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Cosmopolis è a Cannes con la “strana” coppia Pattinson-Cronenberg

Robert Pattinson e David Cronenberg, la strana coppia al Festival di Cannes per presentare Cosmopolis, tratto da un romanzo di Don DeLillo. Tutto il genio visionario del regista elevato al quadrato provano a compensare una struttura narrativa che cade su se’ stessa.
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Robert Pattinson e David Cronenberg, la strana coppia al Festival di Cannes per presentare Cosmopolis, tratto da un romanzo di Don DeLillo. Tutto il genio visionario del regista elevato al quadrato provano a compensare una struttura narrativa che cade su se' stessa.

Cosmopolis di David Cronenberg con la superstar Robert Pattinson arriva finalmente al Festival di Cannes 2012. Del film in questione si è detto già molto, dal fatto di essere il primo di una nuova era della cinematografia e ad essere sbandierato come manifesto per il nuovo millennio. "Sciocchezze pubblicitarie!" – tronca così il regista arrivato sulla Croisette con le idee chiare, deludendo quanti si aspettavano quantomeno di scrivere di autocelebrazione del se'. Ruota tutto intorno a Pattinson, nonostante il cast sia di rispetto, da Juliette Binoche a Paul Giamatti, da Emily Hampshire a Sarah Gadon. Così, dismessi per un attimo i panni del vampiro di Twilight, stavolta indossa quelli di un giovane "dio" della finanza, Eric Packer, che si sveglia come tutte le mattine con l'unico desiderio di aggiustare il proprio taglio di capelli, si farà accompagnare da una parte all'altra  di Manhattan in limousine e sarà una sorta di "odissea" per i disordini in strada e, soprattutto, per quelli interiori.

Cosmopolis è tratto da un omonimo romanzo di Don DeLillo del 2003. Alterne fortune ha avuto nella sua prima pubblicazione, facile che con il film sarà riletto, a nove anni dal suo debutto sugli scaffali, come premonitore dei tempi che stiamo vivendo oggi. La struttura narrativa possiede una forte carica emotiva e metaforica, soltanto un genio come David Cronenberg poteva riuscire a realizzare sullo schermo le suggestioni di DeLillo. Riesce a metà l'impresa al regista dove, carichi di attese per la sua nuova creatura, i critici presenti hanno finito per storcere il muso nel dare sì atto ad una forza visiva imponente e affascinante, ma sottolineando la pochezza e la noiosa, se non mancata, armonia dei dialoghi che procedono in circolo, senza mai arrivare al punto. E la scelta su Robert Pattinson? Sembra più voluta ai fini commerciali che puramente artistici, però non c'era artista migliore se non lui, fermo e bello come il sole a rappresentare il malsano capitalismo di Cosmopolis.


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