In poco più di 20 anni è diventato il re delle fiction, girandone più di 20, collezionando anche 16 pellicole per il grande schermo. Beppe Fiorello il 12 marzo spegne 50 candeline e, negli anni, è riuscito alla grande a scrollarsi di dosso l’etichetta di “fratello di” facendosi apprezzare dai migliori registi italiani. L’esordio al cinema è avvenuto nel 1998 con “L’ultimo capodanno”, di Marco Risi, stesso anno in cui lo vedremo muovere i primi passi in televisione, nelle grandi fiction impegnate che, ogni volta, segnano il record di ascolti.

Il “Karaoke” e “L’ultimo capodanno”

Beppe Fiorello è nato a Catania ed è il fratello minore di Rosario e Catena. Proprio con suo fratello, inizia a lavorare in un villaggio turistico Valtur in provincia di Siracusa. Nel 1994, entra a Radio Deejay col nome d’arte di “Fiorellino” e, nello stesso anno, conduce il programma “Karaoke”, al posto del fratello, ma gli ascolti non furono clementi. In seguito, il regista Niccolò Ammaniti gli propose di andare a fare un provino a Roma per Marco Risi che stava cercando giovani attori per il suo nuovo film. Sarà una vera e propria manna per Fiorello perché Risi lo farà esordire al cinema col film “L’ultimo capodanno”(1998) e nello stesso anno Stefano Reali lo vorrà nel cast della fiction “Ultimo”, accanto a Raoul Bova e Ricky Memphis.

Da “Il talento di Mr. Ripley” alle grandi fiction

Nel 1999, ha una piccola parte nel film “Il talento di Mr. Ripley”, di Anthony Minghella, accanto a star del calibro di Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law e Cate Blanchett e ne “I fetentoni”(1999), di Alessandro Di Robilant. Dopo la fiction “Il morso del serpente”(1999), diventa il co-protagonista di “C’era un cinese in coma”(2000), di e con Carlo Verdone, e poi torna a lavorare con Marco Risi nella commedia “Tre mogli”(2001). Nello stesso anno, inizia la sua grande avventura nel mondo delle fiction di cui, in breve tempo, diventerà il re. Lo vedremo, infatti in “Brancaccio”, basata sull’assassinio di don Pino Puglisi; “La guerra è finita”(2002); “Salvo D’Acquisto”(2003), in cui è nei panni del noto vicebrigadiere dei Carabinieri; “L’uomo sbagliato”(2005); “Il Grande Torino”(2005), in cui interpreta il ruolo di Valentino Mazzola; “Il bambino sull’acqua”(2005); “Il cuore nel pozzo”(2005) e “Joe Petrosino”(2006), in cui è l’omonimo tenente di polizia.

“Baarìa” e “Magnifica presenza”

Nel 2007, torna al cinema col film “Appuntamento a ora insolita”, diretto da Stefano Coletta ma la fiction sembra essere il suo habitat naturale e, infatti, sarà il protagonista delle miniserie “Giuseppe Moscati – L’amore che guarisce”; “La vita rubata”(2008); “Il bambino della domenica”(2008) e “Lo scandalo della Banca Romana”, tutte di grandissimo successo. Nel 2009 è anche sul grande schermo con “Baarìa”, di Giuseppe Tornatore, seguito da “I baci mai dati”(2010), diretto da Roberta Torre e “Terraferma”(2011), di Emanuele Crialese. Nel 2012, Ferzan Ozpetek lo vuole in “Magnifica Presenza” mentre nel 2013 è in altri tre film: “Benvenuto Presidente!”, di Riccardo Milani; “L’oro di Scampia”, per la regia di Marco Pontecorvo e “Se chiudo gli occhi non sono più qui”, di Vittorio Moroni.

“Volare – La grande storia di Domenico Modugno” e gli ultimi lavori

Beppe Fiorello non abbandonerà mai la fiction e, infatti, nel frattempo gira “La leggenda del bandito e del campione”(2010); “Sarò sempre tuo padre”(2011); “Volare – La grande storia di Domenico Modugno”, dove interpreta il grande cantautore pugliese; “L’angelo di Sarajevo”(2015), basata sul romanzo di Franco Di Mare, “Non chiedere perché” e “Io non mi arrendo”(2017). I due ultimi film per il grande schermo sono stati “Era d’estate”(2016), diretto da Fiorella Infascelli e la commedia “Chi m’ha visto”(2017), di Alessandro Pondi, invece in televisione lo abbiamo visto nella fiction “I fantasmi di Portopalo”(2017) e, recentemente ne “Il mondo sulle spalle”, film tv ispirato alla storia dell’operaio Enzo Muscia.