Foto di Gabriele Tinti
in foto: Foto di Gabriele Tinti
 

L'esilio di Kevin Spacey sembra essersi interrotto, dal momento che l'attore coinvolto in uno scandalo legale e in accuse di molestie è riapparso per la prima volta in pubblico dopo due anni. Lo ha fatto in Italia, a Roma, con una lettura a Palazzo Massimo, di fronte a un ristretto numero di spettatori. La performance, del resto, è stata tenuta nel più stretto riserbo fino alla fine.

Kevin Spacey legge la poesia Il pugile

L'evento era stato annunciato dal Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo attraverso il sito ufficiale come "un reading da Oscar", senza però che fosse resa nota la presenza di Spacey. L'attore si è cimentato nella poesia "Il pugile" scritta da Gabriele Tinti, poeta italiano specializzato in performance tra arte antica e cinema, e dedicata al Pugile a riposo, splendida statua bronzea attribuita a Lisippo e risalente al 300 a.C. circa. L'evento si è svolto alle 18.30 del 2 agosto, con somma sorpresa e grande entusiasmo da parte dei presenti.

Spacey e lo scandalo molestie

Il tutto è accaduto ad appena due settimane di distanza da quando sono cadute le accuse di molestie nei suoi confronti, dopo il ritiro della denuncia da parte di William Little. Quest'ultimo aveva sostenuto di essere stato "palpeggiato nelle parti intime" dal divo di "House of Cards" in un locale di Nantucket, nello Stato del Massachusetts. Sono numerosi, in realtà, gli uomini che hanno sostenuto di essere stati vittime di Spacey. Il primo fu Anthony Rapp, per un fatto databile al 1986: l'accusa venne fuori sull'onda del caso Weinstein e fu allora che l'attore ammise per la prima vota di essere gay. Si ricordano poi otto membri della troupe di "House of Cards", il figlio dell'attore Richard Dreyfuss e quello della giornalista Heather Unruh, un massaggiatore di Los Angeles e persino Ari Behn, ex genero del re Harald V di Norvegia. Tutti dichiarano di aver subito molestie da Spacey, ma l'unica accusa tramutabile in processo penale è stata quella di Little. Resta ancora in corso la causa civile dello stesso Little, ma sembra evidente che per Spacey il periodo peggiore sia passato. Ora non resta che capire se, dopo questa estemporanea apparizione pubblica, l'attore ha davvero una possibilità di riprendere in mano la sua carriera.

IL RITORNO DI KEVIN SPACEY inizia davanti alla statua di un pugile. Roma, una sera d’estate che piove. Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo, centro metri dalla Stazione Termini. L’appuntamento è segreto: per la performance dell’attore ripudiato da Hollywood e Netflix sono previste solo 15 persone. Ieri ce n’erano milioni di fronte al piccolo schermo di House of Cards. Lo spettacolo si svolge intorno al Pugile in riposo, meraviglioso bronzo datato 300 AC circa, capolavoro che nulla ha da invidiare ai più famosi Bronzi di Riace. La sceneggiatura, anzi, le poesie sono state scritte da Gabriele Tinti, poeta italiano specializzato in queste performance tra arte antica e cinema. “Si calcola che uno spettatore comune resti non più di 15 secondi a contemplare un capolavoro”, racconta Tinti. “Con questi spettacoli cerchiamo di ristabilire un racconto, un contatto profondo con l’arte”. Spacey ha accettato questa sfida raccogliendo l’invito di Giuseppe Mercadante che l’ha incontrato a Baltimora, gli ha spiegato il progetto e infine l’ha convinto a viaggiare fino a Roma. Gli spettatori arrivano e stranamente non sono tanti: la notizia dello show è rimasta segreta. Completo color tabacco, cravatta regimental scura, fermacravatta e mocassini: Spacey fa il suo ingresso al museo con un libro tra le mani e un’espressione tranquilla, un volto lontano anni luce dalla fierezza felina di Frank Underwood. Ecco il video della performance. Per maggiori info andate sul sito di @vanityfairitalia

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