Il sorriso è sempre quello della scanzonata Daisy di “Mystic Pizza” o della sognatrice Viviana di “Pretty Woman”. Eppure Julia Roberts, il 28 ottobre, festeggia il suo 50esimo compleanno, con un curriculum che conta 45 pellicole, piene di grandissimi successi internazionali che l’hanno resa una delle icone del cinema, nonché una della star più pagate di sempre. Istrionica come poche, ha portato sul grande schermo storie di donne forti, ironiche, impegnate nel sociale, o semplicemente colme d’amore per la vita o per il principe azzurro di torno, riuscendo sempre a fare centro. In bacheca, tra i tantissimi premi, ha 3 Golden Globe e 1 Oscar, vinto meritatamente per la sua straordinaria performance in “Erin Brockovich – Forte come la verità”(2000), di Steven Soderbergh. In attesa di vederla nell’attesissimo “Wonder”, di Stephen Chbosky, ecco 10 sue pellicole che non possono mancare nella vostra collezione.

“Mystic Pizza”(1988), di Donald Petrie

A soli 22 anni, Julia Roberts era già una delle protagoniste di “Mystic Pizza”, commedia ambientata a Mystic, in Connectut, dove tre ragazze immigrate di origine portoghese – le sorelle Kat (Annabeth Gush) e Daisy (Roberts) e JoJo (Lili Taylor) lavorano come cameriere al locale “Mystic Pizza”. Qui, vivranno amori e delusioni, tra sogni e delusioni, ma sempre con grande allegria. Un esordio col botto che farà conoscere la Roberts ai registi che contano.

“Fiori d’acciaio”(1989), di Herbert Ross

Il fim è l’adattamento per il grande schermo dell’opera teatrale di Robert Harling ed è ambientata in un piccolo paesino della Louisiana. Qui vivono sei donne, di età diverse, che s’incontrano sempre nel salone di bellezza di Truvy (Dolly parton). Tra loro c’è M'Lynn (Sally Field) che vive in perenne ansia perché sua figlia Shelby (Julia Roberts), nonostante soffra di una grave forma di diabete, decide di avere un bambino. Purtroppo il destino non sarà clemente e il dolore farà si che le amiche si uniscano ancora di più. Un trionfo di star che funzionano perfettamente assieme, dove spicca proprio Julia Roberts in una delle sue più struggenti performance sul grande schermo che le fece vincere il Golden Globe come Migliore attrice non protagonista e ricevere la nomination agli Oscar nella stessa categoria.

“Pretty Woman”(1990), di Garry Marshall

Beh, “Pretty Woman” è semplicemente il film che ha lanciato la Roberts nell’Olimpo di Hollywood, diventandone una delle icone più acclamate. La storia d’amore tra il miliardario rubacuori di Edward Lewis (Richard Gere) e della prostituta Vivian Ward (Julia Roberts) non smetterà mai di farci sognare. Pensate che il film è costato circa 14 milioni di dollari ed è arrivato ad incassarne globalmente 463.406.268. Anche la critica ne fu entusiasta e la Roberts portò a casa il Golden Globe come Migliore attrice in un film commedia o musicale e la candidatura agli Oscar come Migliore attrice protagonista. Ma non c’è statuetta che tenga di fronte allo stratosferico clamore che la pellicola ha avuto e che avrà anche tra 100 anni.

“A letto con il nemico”(1991), di Joseph Ruben

Laura (Julia Roberts) e Martin Burney (Patrick Burney) sono sposati da circa tre anni e conducono una vita agiata. Per Laura, però, il rapporto è sempre stato pieno di tensione perché suo marito ha una personalità ossessiva-compulsiva che la spingerà a fingersi morta per fuggire per sempre dal violento Martin e a cambiare identità. Ma per puro caso, l’uomo verrà a sapere che Laura non è morta e andrà a cercarla per vendicarsi di tutta quella messinscena. “A letto con il nemico” è decisamente uno dei thriller più magnetici degli anni ’90, con una colonna sonora accattivante e regia e sceneggiatura che sfiorano la perfezione.

