Nanni Moretti è il vero protagonista del terzetto italiano al Festival di Cannes 2015, in attesa di Paolo Sorrentino. Dalla conferenza stampa fino alla première, è un tourbillon di emozioni che si concludono con i 10 minuti di applausi del pubblico e le lacrime del regista, del cast e dello stesso pubblico in sala. Nanni Moretti è alla sua settima partecipazione al Festival di Cannes e, dopo il premio alla regia per "Caro Diario" e la Palma d'Oro per "La stanza del figlio", adesso punta di nuovo il massimo premio in questa edizione così ricca per il nostro cinema. Un cinema che è però ancora legato alle azioni individuali e al talento dei suoi registi, in alto per questo e non per un clima che è tutt'altro che unito. Queste le parole del regista:

Sono molto contento che ci siano tre film italiani in competizione e altri titoli nostrani in varie sezioni del festival. Ma la mia impressione è che questo sia ancora il risultato di iniziative individuali di registi e produttori mentre il clima in Italia intorno al cinema, sia come fenomeno industriale che artistico, è sempre molto distratto.

"Mia Madre" è un successo anche di pubblico: in Italia è in programmazione da più di un mese ed ha incassato tre milioni di euro. E, a proposito del nostro paese, Nanni Moretti non nasconde una vena di polemica quando spiega perché preferisce presentare i suoi film all'estero:

Non saprei dire se il pubblico e la stampa straniera vede in modo diverso il mio cinema rispetto agli italiani, quel che è certo è che fuori dall'Italia si vedono i miei film per quello che sono, senza interferenze. Da noi si finisce per vedere il film pensando al personaggio pubblico Nanni Moretti, alle sue idee politiche, al perché rilascia poche interviste, al tasso di freddezza o calore con cui parlo con i giornalisti. Fuori dall'Italia non è così.