3 Maggio 2010
10:51

Roman Polanski torna a parlare: ecco la sua autodifesa

Continua a tenere banco il caso giudiziario di Roman Polanski, che ora, dopo mesi di silenzio, torna a parlare, e chiede giustizia.
A cura di Alessio Gradogna
Roman Polanski torna a parlare, ecco l'autodifesa

Nuovo capitolo sul caso giudiziario di Roman Polanski, che continua a imperversare tra stampa e tribunali. Questa volta è stato lo stesso regista a prendere la parola, in un'intervista rilasciata a Bernard Henry-Levy, direttore della rinomata rivista La Règle du Jeu.

Tra le altre cose, Polanski ha dichiarato << Nei sette mesi che sono trascorsi dalla data del mio arresto, mi sono astenuto da qualsiasi commento pubblico… Ora ho deciso di rompere il silenzio per rivolgermi direttamente a voi…. È verissimo che 33 anni fa mi sono dichiarato colpevole ed ho scontato la pena alla quale ero stato condannato in un carcere di massima sicurezza… Quando ho lasciato la prigione di Chino, il giudice ha cambiato idea e ha dichiarato che, tutto sommato, quella incarcerazione non costituiva la totalità della mia pena. È stata la sua minaccia di farmi incarcerare di nuovo per un periodo di tempo indeterminato se avessi insistito a far intendere la mia voce, e se non mi fossi comportato come lui voleva, che mi ha fatto decidere di lasciare gli Stati Uniti >>

Il regista di The Ghost Writer (in concorso a Berlino, e poi arrivato anche in vetta al box office italiano) ha poi aggiunto << Dopo più di 30 anni, la mia vicenda è tornata a galla a causa di un documentarista, il quale ha raccolto testimonianze di persone che, all'epoca, erano coinvolte in questa storia… Ora la Corte della California ha respinto le numerose richieste della vittima di abbandonare definitivamente i procedimenti contro di me… Sono assegnato agli arresti domiciliari a Gstaad dopo aver versato un'elevatissima somma di denaro come cauzione, e questo mi ha obbligato a ipotecare l'appartamento in cui vivo da oltre 30 anni. Attualmente, mi trovo nell'impossibilità di lavorare e sono costretto a vivere lontano dalla mia famiglia… Il procuratore distrettuale di Los Angeles si ostina a esigere la mia estradizione, sebbene il suo ufficio sia informato dei fatti e degli impegni che erano stati presi, e sebbene abbia già espiato la pena alla quale ero stato condannato… Spero di poter ritrovare la pace, riunirmi alla mia famiglia, e vivere libero nel paese dove sono nato >>.

Alessio Gradogna

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