Produttore cinematografico, politico, amante del calcio e delle belle donne. Vittorio Cecchi Gori – 75 anni il 27 aprile – ha avuto una vita molto intensa. Figlio del grande Mario Cecchi Gori, tra gli anni ’80 e ’90 ha prodotto tantissime pellicole di estremo successo tra cui “Mi faccio la barca”, di Sergio Corbucci; tutte le più importanti produzioni di Adriano Celentano (“Il bisbetico domato”, “Asso”, “Innamorato”, “Pazzo”), per proseguire con “Il postino”, di Massimo Troisi e “La vita è bella”, di Roberto Benigni, premiati dall’Academy. Purtroppo, con gli anni ha dovuto affrontare gravi difficoltà economiche e diatribe giudiziarie, legate anche al fallimento della sua Fiorentina e alla sua carriera politica, mai decollata veramente.

 Le prime produzioni e il matrimonio con Rita Rusic.

Nato a Firenze, Vittorio Cecchi Gori è figlio unico di Mario e Valeria, passa la sua infanzia e adolescenza a frequentare i più grandi attori e registi dell’epoca, innamorandosi dell’attrice e cantante Maria Grazia Buccella. L’attività di produttore inizia negli anni ’80, col film “Poliziotto solitudine e rabbia”, di Stelvio Massi, per proseguire con grandissimi successi come “Mi faccio la barca”(1980), di Sergio Corbucci; “Il bisbetico domato”, “Asso”, “Innamorato pazzo” e “Bingo Bongo”, con Adriano Celentano”; “Borotalco”(1982), di Carlo Verdone e “Attila flagello di Dio”(1982), di Castellano e Pipolo. Proprio sul set di quest’ultimo film, incontra e sposa l’ex modella Rita Rusic, dalla quale avrà i due figli Vittoria e Marietto e che prenderà saldamente in mano l’attività del marito, soprattutto dopo la morte del padre Mario, avvenuta nel 1993.

 L’acquisto di Videomusic e Telemontecarlo.

Verso la fine degli anni ’80, Cecchi Gori continua a produrre successi, tra cui “Scuola di ladri”(1986), di Neri Parenti; “Grandi Magazzini”(1986), di Castellano e Pipolo; “I miei primi 40 anni”(1987), di Carlo Vanzina; “Fantozzi va in pensione”, di Neri Parenti;  “Il piccolo diavolo”(1988), di Roberto Benigni e “Splendor”(1989) e “Che ora è”(1989) del maestro Ettore Scola. Nel 1994, acquista le reti Videomusic, Telemontecarlo e delle azioni di Telepiù produrrà altre pellicole cult come “Johnny Stecchino”(1991), di Roberto Benigni; “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”(1991); “Volere volare”(1991), di Maurizio Nichetti e Guido Manuli; “Io speriamo che me la cavo”(1992), per la regia di Lina Wertmulller, fino a “Il postino”(1994), di Michael Radford, con Massimo Troisi, vincitore di 1 Oscar alla Miglior colonna sonora, 3 BAFTA, 1 David di Donatello e 2 Nastri D’Argento. Sono anche gli anni de “I laureati”(1994), “Il ciclone”(1996) di Leonardo Pieraccioni e “Viaggi di Nozze”, di Carlo Verdone, che conquistano il botteghino  in pochi giorni.

 L’ingresso in politica e la parabola discendente.

Cecchi Gori decide di entrare anche in politica e, dal 1994 al 1996, viene eletto senatore nel Partito Popolare e sarà tra quelli che usciranno dall’aula durante il voto di fiducia al primo governo Berlusconi, favorendone la caduta. Dagli anni Duemila, inizia la sua graduale ma catastrofica discesa. L’imprenditore è costretto a vendere le sue tivù, perde la presidenza della Fiorentina e anche la sua adorata mamma Valeria e divorzia dalla Rusic. Fallisce anche in campo politico. Nel 2001, infatti, si candida con l’Ulivo, nel collegio di Acireale e, non solo non viene eletto, ma è anche indagato per voto di scambio. Sul piano cinematografico, produce i successi “A ruota libera” e “Volesse il cielo”, di Vincenzo Salemme; “C’era un cinese in coma”(2000) e “L’amore è eterno finchè dura”(2004), di Carlo Verdone.

Il carcere e il rapporto con Valeria Marini.

Sempre nel 2001, riceve un avviso di garanzia per concorso in riciclaggio e il suo appartamento di Palazzo Borghese viene perquisito. All’epoca era fidanzato con la showgirl Valeria Marini che gli resterà accanto in tutti questi difficili anni. Nel 2002, viene arrestato per il fallimento della Fiorentina e, nel 2006, viene condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione, ma ne sconterà solo pochi mesi, grazie all’indulto. Finito il rapporto con la Marini, Cecchi Gori inizia a frequentare Mara Meis, ma purtroppo, la sua parabola discendente non sembra avere fine. Infatti, nel 2008 e 2011, viene arrestato per bancarotta fraudolenta per il crac della società Fin.Ma.Vi e per questo viene condannato, nel 2013, a 7 anni di reclusione. Nel 2015, gli viene revocato anche il vitalizio da senatore. Poche settimane fa, dopo anni di silenzio, è ricomparso a “Domenica Live”, la trasmissione di Barbara D’Urso e, durante l’intervista, ha dichiarato che all’epoca della sua relazione con la Marini, durata 5 anni, la showgirl aspettava un bambino, ma purtroppo, il destino non è stato dalla loro parte.