16 Novembre 2017
22:15

I 75 anni di Martin Scorsese nei suoi 7 capolavori essenziali

Uno dei mastri di Hollywood più grandi di sempre compie 75 anni. Martin Scorsese ci ha regalato alcune perle come “Taxi Driver”, “Toro scatenato”, “Quei bravi ragazzi”, colpendo sempre al cuore e allo stomaco e portando a casa 4 Golden Globe e Oscar. In attesa di “The Irishman”, con Al Pacino e Robert De Niro, ecco 7 suoi capolavori che non possono mancare nella vostra collezione.
A cura di Ciro Brandi

Uno dei maggiori pilastri di Hollywood, il 17 novembre, compie 75 anni. Il grande Martin Scorsese ha sempre colpito al cuore e allo stomaco i suoi milioni di ammiratori con film dalle tematiche più disparate – la mafia, le psicosi interiori, le ossessioni, la seduzione del denaro e del potere – costruendo una filmografia fatta di 24 perle che andrebbero riviste a ripetizione come lezioni di storia del cinema. Vincitore di 4 Golden Globe, Scorsese è riuscito a fare suo l’Oscar solo nel 2007, precisamente come Miglior regista di “The Departed – Il bene e il male”, uno dei suoi lungometraggi più belli in assoluto.  In attesa dell’uscita di “The Irishman” – biopic che riunirà Al Pacino e il suo attore feticcio, Robert De Niro – e per celebrare alla grande il suo compleanno, ecco 7 capolavori da custodire gelosamente nella vostra collezione.

“Taxi Driver”(1976)

Taxi Driver”, diretto da Scorsese e scritto da Paul Schrader, ha più di 40 anni e, oltre ad essere un cult immortale uno dei film più complessi, crudi, violenti, dove il tema esistenzialista è trattato in maniera grandiosa. Ispirandosi a romanzi come “Memorie dal sottosuolo” e “Delitto e castigo”, di Dostoevskij, Scorsese racconta la storia di Travis (Robert De Niro), reduce del Vietnam segnato da ciò che ha vissuto in guerra. Il sintomo peggiore che ha, da quando è tornato, è una tremenda insonnia, quindi, si fa assumere come tassista notturno, alle prese col peggio di New York. Purtroppo, la sua situazione non fa altro che peggiorare e, quando viene rifiutato da Betsy, Travis allora cede alla violenza, facendo una spedizione punitiva in un bordello, per tornare poi nella sua immensa solitudine. Il film fu subito un grandissimo successo commerciale e riuscì a portare a casa ben 4 nomination agli Oscar e la Palma d’Oro al Festival di Cannes, oltre a una caterva di altri premi. Naturalmente, il pilastro principale su cui regge tutto il pathos del film è Robert De Niro che, per entrare pienamente nel ruolo di Bickle, ottenne la patente e lavorò realmente come tassista a New York, oltre a recarsi in vari istituti per studiare le malattie mentali. La critica lo ha osannato e ha definito il film di Scorsese come il primo riuscito a raccontare realmente, sul grande schermo, l’impatto che il conflitto del Vietnam ha avuto sulla psiche dei soldati e i traumi che i veterani hanno subito una volta tornati in patria. Solitudine, alienazione, disturbi fisici e mentali, volontà omicida, sono tutti comportamenti che Travis mostra nel film, con estremo realismo, offrendo agli spettatori il suo dramma interiore, il suo vuoto, che si esplica in una New York spettrale.

“Toro scatenato”(1980)

Il regista torna a lavorare con Robert De Niro per raccontare la storia del pugile italoamericano Jake LaMotta, ispirandosi alla sua stessa autobiografia, “Raging Bull: My Story”. Girata in bianco e nero, De Niro è nei panni del pugile cresciuto nel Bronx con enormi ambizioni nel mondo della boxe. Proprio quando è al top, la sua carriera subisce una brusca caduta, innescando dinamiche negative anche con la sua famiglia e i suoi più cari amici. Il film riuscì a portare a casa 2 Oscar (su 9 nomination), tra cui quello a De Niro come Miglior attore protagonista, oltre a una valanga di altri premi che lo hanno reso uno dei gioielli più brillanti del cinema mondiale e punto di riferimento assoluto per tutte le pellicole dello stesso genere.

“Fuori orario”(1985)

Griffin Dunne è Paul Hackett è un anonimo programmatore di computer di New York, single. Un giorno, in un bar, conosce una donna, Marcy (Rosanna Arquette) e decide di provarci. Da quel momento succede veramente di tutto e solamente in una notte, tra equivoci, scambi di persona e scontri con delinquenti sgangherati, in una New York da incubo che prova a mettere ko Paul in una sola notte, ma che poi finisce per riportarlo alla sua routine. Particolare, originale, rocambolesco, onirico e surreale, “Fuori orario” è un caso a parte nella filmografia di Scorsese –  che fu premiato al 39° Festival di Cannes con il Premio alla Regia – offrendoci, ancora una volta, uno spaccato esistenzialista di un personaggio che tenta di scappare inutilmente dalla “gabbia urbana” in cui si è cacciato. Cast al top e le musiche di Howard Shore incorniciano alla perfezione i diversi momenti della narrazione.

