Guardia del corpo”(“The Bodyguard”), la pellicola cult di Mick Jackson, usciva in USA esattamente il 25 novembre del 1992. Il regista racconta la storia di Frank Farmer (Kevin Costner), ex agente della CIA diventato guardia del corpo della rockstar e attrice Rachel Marron (Whitney Houston), dal momento che la donna riceve lettere minatorie da uno stalker. Inizialmente, i loro caratteri si scontrano, ma col tempo il burbero Farmer finirà con l’innamorarsi (ricambiato) della bella e famosa artista. L'arrivo di un’altra lettera nel camerino di un teatro farà precipitare la situazione e Frank, temendo per l’incolumità della donna, di suo figlio e di sua sorella deciderà di farle trasferire da Miami in uno chalet del Nord. Purtroppo, lo stalker di Rachel deciderà di farsi vivo e di colpire durante la Notte degli Oscar, a Los Angeles, ma Frank, proprio come un angelo custode, sarà sempre lì a difendere la sua amata.

La pellicola ottenne subito un successo incredibile, incassando più di 411 milioni di dollari, consacrando la camaleontica Whitney Houston e le sue immortali canzoni, da “I Will Always Love You” a “Run To You”. E dire che, in fase di pre-produzione, la coppia protagonista doveva essere formata da Steve McQueen e Diana Ross prima e poi furono interpellati anche Ryan O’Neal e Madonna. Jackson ci vide lungo e, infatti, l’alchimia tra la Houston e Kostner è uno dei punti forti della pellicola. Ma perché a 25 anni di distanza “Guardia del corpo” continua a farci emozionare e sognare?

Il perfetto mix tra storia d’amore e thriller.

Il regista Mick Jackson, la cui fama sarà indissolubilmente legata al film del 1992, all’epoca seppe costruire un ingranaggio perfetto che non poteva non far colpo su un ampio raggio di spettatori. La storia d’amore tra Rachel e Frank, inizialmente combattuta e poi sempre più tenera e appassionante, si amalgama tremendamente bene con la trama thriller parallela dello stalker, delle lettere anonime, fino al climax finale che fa cadere qualsiasi barriera tra i due magnetici protagonisti principali, così diversi, ma alla fine con la stessa voglia di amare ed essere amati. A dare man forte, ci ha pensato anche l’autore della sceneggiatura, Lawrence Kasdan, con dialoghi semplici, veloci, che danno fluidità al racconto evitando tempi morti o inutili al suo svolgimento. Quanti di voi, però, avrebbero voluto un finale diverso?

“I Will Always Love You” e gli altri brani della colonna sonora.

Tutti, ma proprio tutti, associano il film alla canzone “I Will Always Love You”, tema portante della colonna sonora più venduta di sempre, “The Bodyguard: Original Soundtrack Album”. Il pezzo è una cover di un brano di Dolly Parton, del 1974 e, nel 1992, riuscì a vendere più di 16 milioni di copie. Dopo la morte dell’artista, avvenuta nel 2012, tornò in classifica, vendendo altre 870mila copie. Naturalmente, è impossibile non citare altre canzoni come le splendide “I Have Nothing” e “Run To You”, entrambe nominate agli Oscar del 1993 come Miglior canzone, oppure le più ritmate “Queen of the Night” e “I’m Every Woman”, fino all’intensa “Jesus Loves Me”, tutte entrate nel repertorio storico della cantante. Le musiche principali sono state curate da Alana Silvestri e, globalmente, il disco ha venduto ben 45 milioni di copie, facendone una vera e propria pietra miliare della discografia.

Whitney Houston, mito indimenticabile.

Whitney Houston, prima di girare “Guardia del corpo”, raggiunse già la posizione numero 1 della classifica di Billboard con l’album d’esordio “Whitney Houston”(1985), entrato nel Guinness dei primati come il più venduto di un’esordiente, con 29 milioni di copie. Il disco contiene hit come “You Give Good Love”, “All At Once”, “How Will I Know”, “Saving All My Love For You” e “Greatest Love of All”. In seguito, escono gli album “Whitney”(1987) e “I’m Your Baby Tonight”(1990). La consacrazione arriva proprio con “I Will Always Love You”, che resta in cima alla Billboard per 14 settimane consecutive, vincendo 3 Grammy e altri premi in giro per il mondo. “Guardia del corpo” è il suo primo film e i critici furono sbalorditi dalla sua grande naturalezza e istrionicità. Il clamore non sarà mai bissato con gli altri film degli anni ‘90 – “Donne”(1995) e “Uno sguardo dal cielo”(1996) – e le scene più belle della pellicola di Jackson sono inesorabilmente legate alla sua immagine e alle sue canzoni, ancora più impresse nel nostro cuore dopo la morte, avvenuta l’11 febbraio 2012. Il mito di Whitney Houston – diva da 200 milioni di dischi venduti, 6 Grammy e 22 American Music Award – resterà per sempre incastonato nel mondo della musica e del cinema anche, e soprattutto, per le emozioni che ci ha regalato in “Guardia del corpo” e, ogni volta che lo rivedremo, sarà sempre come la prima.