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L’Orso D’Oro torna in Italia grazie ai fratelli Taviani

La 62esima edizione del Festival di Berlino ha visto trionfare i nostri fratelli Paolo e Vittorio Taviani, con la pellicola “Cesare deve morire”. L’Orso d’Oro torna quindi in Italia dopo ben 21 anni (nel 1991 fu vinto da “La casa del sorriso” di Marco Ferreri), grazie ad un film davvero particolare e realistico.
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A cura di Ciro Brandi
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La 62esima edizione del Festival di Berlino, dopo il premio alla carriera a Meryl Streep, ha visto trionfare i nostri fratelli Paolo e Vittorio Taviani, con la pellicola “Cesare deve morire”. L’Orso d’Oro torna quindi in Italia dopo ben 21 anni (nel 1991 fu vinto da “La casa del sorriso” di Marco Ferreri), grazie ad un film davvero particolare e realistico. La storia è ambientata nella prigione romana di Rebibbia e i protagonisti sono proprio i reclusi, i quali si preparano a interpretare sul palcoscenico la celebre tragedia “Julius Caesar”, di William Shakespeare. Si parte con i provini e poi si arriva all’incontro col testo. L’opera di Shakespeare coinvolge tantissimo i detenuti, fino a farli immedesimare nei personaggi del testo stesso, anche se ciò non basta a distoglierli dal fatto che si trovano comunque in una situazione estrema, di disagio, arrivando a scontrarsi e mettendo in pericolo lo spettacolo.

Mettendo in scena questa dramma/docu-fiction, i fratelli Taviani hanno convinto proprio tutti. Paolo Taviani ha dichiarato che questo premio li ha fatti gioire soprattutto per chi ha lavorato con loro, cioè i detenuti di Rebibbia, guidati dal regista Fabio Cavalli. Secondo i Taviani anche il cinema può contribuire ad avvicinare l’Italia e la Germania nell’Europa della crisi, costruendo un ponte almeno sul fronte culturale, che poi possa allargarsi anche ad altri campo sociali. Il pensieri di Vittorio Taviani invece è andato soprattutto ai detenuti (facendo anche alcuni nomi), invitando gli spettatori a pensare che anche un detenuto è e resta un uomo, e che mentre loro sono a Berlino a festeggiare sotto le luci del palco e dei flash, loro sono nelle celle al buio. La vittoria dei fratelli Taviani riporta quindi il cinema italiano alla ribalta della scena cinematografica internazionale, dalla quale mancava da troppo tempo. Speriamo solo che sia il preludio di una serie lunghissima di altri importanti successi.

Di seguito trovate tutti i vincitori della 62esima edizione del Festival di Berlino:

Orso d'oro per il miglior film – “Cesare deve morire” di Paolo e Vittorio Taviani
Orso d'argento Gran premio giuria – “Just The Wind” di Bence Fliegauf
Orso d'argento per migliore regia – Christian Petzold perBarbara”
Orso d'argento per miglior attrice – Rachel Mwanza in “Rebelle” (War Witch) di Kim Nguyen
Orso d'argento per miglior attore – Mikkel Boe Folsgaardaus in “A Royal Affair” di Nikolaj Arcel
Orso d'argento per il contributo artistico – Lutz Reitemeier per la fotografia di “White Deer Plain” di Wang Quan'an
Orso d'argento per la miglior sceneggiatura – Nikolaj Arcel, Rasmus Heisterberg per “A Royal Affair” di Nikolaj Arcel.
Premio Alfred Bauer per un lavoro di particolare innovazione a “Tabu” di Miguel Gomes.

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