Aggiornamento 4 novembre, 9.45 – In seguito alle polemiche scatenate dalle sue affermazioni in merito a Pasolini e al suo linguaggio cinematografico, Gabriele Muccino ha cancellato il suo profilo pubblico su Facebook. Al momento la pagina non appare più visualizzabile

Il 2 novembre è stata una data significativa per chiunque conosca Pier Paolo Pasolini. E a quanto pare anche per chi non abbia la più pallida idea del motivo della sua importanza dal punto di vista letterario, filosofico e cinematografico. I social network, grande mezzo di divulgazione di notiziw, ma spesso luogo di uno spinto qualunquismo, sono stati invasi dal ricordo del grande intellettuale morto tragicamente 40 anni fa. Artisti, letterati e intellettuali lo hanno ricordato (Ascanio Celestini ne ha parlato in un'intervista rilascia a Fanpage) eppure, in questo immenso panegirico, si è sollevata una polemica alimentata da un regista piuttosto noto in Italia e all'estero come Gabriele Muccino. Il regista de "L'Ultimo Bacio" ieri, sulla sua pagina Facebook, premettendo la consapevolezza di un'affermazione impopolare, ha fatto letteralmente a pezzi il Pasolini regista:

So che quello che sto per dire suonerà impopolare e forse chissà, sacrilego, ma per quanto io ami Pasolini pensatore, giornalista e scrittore ho sempre pensato che come regista fosse fuori posto, anzi era semplicemente un "non regista", che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza stile, senza un punto di vista meramente cinematografico sulle cose che raccontava, in anni in cui il cinema italiano era cosa altissima, faceva da scuola di poetica e racconto cinematico e cinematografico in tutto il mondo.

Inutile dire che la schiera dei puristi, degli appassionati di cinema, potrebbe inorridire al solo accostamento, a dispetto dell'assonanza, delle parole Muccino e Pasolini, figurarsi se il regista de L'Ultimo Bacio osa esprimere un suo parere riguardante un personaggio al quale la storia ha consegnato la medaglia di intoccabile, dopo essere stato rinnegato e bistrattato quando era in vita. Fatto sta che Muccino, probabilmente abituato alle polemiche di default, ha visto aumentare in maniera esponenziale le critiche a lui rivolte per un giudizio così tranchant, al punto da tenerci a controbattere con una precisazione che ha pubblicato, sempre su Facebook, nel tardo pomeriggio del 3 novembre, inneggiando soprattutto alla libertà di pensiero.