretto a richiamare Paul, il suo uomo migliore, il quale indagò trent’anni addietro nella cattura del pericoloso killer russo Cassio, creduto morto. Ad affiancarlo c’è il giovane Ben Geary (Topher Grace), agente dell’FBI e anch’egli studioso del famoso killer. Il passato sta per tornare?

Il cast

Richard Gere  e Martin Sheen

Il protagonista assoluto della pellicola è Richard Gere. L’attore, dopo “The Jackal” (1997) al fianco di Bruce Willis, torna al genere thriller. Dal 2000 in poi l’abbiamo visto in decine di pellicole sentimentali come “Autumn in New York”, “Il Dottor T e le donne”, “Shall we dance?” con Jennifer Lopez e nel pluripremiato musical “Chicago”, che gli fece portare a casa il Golden Globe. Con “The Double” torna a mettere in mostra il suo lato più “action” e introspettivo, anche se con risultati molto discutibili. Il co-protagonista è l’attore Topher Grace, famoso per aver interpretato il ruolo di Eric Forman nella sit-com “That ‘70s Show” e gli appassionati delle avventure degli eroi Marvel lo ricorderanno nei panni di Venom in “Spider-Man 3”. Nel 2010 è apparso anche nella commedia di Garry Marshall, “Appuntamento con l’amore” e ha interpretato il personaggio di Edwin in “Predators”, l’ultimo capitolo della saga fantascientifica uscito nell’estate dello stesso anno. Il grande Martin Sheen invece, in attesa di tornare nelle sale con “The Amazing Spider-Man”, dove sarà lo zio di Peter, Ben Parker, si è ritagliato questo ruolo in “The Double” perché da sempre attratto dai thriller spionistici.

La nostra recensione

Diciamo sin dall’inizio che Richard Gere avrebbe fatto meglio a dedicarsi ancora alle pellicole strappalacrime o sentimentali invece di tornare nei panni di un poco credibile agente della CIA. Il brizzolato attore appare quasi fuori luogo, intrappolato in un ruolo che poteva (e forse doveva) essere assegnato ad un altro attore. Il brizzolato più famoso di Hollywood non ha assolutamente il carisma di un ex-agente, ma Brandt l’ha fortemente voluto per questa sua opera prima. Mah! La “falsa” complicità/diversità con il co-protagonista Grace ricalca le coppie da “buddy cop movie” degli anni ’90 che ormai non vanno più di moda e che dopo i primi 20 minuti ci stancano a morte perché già sappiamo come andrà a finire (o forse no? No, non vogliamo rovinarvi il finale). Il problema principale di “The Double” non è tanto la prova attoriale, quanto la sceneggiatura assolutamente soporifera e vecchia: tutto è già stato fatto, visto, girato, sentito. Le doppie identità, i complotti, le spie, la Russia nemica degli USA. Persino la regia e la fotografia hanno quella patina retrò che stanca per due ore di fila. I personaggi secondari non sono assolutamente sviluppati e quelli che possono essere considerati “colpi di scena”, in realtà sono altamente prevedibili, non riescono a mantenere alta l’attenzione dello spettatore, se non nella scena finale.

Voto: 3

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