“Quei bravi ragazzi”(1990)

Quei bravi ragazzi” è semplicemente uno dei migliori gangster-movie di sempre. Il film racconta la storia di Henry Hill (Ray Liotta), mezzo irlandese e mezzo italiano, cresciuto in un quartiere malfamato di Brooklyn. Protetto fin da piccolo, grazie alle sue origini e ai suoi servigi, dal potente capo locale della famiglia Lucchese, Paul Cicero (Paul Sorvino), Henry entra a far parte della sua banda, specializzata in furti e contrabbando, la banda cosiddetta dei "bravi ragazzi". Incomincia così a frequentare l'ambiente dove Jimmy (Robert De Niro), Tommy (Joe Pesci) e Paul lo introducono al crimine. Henry nel frattempo si è sposato con una ragazza ebrea, che ignora la sua vera professione, ma che a poco a poco verrà irretita nei traffici del marito. Caduto in disgrazia e temendo di essere eliminato, Henry decide di raccontare tutto all'FBI. Basata sul romanzo di Nicholas Pileggi, “Il delitto paga bene”, la pellicola è stata candidata a ben 6 Oscar, portando a casa quello al Miglior attore non protagonista, andato a Joe Pesci, nei panni del mafioso Tommy DeVito. Quante volte l’avete visto?

“Casinò”(1995)

De Niro è Sam "Asso" Rothstein, un uomo che ha un intuito incredibile per le scommesse e che lavoro per il boss Remo Gaggi (Pasquale Cajano), a capo della Chicago Outfit. In breve tempo, riesce a scalare la gerarchia mafiosa e a mettersi a capo di ben 4 casinò di Las Vegas. Sam però non ha alcuna licenza per le sue attività e, in più, grandi somme  vanno ai padrini. La situazione precipita quando decide di sposare la giocatrice senza scrupoli Ginger (Sharon Stone) e di dare il via libera ai casinò anche al suo amico Nicky Santoro (Joe Pesci), killer pericoloso e folle. “Casinò” è considerato il terzo film della trilogia sulla mafia del mestro del cinema, con “Mean Streets”(1973) e “Quei bravi ragazzi” e regalò una nomination agli Oscar a Sharon Stone, che comunque riuscì a portare a casa il Golden Globe. Il nostro Dante Ferretti, invece, portò a casa il Nastro D’Argento per la Migliore scenografia.

“The Departed – Il bene e il male”(2006)

Nel 2006, Scorsese assoldò alcune delle migliori star di Hollywood – Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Martin Sheen, Ray Winstone, Vera Farmiga e Alec Baldwin – per portare al cinema questo remake del film “Infernal Affairs”(2002), diretto da diretto da Andrew Lau e Alan Makin. Il regista ci riporta nella Boston degli anni ‘60/’70. Qui, il dipartimento di polizia ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata. L'obiettivo è mettere fine al regno del potente boss mafioso Frank Costello (Nicholson) agendo dall'interno. Per questo motivo, la recluta, Billy Costigan (DiCaprio), viene scelta per infiltrarsi nella sua gang. Nel frattempo, un altro giovane poliziotto, Colin Sullivan (Damon) anche lui cresciuto per le strade di South Boston, si sta facendo strada in polizia. Dopo aver conquistato un posto all'interno della Squadra Speciale Investigativa, Colin viene scelto, insieme a pochi altri, per occuparsi direttamente della missione che ha come obiettivo la distruzione della banda di Costello. La critica osannò il ritorno allo Scorsese più crudo e moderno, spostando l’obiettivo da New York a Boston, ma riprendendo sempre la tematica mafiosa, stavolta “irlandese”, e la spietata rincorsa al potere e al denaro. Costato circa 90 milioni di dollari, “The Departed” ne ha incassati 289.847.354 e ha portato a casa ben 4 Oscar: Miglior film, Migliore regia, Migliore sceneggiatura non originale e Miglior montaggio.

“The Wolf of Wall Street”(2013)

Nel 2013, Scorsese ha conquistato pubblico e critica con “The Wolf of Wall Street” comedy-drama con il suo amatissimo Leonardo DiCaprio nei panni di Jordan Belfort, uno dei broker di maggior successo nella storia di Wall Street, tossicodipendente e incriminato per frode e riciclaggio di denaro. La pellicola segna la quinta collaborazione tra Martin Scorsese e l’attore ed è l'adattamento cinematografico dell'omonimo libro autobiografico di Jordan Belfort. il film ha ottenuto cinque nomination agli Oscar – Miglior film, Miglior regista, Miglior attore protagonista, Miglior attore non protagonista e Migliore sceneggiatura non originale, però non è riuscito a portarne a casa neanche una. Poco male, perchè  il box office lo ha premiato con 392 milioni di dollari.

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