Presentato fuori concorso in questa 72sima edizione del Festival di Cannes, Rocketman è il film del momento, il biopic che tutti stavamo aspettando, un film che racconta di un uomo come Elton John, una star mondiale capace di emozionarsi ascoltando chi, al suo posto, ha cantato la colonna sonora della sua vita, almeno sul grande schermo. Il capolavoro di Dexter Fletcher ha entusiasmato il pubblico fino alle lacrime, ha coinvolto, emozionato e catturato l'anima di chi si è ritrovato dinanzi non ad un film celebrativo, bensì al racconto sincero ed intenso di quella che a tutti gli effetti si può definire come la gestazione di una stella della musica.

Il confronto con Bohemian Rhapsody

Il confronto con la pellicola che ha caratterizzato il 2019, sia per incassi al botteghino che per trasporto emotivo, cioè Bohemian Rhapsody, è quasi matematico, considerando che il regista è lo stesso, sebbene Dexter Fletcher sia subentrato a Bryan Singer sul finire delle riprese del biopic su Freddy Mercury. Ma non esaltare le differenze tra le due creature di questo talentuoso regista, non renderebbe giustizia all'immenso lavoro cinematografico che si cela dietro queste opere. A partire dal fatto che Taron Egerton, protagonista della pellicola ha cantato dalla prima all'ultima canzone, tanto che Sir Elton John gli avrebbe anche detto: "Le canti meglio di me".

Se non si fosse venuta a creare una simbiosi tra il Baronetto della musica inglese e il suo alter ego cinematografico, non si spiegherebbe come sia possibile che tutto ciò che appare sullo schermo sembri così realmente vero, così intenso ed emozionante. Ed è per questo che Rocketman non è un film che parla solo di musica, non è la solita pellicola musicale, bensì la storia di un artista che ha deciso di non trascurare niente del suo percorso, raccontando gli eccessi e le decadenze, il genio e la solitudine. Dai dietro le quinte dei concerti in giro per il mondo alla sofferenza di un rapporto familiare latente, dalla necessità di nascondersi dietro stravaganti travestimenti all'assillante bisogno di dimostrare di essere un individuo in cerca di una riconoscibilità, una sua essenza. È questo Rocketman, come dichiara anche il giovane gallese Egerton ancora commosso dalla première, come riporta Vanity Fair:

Non è un biopic tipico, la cronologia non è rispettata, non si segue un ordine biografico ma piuttosto un flusso di emozioni. È un film molto emozionale, ancora più emozionale di quanto ci aspettassimo. La mia fortuna più grande è stata poter conoscere Elton di persona, passare del tempo con lui e diventargli amico: qualsiasi cosa io gli abbia chiesto lui mi ha risposto. So tutto! Volevamo fare una celebrazione ma non volevamo fare un'agiografia, per questo nel film vedete i successi ma anche i tonfi. Elton ha fatto un passo indietro e ci ha lasciato raccontare la sua storia. 

Taron Egerton e Rami Malek, animali diversi

All'immancabile domanda su Rami Malek e la sua interpretazione, Taron Egerton risponde: "Rami è eccezionale, un attore fantastico, un uomo brillante, ma il suo film è un unicorno, siamo amici e sono molto orgoglioso di essere paragonato a lui ma detto questo quel film è stato un fenomeno globale, anche se tutti i film sono animali diversi" supportato da Fletcher che aggiunge: "E Rocketman un film bellissimo", sembrerebbe infatti che l'alter ego di Elton John non abbia visto Bohemian Rhapsody per non subire il peso del confronto, inevitabile. Freddy Mercury è stato un'icona del rock, i Queen hanno rivoluzionato il sentire del mondo con la loro musica, i loro pezzi ha segnato intere generazioni, ma Elton John ancor prima di essere un cantante è un poeta, un uomo capace di trasmettere emozioni attraverso le sue indimenticabili parole, un uomo dall'anima dolente che ha trovato nella musica lo strumento per farla esplodere e brillare.

Ed è forse quello che l'attrice Bryce Dallas Howard, che interpreta la madre della popstar nel film, ha voluto dire con questa dichiarazione, così palesemente vera, riportata su Vanity:

Il successo di Bohemian Rhapsody dimostra ancora una volta che per portare la gente al cinema, spingerla a uscire di casa, prendere la macchina, comprare popcorn e sedersi con altre persone in una sala c’è bisogno di qualcosa di veramente spettacolare. Si va al cinema ormai solo per vivere una esperienza memorabile, qualcosa da condividere. Ecco perché le storie musicali hanno successo e attraggono molti spettatori. Sarebbe un peccato vedere questo film a casa, da soli.

Sì, sarebbe davvero un peccato perdere la collettività, che è il cuore dell'arte cinematografica, sarebbe quasi un'offesa non godere della visione di Rocketman nella sala di un cinema, avvolti dalle luci soffuse che si spengono lentamente all'inizio della proiezione, confortati dal fatto di non essere soli, ma di sentirsi parte di qualcosa di grande, di emozionante, come entrare a gamba tesa e con sguardo famelico nella storia di un uomo inimitabile, dalla voce inconfondibile e dall'animo impenetrabile come Elton John.