16 Aprile 2010
15:05

Perdona e dimentica, Todd Solondz tra oblio e assoluzione

Esce in Italia il sequel di Happiness del regista americano Todd Solondz. Al centro del film, il dilemma tra oblio e perdono.
A cura di Enrica Raia
Perdona e dimentica il nuovo film di Todd Solondz

Censure, distributori che si defilano e finanziamenti negati avrebbero scoraggiato chiunque. Non Todd Solondz, uno dei più coraggiosi registi indipendenti del cinema americano. Uno di quelli che con cinico umorismo non rinuncia mai ad argomenti urticanti e scomodi per produttori che censurano, e case di distribuzione che semplicemente svaniscono. Così è accaduto con la Universal che si rifiutò di distribuire Happiness, premio della critica al Festival di Cannes 1998. Stessa travagliata sorte anche per il seguito del film che fece tanto scandalo anche a causa della sequenza finale, in cui un padre pedofilo parla al figlio della sua incontenibile malattia.

Life during war time (in italiano Perdona e dimentica), nonostante le critiche positive ricevute all’edizione 2009 della Mostra del Cinema di Venezia, non ha avuto vita facile con la distribuzione. Noi italiani siamo tra i pochi eletti al mondo (al pari di francesi e argentini) a poter assistere all’ultimo tassello della poetica brutale, provocatoria e toccante di Solondz che qui ci mostra,  in un America post 11 settembre, uomini e donne in crisi, senza punti di riferimento a cui aggrapparsi e schiacciati dai fantasmi del passato difficili da metabolizzare, la cui unica via di scampo è il perdono.  L’insanabile dissidio tra l’oblio e il perdono è il dilemma etico e umano che attanaglia tutti i protagonisti. Gli stessi di Happiness, ma cambiati nell’animo e nel fisico (gli interpreti sono diversi), invecchiati, maturati.

Undici anni dopo, Todd Solondz torna quindi a narrare le storie delle tre sorelle Jordan – Joy, Trish e Helen – ciascuna alle prese con i propri traumi e tragedie quali depressione, solitudine e pedofilia. Joy (Shirley Henderson nel ruolo che in Happiness fu di Jane Adams, ora nella controversa serie Hung – ragazzo squillo), la sorella più piccola, soffre di disturbi mentali causati dal suicidio del suo ex spasimante (Paul Reubens); Trish (Allison Janney) prova a rimettere in corsa la sua vita distrutta dalla scoperta di avere avuto un marito pedofilo (Ciaràn Hinds, Aberforth Silente in Harry Potter e i doni della morte); La terza sorella, Helen (Ally Sheedy), star del cinema in declino, schiacciata dal peso del suo successo vive isolata dal mondo e dalla sua famiglia con cui non riesce più a vivere in armonia. Nel cast anche Michael K. Williams (Brooklyn's Finest, Gone baby gone), variante di colore di Allen, in Happiness interpretato dall’attore – e neo regista –  Philip Seymour Hoffman, e Charlotte Rampling che affiancherà prossimamente Kristen Dunst in Melancholia di Von Trier.

Enrica Raia

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