Thomas Stuber è il regista del romantico “Un valzer tra gli scaffali”, film vincitore, tra gli altri, del Premio della Giuria Ecumenica all’ultimo Festival di Berlino. Tratta dal racconto “In Den Gangen”(“Tra i corridoi”), di Clemens Meyer, la pellicola racconta la storia del giovane Christian (Franz Rogowski), ex muratore dal passato difficile che trova un nuovo lavoro come magazziniere in un grande supermercato. In quel luogo apparentemente alienante, il ragazzo saprà ritrovare il valore delle piccole cose, dell’amicizia e anche dell’amore, incarnato dalla bella e semplice collega Marion (Sandra Huller), che però è sposata e con la quale sembra potersi spingere oltre gli scaffali.

Stuber è autore anche della sceneggiatura scritta a quattro mani proprio con Clemens Meyer, e sul suo film ha detto:

Appena ho letto la collezione di racconti di Clemens Meyer, ho immediatamente sognato di adattare per il grande schermo il racconto “In Den Gangen”. Non potevo  farmi scappare l'idea di raccontare la storia di un giovane solitario che si tuffa nei corridoi notturni di un supermercato all'ingrosso. La storia di Meyer è pervasa da un'immensa profondità e tragicità, eppure ha bisogno solo di pochi dettagli per prendere vita. Molte cose restano non dette, le conclusioni non vengono rivelate. Sta al lettore, e ora al pubblico, mettere insieme i pezzi di questo puzzle. Ciò che rimane è la consapevolezza che il senso di comunità, il calore e un po' di felicità sono possibili solamente nei corridoi di questo grande supermercato.

Peter Matjasko è il diretto della fotografia mentre Kaya Inan ha curato il montaggio. Le scenografie sono di Jenny Roesler invece Milena Fessmann ha composto le musiche. “Un valzer tra gli scaffali” sarà distribuito nelle nostre sale proprio a San Valentino. Da non perdere.

La trama

Christian, ex muratore dal passato difficile, trova un nuovo lavoro presso un grande supermercato in una cittadina della Germania dell’Est. Timido e riservato, il suo aspetto non sembra corrispondere all’ aggressività dei tatuaggi che ha sul collo e sulle braccia e che il nuovo camice da scaffalista riesce malamente a coprire. Ma i suoi responsabili e colleghi capiscono che si tratta di un bravo ragazzo e il primo a rendersene conto è Bruno, il suo referente alle bevande, che lo  prende sotto la sua ala protettrice; poi ci sono Rudi, il responsabile dell’ ipermercato; il pazzo Klaus; lo sfegatato scacchista Jurgen; la fumatrice incallita Irina; il pragmatico Norbert e la bella Marion, l’addetta ai dolciumi di cui Christian è perdutamente innamorato. Marion non è insensibile al “novellino” ma è sposata, per di più con un uomo che la maltratta. A poco a poco, Christian riuscirà a fare breccia nel suo cuore fino a quando, dopo una sera di festa, Marion scompare nel nulla, lasciando il giovane nella disperazione più totale.

Il cast

Franz Rogowski (Christian), nel 2013 ha vinto il Premio Fordpreis Neues Deutches Kino al Film Festival di Monaco per la sua performance in “Love Steaks”, di Jacob Lass e, successivamente, lo abbiamo visto in “Victoria”, di Sebastian Schipper, film che ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino.. Nel 2016, invece, è entrato nel cast del bellissimo “Happy End”, del pluripremiato Michael Haneke. Sandra Huller (Marion), invece, ha ricevuto l’Orso d’argento per la sua interpretazione magistrale in “Requiem”, diretto da Hans-Christian Schmid, nel 2004 mentre grazie al film “Toni Erdmann”, ha portato a casa l’European Film Award come Miglior attrice. Il resto del cast è formato da: Peter Kurth (Bruno), Matthias Brenner (Jurgen), Andreas Leupold (Rudi), Michael Specht (Klaus), Henning Peker (Wolfgang) e Gerdy Zint (Tino).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. La motivazione del Premio della Giuria Ecumenica a Berlino è molto esplicativa e originale: “Se la vita è un supermercato, allora ciò di cui abbiamo bisogno non si trova sugli scaffali, ma nelle corsie. Il film mostra in modo artisticamente convincente cosa si intenda per: Beati i puri di cuore.”

2. Pochi sanno che il bravissimo protagonista Franz Rogowski, prima di diventare attore, ha lavorato come ballerino e performer al Thalia Theater di Amburgo e al Schaubuhne di Berlino con registi del calibro di Falk Richter e Nikolas Stemann.

3. Oltre al Premio della Giuria Ecumenica, la pellicola ha vinto anche il Premio Guild al Festival Internazionale del Cinema sempre a Berlino; il Premio Miglior Film ai Festival di Valladolid e Napoli; il Premio Miglior Sceneggiatura al Festival di Atene e il Premio Lola del Cinema Tedesco come Miglior Attore a Frank Rogowski.