È morto a 90 anni Douglas Rain, l’attore che prestò la voce al computer Hal 9000 nel film 2001: Odissea nello Spazio. L’uomo si è spento per cause naturali domenica 11 novembre 2018, a St. Marys (Ontario). Attivo principalmente a teatro, Rain tornò a prestare la voce al supercomputer anche anni dopo, in occasione del sequel 2010 – L'anno del contatto, film tratto dal romanzo 2010: Odissea due (2010: Odyssey Two) di Arthur C. Clarke e diretto da Peter Hyams. A comunicare la notizia della sua morte è stato lo Stratford Festival, kermesse che fu proprio l’interprete a fondare.

Il ruolo nel capolavoro di Stanley Kubrick

Rain non fu la prima scelta del regista Stanley Kubrick. Inizialmente, il colosso della regia pensò al premio Oscar Martin Balsam per poi rendersi conto che il suo accento sarebbe suonato di un “americano troppo informale". Fu la volta, quindi, Nigel Davenport, selezionato poco prima che Kubrick ascoltasse per la prima volta la voce secca di Rain all’interno di un documentario del 1960. Ingaggiato per la parte, l’attore registrò le sue battute nell’arco di sole 10 ore di lavorazione, suddivise in due giorni. Rain prestò la voce ad Hal 9000 con Kubrick che gli sedeva accanto, leggendogli e spiegandogli le scene. La narrazione fredda dell’interprete lo rese indimenticabile in quel ruolo. Anni dopo, Anthony Hopkins confessò di essersi ispirato a lui per la realizzazione del personaggio di Hannibal Lecter nel Silenzio degli Innocenti.

L’annuncio dello Stratford Festival

È stato Antoni Cimolino, direttore artistico dello Stratford Festival, ad annunciare la morte dell’attore: “Douglas ci ha mostrato molte qualità presenti anche nella creazione iconica di Kubrick. Precisione, forza, mistero e intelligenza infinita, oltre a un malvagio senso dell’umorismo. Ma chi come noi è stato abbastanza fortunato ad aver lavorato con Douglas ha presto scoperto che dietro l’enigma in cui si celava c’erano calore e umanità”.