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24 Settembre 2015
22:02

Elio Germano, il pluripremiato antidivo compie 35 anni

Elio Germano è uno degli attori più amati dal pubblico, dai registi e dalla critica italiani. I premi collezionati sono tantissimi, i film già 33, senza contare gli spettacoli teatrali e le serie tv. Semplice, antidivo per eccellenza, carisma da vendere sono le caratteristiche che lo hanno reso un esempio da seguire per le nuove generazioni di artisti. E pensare che il 25 settembre compie appena 35 anni.
A cura di Ciro Brandi
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3 David di Donatello, 2 Nastri d’Argento (e un Premio Guglielmo Biraghi), 2 Globi d’Oro, 3 Ciak d’Oro, il Prix d’interprétation masculin al Festival di Cannes 2010 e una caterva di altri premi e nomination. Con queste credenziali, Elio Germano è in assoluto uno degli attori italiani più affermati e richiesti. A soli 35 anni, Germano ha già girato 33 film, 11 tra serie e film tv, ha preso parte a 10 spettacoli teatrali e a vari cortometraggi. Semplice, grintoso, carismatico e antidivo per eccellenza, l’attore ha sempre preso quasi sempre parte a film intensi e profondi, con un forte messaggio, e la critica lo adora.

I primi film e le serie tv

Nato a Roma, il 25 settembre del 1980, ma di origini molisane, sin da bambino Germano ha sempre dimostrato attrazione per la recitazione , esibendosi in estate soprattutto negli spettacoli organizzati dai villaggi vacanze. L’esordio al cinema arriva nel 1993, quando aveva 12 anni, nel film di Castellano e Pipolo “Ci hai rotto papà”, nel ruolo di Andrea Cecconi, detto “Cotoletta”. Nel frattempo frequenta il liceo scientifico e il corso di recitazione al Teatro Azione, anche se già nel 1999 gira “Il cielo in una stanza”, di Carlo Vanzina e il film tv “Cornetti al miele”. Da allora spicca il volo e, infatti, successivamente gira “Concorrenza sleale”(2001) con Ettore Scola, “Ultimo stadio”(2002) per la regia di Ivano De Matteo, “Respiro”(2002) di Emanuele Crialese, “Liberi”(2003) di Gianluca Maria Tavarelli e “Che ne sarà di noi”(2004) di Giovanni Veronesi. Al cinema affiancherà anche la televisione prendendo parte alle serie tv “Un  medico in famiglia 2”, “Via Zanardi 33”, “Per amore”, “Il sequestro Soffiantini”, “Ferrari” e “Paolo Borsellino”.

 

“Romanzo criminale” e i premi per “La nostra vita” di Daniele Luchetti

Nel 2005 gira ben 6 pellicole: “Chiamami Salomè” di Claudio Sestieri, “Quo vadis, baby?” di Gabriele Salvatores, “Sangue – La morte non esiste”(2005) per la regia di Libero De Rienzo, “Mary” di Abel Ferrara, il successo “Romanzo criminale” di Michele Placido – nel ruolo del Sorcio – e “Melissa P.” di Luca Guadagnino. L’anno successivo, Paolo Virzì lo vuole nel ruolo di Martino Papucci in “N (Io e Napoleone)” al fianco di Danieul Auteuil e Monica Bellucci mentre nel 2007 vince il David di Donatello per il ruolo di Antonio “Accio” Benassi in “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Luchetti. nel 2008 è nei panni di Marco Baldini nel film “Il mattino ha l’oro in bocca”, basato film tratto dalla sua autobiografia “Il giocatore (ogni scommessa è un debito)”. Nel 2009 è Pierpaolo nel musical di Rob Marshall “Nine” mentre l’anno dopo, grazie al film “La nostra vita” di Luchetti, in concorso al Festival di Cannes, vince il premio per la Miglior interpretazione maschile ex aequo con Javier Bardem, poi il Nastro d’Argento e il David di Donatello.

 

“Magnifica presenza” e il successo de “Il giovane favoloso”

Nel 2010 interpreta il film biografico “La fine è il mio inizio”, diretto da Jo Baier, mentre nel 2012 gira il bellissimo “Diaz – Don’t Clean Uo This Blood” di Daniele Vicari, “Magnifica presenza”, per la regia di Ferzan Ozpetek – che gli fa vincere Ciak d’Oro e Globo d’Oro come Miglior attore protagonista – e “Padroni di casa” di Edoardo Gabbriellini, al fianco di Gianni Morandi e Valerio Mastandrea. Il suo amico Giovanni Veronesi lo chiama per il ruolo di Ernesto ne “L’ultima ruota del carro”, presentato all’ottava edizione del Festival di Roma, ma è con “Il giovane favoloso”(2014) di Mario Martone che Germano riesce a portare a casa il David di Donatello, il Ciak d’Oro, il Nastro d’Argento e il Premio Pasinetti al Festival di Venezia. A breve lo vedremo nel nuovo film di Stefano Sollima, “Suburra”, accanto ad altri grandissimi attori del nostro cinema come Pierfrancesco Favino e Claudio Amendola.

 
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