2 Dicembre 2018
09:47

Nanni Moretti torna nelle sale con “Santiago, Italia”, il documentario sul golpe cileno del 1973

Moretti racconta i mesi successivi al colpo di stato che, nel 1973, pose fine al governo democratico di Allende, attraverso le parole dei protagonisti e i materiali dell’epoca. Il regista concentra l’attenzione sul ruolo dell’ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a circa 250 oppositori del regime dittatoriale di Augusto Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia e di ricominciare a vivere. Al cinema dal 6 dicembre.
A cura di Ciro Brandi

Nanni Moretti sta per tornare nelle sale, a tre anni di distanza dall'uscita del commovente e pluripremiato “Mia madre”, con il documentario “Santiago, Italia”, pellicola di chiusura del 36esimo Torino Film Festival. Nel nuovo progetto, il regista trentino racconta i mesi successivi al colpo di stato che nel 1973 pose fine al governo democratico di Salvador Allende in Cile, attraverso le parole dei protagonisti e i materiali dell’epoca. Moretti concentra l’attenzione sul ruolo dell'ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a circa 250 oppositori del regime dittatoriale di Augusto Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia e di ricominciare a vivere.

Il paralellismo con la situazione politica italiana odierna

Naturalmente, già dal titolo, è impossibile non pensare subito a parallelismi e analogie con la situazione politica italiana contemporanea, anche perché, in un’intervista rilasciata a “Il Venerdì” di Repubblica, alla domanda di Mario Calabresi sul perché parlare del golpe in Cile oggi, ha risposto:

Mentre giravo me lo chiedevano spesso e non sapevo cosa rispondere. Poi finite le riprese, è diventato ministro dell’Interno Matteo Salvini e allora ho capito perché ho girato quel film. L’ho capito a posteriori.

Le interviste ai rifugiati

Moretti, come al solito, si riserva il ruolo di voce fuori campo mentre lascia la parola a tantissimi personaggi, molti dei quali rifugiati che raccontano la propria esperienza, tra i quali spiccano i registi Patricio Guzmàn e Miguel Littìn, il traduttore Rodrigo Vergara, il diplomatico Piero De Masi, ma anche molti operai, giornalisti, gente comune che vuole far sapere al mondo intero cos’hanno vissuto 45 anni fa sulla loro pelle, da testimoni oculari. L’unica parte in cui Moretti compare è quella in cui dice “Io non sono imparziale”, durante l’intervista a Raúl Eduardo Iturriaga Neumman, Generale dell’esercito del Cile e Vice direttore della DINA, la polizia segreta cilena di Augusto Pinochet, che possiamo vedere anche nel trailer.

“Santiago, Italia” è prodotto da Sacher Film, Le Pacte, Storyboard Media e Rai Cinema e sarà distribuito da Academy Two nelle nostre sale a partire dal prossimo 6 dicembre.

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