Nicola Bellucci, dopo una fenomenale carriera da documentarista, esordisce al cinema col lungometraggio “Il mangiatore di pietre”. La pellicola, basata sull’omonimo bestseller di Davide Longo, uscito nel 2004, racconta la storia di Cesare (Luigi Lo Cascio), un ex contrabbandiere, ora passeur, che troverà il corpo del nipote assassinato, Fausto (Emiliano Audisio), che lui stesso aveva introdotto nelle attività criminali. La polizia inizierà ad indagare mente nella mente di Cesare c’è spazio solo per la vendetta. Nel frattempo, a questa storia s’intreccerà anche quella di un gruppo di rifugiati trovati in una capanna abbandonata. Nel cast ci sono anche Vincenzo Crea, Bruno Tedeschini, Ursina Lardi e Leonardo Nigro.

Nicola Bellucci ha scritto la sceneggiatura con Hans W. Geissendörfer, Marco Colli con la supervisione dello stesso Davide Longo, e sulla decisione di portare il suo romanzo al cinema ha detto:

A convincermi sono state le forti sensazioni suscitate in me dalla lettura del romanzo di Davide Longo. Nella storia del “mangiatore” si rivelano i lati opachi delle cose, la duplicità dell’agire umano che mi affascina e spaventa, e che da tempo volevo raccontare, arrischiandomi in un territorio affascinante, quello tra romanzo di formazione e film di genere. Lungo il filo conduttore di questa dialettica fra interno ed esterno si snoda la trama de Il mangiatore di pietre: un “noir” duro, amaro, da nodo alla gola. Con un duplice punto di vista: quello del passeur Cesare, trafficante d’uomini, e quello del giovane Sergio, ragazzo che si sta facendo uomo. Sullo sfondo, come un coro greco, la desolazione di un mondo alpino ormai in abbandono, con i suoi abitanti e il loro modo di vivere sobrio e solitario all’interno di una comunità disgregata dalla modernità e, quasi un punto interrogativo, un gruppo di clandestini in attesa di conoscere la propria sorte. La pista noir è un pretesto per portare alla luce rapporti conflittuali e durissimi tra padri senza figli e figli senza padri, in cui valori e affetti si tramandano in modo più trasversale, fra amici, ma anche nel rapporto "adottivo", per così dire, tra padrino e figlioccio. Il film racconta della fine di un mondo, di un’epoca, di uno stile di vita, di un uomo, Cesare, che sembra aver rinunciato a vivere. Intorno a lui tutto sembra soffocare, anche l’amore non dà calore. L’omicidio è il detonatore che sembra rimettere in gioco le cose e i sentimenti: l’ultimo viaggio del passatore, estremo tentativo di fare i conti col proprio passato, si trasforma in azione e in recupero dell'antico ruolo di "attraversatore di spazi".

Simon Guy Fassler è il direttore della straordinaria fotografia del film mentre Roberto Missiroli ha curato il montaggio. Le scenografie sono opera di Sara B. Weingart e i costumi di Nicoletta Taranta. La colonna sonora è stata composta da Teho Teardo. Prodotto da Pascal Traechslin ed Enzo Porcelli, “Il mangiatore di pietre” sarà rilasciato al cinema dal 18 luglio.

La trama

Piemonte. Durante una notte d’autunno, da un torrente riaffiora il cadavere di un uomo ucciso con due colpi di fucile. A ritrovarlo è Cesare, detto il Francese, passeur che da anni ha lasciato il mestiere di contrabbandiere e vive con la sua lupa chiuso nella solitudine di una baita. Il maresciallo Boerio  è incaricato di investigare la morte del giovane Fausto, ma il suo legame con la mafia locale verrà presto messo in discussione dalla commissaria Sonia Di Meo. I diversi destini s’intrecciano quando Sergio, un giovane del paese, scopre un gruppo di rifugiati in una capanna abbandonata.

Il cast

Per Luigi Lo Cascio (Cesare), “Il magiatore di pietre” è il 28esimo film per il grande schermo. Poche settimane fa lo abbiamo visto anche nei panni di Salvatore Contorno nel pluripremiato film di Marco Bellocchio, “Il traditore”. Gli altri bravissimi attori del cast sono: Vincenzo Crea (Sergio), Bruno Tedeschini (Ettore), Ursina Lardi (Commissaria Sonia Di Meo), Leonardo Nigro (Maresciallo Boerio), Lidiya Liberman (Ania, moglie di Ettore), Elena Radonicich (Adele, moglie di Cesare), Antonio Zavatteri (Nelino, padre di Sergio), Vanessa Compagnucci (prostituta), Paolo Graziosi (Parin Giory, padre di Fausto), Peppe Servillo (Antonio, il mafioso), Paola Caprara (Zia Elvira), Antonio Buil (Robert), Valter Lunetti (Il parroco), Emiliano Audisio (Fausto), Mario Bois (Guardia carceraria), Davide Mogna (Osvaldo), Alex Garnero (Cipolla), Isacco Caraccio (Romano), Francesco Freguglia (Marcello), Giacomo Sodano (Berto),

Le curiosità sul film che dovete sapere

1. La pellicola è stata girata interamente in Piemonte (Val Varaita, Cuneo) e in Ticino (Val Bavona).

2. Il regista ha dichiarato che nel suo film, oltre alle influenze di Fenoglio e Pavese, ci siano anche quelle di una certa letteratura americana e delle atmosfere western come nei film cult di Clint Eastwood. E’ una sorta di intrigo noir in un apparato western.

3. La troupe ha lavorato a 2000 metri sul livello del mare ed è stato molto difficile perché tutti si dovevano adattare alle condizioni meteorologiche estremamente variabili, con temperatura quasi sempre tra -10 e -15 gradi.