Il 3 luglio del 1985 usciva “Ritorno al futuro”, capolavoro firmato da Robert Zemeckis, prodotto da Steven Spielberg e interpretato dai grandissimi Michael J. Fox e Christopher Lloyd. Le avventure del giovane  Marty McFly (J. Fox) che fa un salto nel 1955 a bordo della mitica La DeLorean DMC-12, macchina del tempo costruita dallo scienziato Emmett ‘Doc' Brown (Lloyd) conquistarono subito il pubblico, incassando quasi 400 milioni di dollari e portando a casa un Oscar per il Miglior montaggio sonoro. Da allora, il fenomeno non si è mai esaurito, anzi, è cresciuto nel corso dei decenni, passando di generazione in generazione.

E dire che l’idea alla base del film venne al produttore Bob Gale guardando un suo vecchio annuario dei suoi genitori e si mise a pensare cosa sarebbe accaduto ad un adolescente se avesse potuto incontrare i suoi genitori, nel passato, e magari diventarne amico, cambiando il corso degli eventi. Gale propose l’idea a Zemeckis e, insieme, i due portarono la bozza del progetto, nel 1981, alle major più importanti, ma nessuno voleva produrlo, dato che allora andavano di moda le commedie “volgarotte” e scollacciate come “Fuori di testa” e “Porky’s – Questi pazzi pazzi porcelloni”. Solo nel 1984, dopo  il successo riscosso da “All’inseguimento della pietra verde”, qualcosa cominciò a muoversi e il primo a farsi avanti fu proprio Steven Spielberg, che decise di produrlo con la sua Amblin Entertainment, facendolo distribuire dalla Universal. All’inizio, come protagonista fu scelto Erik Stoltz, ma dopo pochi mesi fu sostituito in corsa da Michael J. Fox, che allora era impegnatissimo sul set della serie tv “Casa Keaton”. Stoltz non aveva quella carica di humour che il regista e Spielberg cercavano, e che trovarono nel 23enne J.Fox.

Le ragioni del successo di Ritorno al Futuro

Ma come mai “Ritorno al futuro” è diventato un fenomeno così immenso e dirompente? Quali sono gli ingredienti del suo clamoroso successo. Innanzitutto, il viaggio nel tempo è qualcosa che ha sempre affascinato l’essere l’umano. La capacità di spostarsi nel passato o nel futuro e avere, all’occorrenza,  il potere di cambiare gli eventi, è tremendamente figo. Zemeckis, tra l’altro, lo fa in maniera egregia, portando un ragazzo normalissimo dal suo presente ad un passato – precisamente al 1955 – caotico e pieno di cambiamenti, facendolo piombare poi in un futuro ancora più frenetico e ricco di eventi che si sono poi verificati, e non, con tutte le relative conseguenze. L’altro elemento che ci affascina da morire è il perfetto mix di commedia e fantascienza, di elementi totalmente surreali, ma trattati sempre in maniera credibile e dettagliata. Chi di voi, poi, non si è almeno per una volta, immedesimato con Marty McFly? Un giovanotto normale, con vestiti alla moda, un amico folle e tanti sogni nel cassetto, ma che si ritrova improvvisamente, a vivere la più rocambolesca avventura della sua vita? Ultima, ma non ultima, la maestria di Zemeckis nel dirigere (e scrivere a quattro mani con Bob Gale) una storia così ricca e completa non è da tutti, solo i grandi possono farlo e riuscire a legare il primo capitolo con i successivi due sequel, lo hanno portato a creare un’opera concatenata che fa invidia ai più bravi registi del cinema internazionale. Forse per questo, negli ultimi giorni, il regista si è espresso dicendo che se qualcuno avesse intenzione di girarne un reboot (o un sequel) dovrebbe passare sul suo cadavere. E come dargli torto?

La mostra italiana dedicata al 30° anniversario

Intanto, per festeggiare come si deve il 30° anniversario del film, c’è una bellissima sopresa per tutti i fan italiano. A Settimo Torinese, infatti,  dal 1 luglio al 15 novembre, l’Ecomuseo Freidano ospita una mostra con oltre 80 cimeli originali della trilogia cult e di altri film dedicati ai viaggi nel tempo, con in più la possibilità di un giro sulla leggendaria Delorean, ricostruita per l’occasione. Per maggiori info, visitate il sito italiano dedicato a “Ritorno al futuroe ricco di news e curiosità.