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Scontro Tra Titani: Sam Worthington semidio in lotta contro l’Olimpo

Completamente stravolto il mito, Scontro tra Titani regge come film d’azione, ma tradisce cadute di stile evidenti.
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A cura di Ambra Zamuner
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scontro tra titani sam worthington

Il primo minuto è quello che conta, il racconto epico dello Scontro tra umanità e ira degli dei fa ben sperare in un film che già aveva il sentore di battaglia testosteronica con poco contenuto. La voce narrante spiega le origini dei rapporti fra Titani e figli (Zeus, Poseidone e Ade) e la creazione del Kraken mostro marino del mito nordico preso in prestito per sconfiggere gli scomodi genitori ed ereditare il governo del mondo.

Perseo (Sam Worthington) tratto in salvo dalle acque, cresce in una famiglia adottiva di pescatori, fino al giorno in cui i soldati di Argo scatenano la loro furia contro la statua di Zeus (Liam Neeson). Per punire l'ingratitudine umana il reggente dell'Olimpo scatena il potere infernale di Ade (Ralph Fiennes) che senza troppi scrupoli travolge anche la famiglia di Perseo uccidendo tutti.Scampato alla mattanza il giovane viene portato al castello di Argo, dove scopre di essere figlio di Zeus e di una mortale, scortato dalla sacerdotessa Io (Gemma Arterton) avrà l'incarico di sconfiggere il Kraken che Ade ha intenzione di usare per distruggere la città. La scusa è riabilitare il nome degli dei, ma in pratica Ade punta al trono dell'Olimpo, come se nessuno lo sospettasse.

Tralasciando il totale scostamento dal film del 1981, sebbene il soggetto in partenza fosse lo stesso, e dal mito greco classico quello che si trova in Scontro tra Titani c'è il kolossal e un po' tutto il cinema moderno: un po' di fantasy stile Signore degli Anelli, un po' di azione alla 300 di Snyder, un po' del recente Percy Jackson e il ladro di fulmini che ha dalla sua il fatto di aver puntato sulla componente infantile, elemento che salva e giustifica l'esistenza della pellicola.

Worthington post Avatar e accusato il colpo della Bigelow agli Oscar continua a sentirsi quasi un dio senza troppa convinzione, esigenze di copione, la povera Arterton regge discretamente un personaggio inserito per creare atmosfera romantica, ma totalmente fuori contesto. Ralph Fiennes nel ruolo dello psicopatico infernale stile Red Dragon garantisce un certo successo,purtroppo lo Zeus di Liam Neeson sarebbe stato più credibile senza armatura luccicante da Cavaliere dello Zodiaco. I clichè che ognuno si aspettava ci sono: Medusa ha sempre i capelli di serpente, Zeus ha sempre più donne che capelli in testa, Perseo risulta eroe indiscusso, le tre streghe invece purtroppo per i maschietti non sono affascinanti, ricordano il mostro del Labirinto del Fauno di Guillermo Del Toro, ma quello era un altro film. Non ho capito cosa c'entrassero i beduini del deserto con poteri di magia nera, ma forse qualcuno di voi saprà spiegarmelo.

Ambra Zamuner

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