Nel 2001, Leonardo Pieraccioni portava nelle sale il suo quinto film da regista, “Il principe e il pirata”, in cui interpreta il ruolo di Leopoldo Natali, un maestro elementare di Firenze che, un giorno, si reca ai funerali del padre ma quest’ultimo si alza dalla bara per rivelargli di essersi finto morto solo per sfuggire ai debiti che ha accumulato. Non solo, ma attraverso un video, l’uomo gli rivela di avergli lasciato un quadro del valore di 250 milioni vinto a carte a Saint Vincent ma questa eredità va divisa con un’altra persona, un fratellastro che non sapeva di avere. Il suo nome è Melchiorre (Massimo Ceccherini), detto “Gimondi”, è nato dalla fugace relazione di suo padre con la bidella Lella (Valeria Vitti) e si trova in carcere a Palermo. Leopoldo andrà quindi in Sicilia a recuperare Gimondi e, insieme, andranno a Saint Vincent a riprendere il dipinto. Ma da quel momento, ne succederanno di tutti i colori. Nel cast ci sono anche Luisa Ranieri, Melanie Gerren, Lucio Allocca e Pietro Ghislandi. L’avrete visto decine di volte, ma ci sono ancora 5 curiosità che dovete sapere.

1. Il primo film in assoluto di Luisa Ranieri

Per Luisa Ranieri, “Il principe e il pirata” rappresenta l’esordio assoluto sul grande schermo. Pieraccioni le affidò il ruolo della protagonista femminile, Chiara, quando l’attrice aveva solamente 28 anni.

2. La scena omaggio al film cult “The Blues Brothers”

La scena in cui Leopoldo/Pieraccioni va a prendere suo fratello Gimondi/Ceccherini al carcere di Palermo è un chiaro omaggio al film cult “The Blues Brothers”(1980), diretto da John Landis, quando Elwood (Dan Aykroyd) va a prendere suo fratello Jake “Joliet” Blues (John Belushi) fuori alla prigione dove aveva scontato 3 anni di pena per rapina.

3. Lo stesso casolare de “Il ciclone”

Il bellissimo casolare dove Gimondi e Leopoldo vanno a recuperare i soldi rubati dal primo in anni di rapine è lo stesso utilizzato come location del più grande successo del comico fiorentino, “Il ciclone”, del 1996.

4. Il cameo di Osvaldo Pieraccioni, padre del regista

Nel film, c’è un altro cameo del padre del regista, Osvaldo, scomparso nel dicembre 2015 e ritenuto suo grande portafortuna, quindi presente in molti lungometraggi del figlio. Nella pellicola è un uomo di 60 anni, amico del maestro Leopoldo e presente ai funerali.

5. Il Nastro d’argento alla colonna sonora di Edoardo Bennato

Pieraccioni, all’epoca, dichiarò di aver scritto il film avendo sempre in mente Edoardo Bennato e le sue canzoni, quindi lo volle fortemente per le musiche. Fu una fortuna per tutti perché, nel 2002, l’unico Nastro d’argento vinto dalla pellicola fu proprio quello alla Migliore colonna sonora.