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27 Ottobre 2014
23:02

“La scuola più bella del mondo”: De Sica e i suoi ricordi da studente (INTERVISTA)

L’esilarante attore è il protagonista della nuova commedia di Luca Miniero e il suo ruolo è quello del Preside Filippo Brogi, classista, rompiscatole e bigotto, che avrà pane per i suoi denti quando s’imbatterà in una scolaresca di Acerra. De Sica, nell’intervista, ci parla dei suoi ricordi da studente, del suo personaggio e dei progetti futuri.
A cura di Ciro Brandi
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Il grande mattatore del cinema italiano Christian De Sica, dal 13 novembre tornerà nelle sale italiane con la nuova commedia di Luca Miniero, “La scuola più bella del mondo”. Nella pellicola, De Sica è il preside di una prestigiosa scuola toscana che, per un tragico errore, invece d'invitare una scolaresca di Accra, in Ghana, spedisce la mail ad un istituto di Acerra, in Campania, facendo arrivare in Toscana una banda d'irresistibili scugnizzi, capitanati dal professore Rocco Papaleo. Le conseguenze, come potete immaginare e vedere dal trailer, saranno terribilmente divertenti e imprevedibili. Nell’intervista ad inizio articolo, Christian De Sica ha raccontato, con la sua solita ironia, che ricordi ha della sua vita da studente:

Bellissimi, magari tornassero. Sono stato in una classe fantastica in cui c’erano Carlo Verdone, Antonella Venditti, lo scrittore Filippo La Porta, ma più che sentire le lezioni guardavamo come accavallavano le gambe i professori, come parlavano, e quella è stata un po’ la scuola sia mia che di Carlo Verdone. Abbiamo imparato tanto dai pregi e dai difetti di professori e alunni ma, ci bocciavano sempre.

Christian De Sica Preside classista e bigotto per Luca Miniero

Il Preside Filippo Brogi interpretato da De Sica è un personaggio molto diverso da quelli interpretati finora dall’attore:

E’ un Preside c***one, un buon uomo, un competitivo, bigotto, rompiscatole, anche un po’ classista e razzista, poi quando incontra Rocco Papaleo, che è il professore di questa scuola “sgarrupata” di Acerra, conoscerà l’amore per l’insegnamento, una certa serietà, un rispetto, che bisogna amare il prossimo, essere più dolci, e che siamo tutti uguali perché, come diceva mio padre in “Miracolo a Milano”: “Tutti quanti abbiamo cinque dita”

In attesa di riprendere il suo musical teatrale “Cinecittà”, che gli sta regalando tantissime soddisfazioni, De Sica vi aspetta al cinema con questa esilarante commedia che ripropone l’eterna diatriba tra Nord e Sud, ma in maniera sempre molto scherzosa e divertente. Non perdetela.

 
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