La pellicola diretta da David Frankel usciva il 29 giugno 2006 a Puerto Rico e il 30 nelle sale statunitensi. In Italia, “Il Diavolo veste Prada” arrivò il 13 ottobre dello stesso anno e fu subito un grandissimo successo. Il film, tratto dal romanzo di Lauren Weisberger, che ha lavorato veramente per anni a Vogue, la famosa rivista di moda diretta da Anna Wintour, che ha ispirato il personaggio di Miranda Priestly, interpretato da Meryl Streep. Il film, partendo da un budget di 41 milioni di dollari, ne incassati ben 326, facendo vincere il Golden Globe alla Streep e portandosi a casa anche due nomination agli Oscar. Ma come mai è così amato ed è già diventato un cult? Beh, di seguito trovate 5 motivazioni più che valide.

La storia da sogno

La storia di Andy Sachs/Anne Hathaway ha catalizzato sin da subito l’attenzione di migliaia di donne in tutto il mondo. Come una sorta di Cenerentola 3.0, ma ben più sveglia, si addentra in un mondo che non è assolutamente il suo e riesce a destreggiarsi tra mille difficoltà. L’esigente Miranda Priestly (Meryl Streep), la prima assistente Emily (Emily Blunt) e la sua amica Serena (Gisele Bundchen), sembrano la matrigna e le due sorellastre Genoveffa e Anastasia, pronte a criticarla, fino a rimanere di sasso quando la vedono vestita con i capi dei migliori stilisti e con un aspetto da diva di Hollywood. E'vero, Cenerentola non aveva occhi che per il suo Principe, invece, Andy si fa sedurre dal biondo scrittore Christian Thompson (Simon Baker), però, alla fine, le si perdona tutto, soprattutto perchè torna dal suo amato cuoco Nate (Adrian Grenier), l’ancora che la tiene legata al suo vero mondo.

L’inedita e divina Meryl Streep

Il regista David Frankel e il produttore Wendy Finerman non potevano fare scelta migliore. Meryl Streep, con già due Oscar alle spalle, si lancia in questa nuova ed inedita avventura, convincendo, praticamente tutti e, obiettivamente, è l’ingrediente fondamentale che ha fatto del film un vero e proprio cult. Il personaggio di Miranda Priestly è il fulcro dell’intera vicenda e non si aspetta altro che vederla in scena per ascoltare le battute taglienti e le “pillole” di saggezza sul mondo della moda. La sua cattiveria e il suo sadismo diventano pura comicità, i suoi modi sprezzanti ci fanno sorridere, e quando esce fuori il suo lato “umano” (senza fronzoli, trucco e difese), il personaggio raggiunge la pienezza a 360 gradi. Non a caso, la diva è stata candidata agli Oscar come Migliore attrice protagonista, ma l’Academy preferì premiare Helen Mirren per “The Queen – La regina”, che, ironia della sorte, era una delle attrici considerate, inizialmente, proprio per il ruolo di Miranda Priestly.

La perfezione di Anne Hathaway e del resto del cast

Uno dei punti di forza di tutto il film è, sicuramente, la perfetta sintonia del cast. Anne Hathaway era già nota al pubblico di giovanissimi grazie alle commedie romantiche “Pretty Princess”(2001), “Ella Enchanted – Il magico mondo di Ella” e “Principe azzurro cercasi”, dunque era adattissima per il ruolo di Andy Sachs per “catturare” la grandissima fetta di teenagers (ma non solo) che hanno sognato con i film citati. Il suo personaggio, inizialmente smarrito e confuso, si amalgama alla perfezione con il simpatico ed eclettico stylist Nigel, interpretato da uno straordinario Stanley Tucci, sempre più camaleontico e talentuoso. Nigel è uno dei cardini del film, fondamentale allo svolgimento della storia e uno dei più riusciti in assoluto. Anche l’”esaurita” Emily (Emily Blunt), alla fine, ci risulta simpatica. Le sue ossessioni (la dieta, i vestiti, Miranda) e il suo atteggiamento saccente e falsamente sicuro, fanno morire dalle risate. Che dire poi dei “belli” di turno? Il dolce e rassicurante cuoco Nate, fidanzato ufficiale di Andy, e il bellissimo ed enigmatico scrittore Christian Thompson hanno fatto battere milioni di cuori.

La moda

Beh, il mondo della moda è il pilastro del film. Tutto ruota attorno al fashion, i grandi nomi si sprecano (Prada, Dolce & Gabbana, Vivienne Westwood, Jimmy Choe, Yves Saint Laurent, Manolo Blahnick, Narciso Rodriguez e tanti altri) e i camei d’eccezione delle modelle Gisele Bundchen e Heidi Klum, più la presenza straordinaria del nostro Valentino Garavani, ne sottolineano l’importanza. Come non ricordare la battuta cult di Nigel quando, rivolgendosi ad una Andy ancora affezionata al suo maglioncino “ceruleo”, le dice: “Hai un bisogno disperato di Chanel”? Beh, alzi la mano chi, in quel momento, non ha avvertito lo stesso bisogno.

L’immedesimazione

Tutti hanno avuto, o quantomeno conosciuto, un capo come la tremenda Miranda Priestly. L’immedesimazione nella giovane Andy Sachs è quasi d’obbligo. La giovane fa di tutto pur di non perdere il lavoro, arrivando a sacrificare la propria vita privata, convinta che quell’esperienza le servirà per il futuro. Miranda è il diavolo tentatore e lei, inizialmente, ci casca e si fa trascinare, fino a quando si rende conto di essere spinta oltre i proprio limiti e decide di riprendere in mano la sua vita, tornando agli obiettivi che si è sempre posta e dando di nuovo importanza agli affetti e al suo amore. A quel punto si stacca nettamente dalla dipendenza dal lavoro e dal cellulare e non si pente minimamente. Oltre ad immedesimarsi, quindi, bisognerebbe anche prendere spunto.