“Scelta d’amore – La storia di Hilary e Victor”(1991), di Joel Schumacher

Nel film di Schumacher, Julia Roberts è nei panni di Hilary, una ragazza di provincia che, dopo aver scoperto il tradimento del suo ragazzo, decide di fare da infermiera a Victor (Campbell Scott), giovane uomo affetto da leucemia che affronta, quasi quotidianamente, violente crisi. I due s’innamorano e vanno a vivere in un piccolo villaggio di pescatori, Hilary però non sa che Victor ha interrotto le cure e va avanti imbottendosi di morfina. Sarà lei, col suo amore, a convincerlo a ricoverarsi, restandogli accanto in ogni momento. Le lacrime scorrono a fiumi, ma il film è una sorta di testamento sull’amore puro che, ogni tanto, varrebbe la pena leggere per imparare qualcosa.

“Il matrimonio del mio migliore amico”(1997), di P.J.Hogan

Il matrimonio del mio migliore amico” è una di quelle commedie romantiche che non passeranno mai di moda. Julia Roberts è Julianne Potter, critico gastronomico che capisce di essere innamorata del suo migliore amico Michael (Dermot Mulroney), quando ormai è troppo tardi. L’uomo, infatti, sta per sposare la svampita Kimberly (Cameron Diaz), così Julianne, per riconquistarlo e farlo ingelosire, farà finta di essere fidanzata con George (Rupert Everett), il suo esilarante amico gay. Ne verranno fuori situazioni irresistibilmente divertenti. Il film pellicola vanta un cast eccezionale, uno script brillante e le musiche di James Newton Howard (nominato agli Oscar) che includono la cover del pezzo “I Say A Little Prayer (For You)”, cantata da Diana King. Inossidabile.

“Nemiche amiche”(1998), di Chris Columbus

Chris Columbus emozionò il mondo intero con la storia di Isabel (Julia Roberts), una fotografa di moda molto ambiziosa che si ritrova ad occuparsi dei due figli del suo compagno Luke (Ed Harris). Come se non bastasse, la donna deve avere a che fare anche con Jackie (Susan Sarandon), la madre dei bambini, che un giorno scoprirà di essere malata di cancro. Il rapporto tra le due, inizialmente non idilliaco, si distenderà fino a diventare amiche e a condividere tutti gli ultimi momenti più belli della vita di Jackie.

“Erin Brockovich – Forte come la verità”(2000), di Steven Soderbergh

Nel film del 2000, diretto da Steven Soderbergh, tratto da una storia vera, Julia Roberts è Erin Brockovich, una segretaria precaria di uno studio legale e madre trentenne di tre figli, nubile dopo due divorzi. Spinta da curiosità e senso della giustizia, la donna indaga sulla Pacific Gas and Electric Company che ha contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti. Sostenuta dal suo principale, vince la battaglia legale e ottiene ottenendo per i 634 querelanti indennizzi per 333 milioni di dollari e un assegno di 2 milioni per se stessa. L’attrice, per la sua performance di eroina coraggiosa e moderna vinse l’Oscar, il Golden Globe e il BAFTA alla Migliore attrice protagonista.

“Notting Hill”(1999), di Roger Michell

A 18 anni dalla sua uscita, “Notting Hill”, ambientata nell'omonimo quartiere di Londra, fa ancora impazzire i romantici cinefili di tutto il mondo. La storia d’amore tra William/Hugh Grant, libraio semplice e alquanto imbranato, e la bella e famosa attrice Anna Scott/Julia Roberts è una delle più emozionanti mai raccontate sul grande schermo. Gli incassi del film sono stati colossali. A fronte di un budget di “soli” 42 milioni di dollari, “Notting Hill” ne ha guadagnati circa 116.000.000 dollari nel mercato interno e oltre 363.000.000 dollari in tutto il mondo.

“Mona Lisa Smile”(2003), di Mike Newell

Mike Newell, nel 2003, portava sul grande schermo la storia di Katherine Ann Watson (Julia Roberts), un'insegnante di storia dell'arte idealista e testarda, che stravolge il clima ottuso e repressivo del college femminile di Wellesley, frequentato dalle ragazze più ricche e brillanti d'America, invitandole a pensare sempre con la propria testa e ad andare al di là dei preconcetti. Newell, all’epoca, probabilmente non sapeva di aver girato una piccola perla del cinema che getta le basi per la vera emancipazione femminile e pieno di anticonformismo mai banale o stantio. Con la Roberts, ci sono Kirsten Dunst, Julia Stiles, Maggie Gyllenhaal e Ginnifer Goodwin.