I fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo sbarcheranno al cinema, il prossimo 7 giugno, con la loro pellicola d’esordio “La Terra dell’Abbastanza”, presentato in anteprima nella sezione "Panorama" del Festival di Berlino 2018. La pellicola racconta la storia di due amici, Mirko e Manolo (interpretati rispettivamente da Matteo Olivetti e Andrea Carpenzano) che, una notte, investono un uomo e scappano. Dopo gli iniziali sensi di colpa, i due scoprono che l’uomo investito era un pentito di uno dei clan della zona. Improvvisamente, ottengono rispetto e denaro dagli esponenti dello stesso clan, ma presto le conseguenze delle loro azioni gli si ritorceranno contro.

I due registi hanno spiegato il loro intento come segue:

Con questo film volevamo raccontare com’è maledettamente facile assuefarsi al male. I due ragazi protagonisti uccidono involontariamente un uomo e scelgono la via più facile, quella del silenzio, ma i fantasmi di quest’evento non gli lasciano tregua. Così cominciano a corazzarsi dai sensi di colpa. Credono sia più facile accumulare ulteriore carico di disumanizzazione invece che ripulirsi da quanto è accaduto. Quando si apre lo spiraglio dell’attività criminale vedono miracolosamente concretizzarsi la pista alternativa della quale credono di avere bisogno: abituarsi al male. Al punto da non sentire più niente, coscienza compresa. In un mondo in cui la sofferenza è sinonimo di debolezza, i due ragazzi protagonisti si spingeranno oltre il limite della sopportazione per vedere fin dove si può fingere di non sentire nulla. Purtroppo, lo scopriranno sulle loro spalle: si può fingere fino alla fine. Non esiste uno stop, se non il definitivo.

I Fratelli D’Innocenzo hanno scritto di proprio pugno anche la sceneggiatura mentre la fotografia e il montaggio sono stati affidati, rispettivamente, a Paolo Carnera e a Marco Spoletini. Le musiche sono state composte dal maestro Toni Bruna, i costumi da Massimo Cantini Parrini e le scenografie sono di Paolo Bonfini. “La Terra dell’Abbastanza” ha già conquistato ben tre nomination ai Nastri d’argento 2018 che saranno assegnati il prossimo 30 giugno – nelle categorie Miglior regista esordiente, Miglior produttore (Pepito Produzioni, di Agistino, Maria Grazie e Giuseppe Saccà) e per i Migliori costumi.

La trama

I protagonisti del film sono Mirko e Manolo, due amici della periferia di Roma cresciuti, praticamente, insieme. La loro vita procede in maniera lineare, i due sono bravi ragazzi che coltivano i propri sogni, fino a quando, in una notte qualunque, investono un uomo e decidono di scappare senza prestare soccorso. Nei giorni seguenti, affiorano i sensi di colpa ma quella tragedia sembra trasformarsi nella loro fortuna. Infatti, i giovani scoprono che l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale del Pantano e così, entrano di diritto nel temuto gruppo criminale, guadagnandosi rispetto e denaro . Ma quella fortuna diventerà presto il loro inferno.

Il cast

Andrea Carpenzano (Manolo) è stato scoperto dal regista Francesco Bruni che l’ha voluto nel suo film “Tutto quello che vuoi”(2017), per cui riceve la Menzione speciale Premio Biraghi ai Nastri D’Argento 2017. In seguito, ha lavorato con Claudio Amendola ne “Il permesso – 48 ore fuori” e in tv in “Immaturi – La serie”. Matteo Olivetti (Mirko), invece, ha iniziato prestissimo a lavorare in tv in serie di successo come “Incantesimo” e “Giorni da leone” e nel film tv “Game Over”(1999), con Giuliano Gemma.  Completano il cast: Milena Mancini (Alessia), Max Tortora (Danilo), Giordano De Plano (Simone), Michela De Rossi (Ambra), Walter Toschi (Carmine), Luca Zingaretti (Angelo), Yan Lovga (Liubaz).

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. Fabio D’Innocenzo ha affermato che il titolo del film è aperto alle interpretazioni degli spettatori, anche se per lui e suo fratello “La Terra dell’Abbastanza” è un luogo grigio in cui quell’abbastanza non è troppo poco al punto da spingere a rimboccarsi le maniche e costruire qualcosa di concreto ma, allo stesso tempo, si ha ciò che è abbastanza per accontentarsi e vivere in mezzo, in una sorta di Limbo, con status symbol e valori sballati.

2. I registi hanno girato a Ponte di Nona, in zona Roma Est perchè, secondo loro, ha qualcosa di particolare, quasi un mix fra Pier Paolo Pasolini e Tim Burton, con case colorate ma, allo stesso tempo, fatiscenti.

3. Matteo Olivetti ha raccontato che, per ottenere la parte di Mirko, ha affrontato un provino di soli 17 minuti con i due registi in cui ha fatto tutto quello che gli hanno chiesto, risultato subito credibile.