Il 25 luglio 1999, si teneva a Los Angeles la première di “Se scappi, ti sposo”, commedia sentimentale diretta dal grande e compianto Garry Marshall con Richard Gere e Julia Roberts. Nel film, Gere è Ike, un giornalista di New York divorziato che scriverà un articolo su Maggie Carpenter, una ragazza del Maryland nota per aver abbandonato, per tre volte, gli aspiranti mariti all’altare, scappando via nei modi più inconsueti. Purtroppo, proprio Maggie sarà causa del licenziamento di Ike per aver trovato delle inesattezze nel suo articolo. Ike, quindi, si recherà nel Maryland per indagare più a fondo e si troverà nel bel mezzo dei preparativi con il quarto potenziale marito, l’allenatore di rugby Bob (Christopher Meloni). Col passare dei giorni, Ike imparerà a conoscere a fondo Maggie e capirà che lei non è affatto una mangia-uomini che arrivata al dunque scappa dalle sue responsabilità e finirà con l’innamorarsene, soppiantando all’altare il bel Bob. Scapperà anche da lui?

Il sequel mancato di "Pretty Woman" che ha incantato i fan

Nel 1990, Marshall portava nelle sale il cult “Pretty Woman”, con la stessa coppia di stelle, più la partecipazione di Hector Elizondo, il mitico direttore dell’hotel, mettendo a segno un colpo cinematograficamente storico. Il suo desiderio di farne un sequel 9 anni dopo, poi accantonato, portò alla realizzazione di “Se scappi ti sposo” che, idealmente, riprende la tematica amorosa della guerra dei sessi del blockbuster, portandola in una dimensione più “rurale”, aggiungendo quella della “fuga” rocambolesca della protagonista, qui molto meno patinata. “Se scappi ti sposo” è una commedia sentimentale molto semplice ma con basi solide e, talvolta, anche molto profonde (vedi la storia familiare di Maggie, non proprio rose e fiori). E’ veloce, con dialoghi molto ben definiti e gag riuscite – merito degli sceneggiatori Josann McGibbon e Sara Parriot – una fotografia elaborata (di Stuart Dryburgh) e le musiche decisamente ben distribuite, realizzate da James Newton Howard.

E’ impossibile non ricordare la scena della fuga di Maggie a cavallo, i capelli colorati di Gere, la sua passeggiata a New York e il fatto che tutti i matrimoni falliti della ragazza siano raccontati dalla nonna o attraverso la visione delle vecchie e care videocassette. La curiosità principale, però, che ha spinto milioni di spettatori a pagare il biglietto fu quella di rivedere sul grande schermo la coppia d’oro di Hollywood, in panni diversi, ma con la stessa alchimia che sarà poi difficile da ritrovare in altri attori e in altri film.

Gli incassi stratosferici anche in Italia

L’operazione (commerciale?) di Marshall riuscì pienamente, dato che partendo da un budget di circa 70 milioni di dollari, la pellicola incassò più di 309 milioni, attestandosi come campione d’incassi anche in Italia, dove superò addirittura “American Beauty” e il disneyano “Tarzan”. Un successo assoluto che, ovviamente, non soppiantò quello di “Pretty Woman” ma che, ancora oggi, quando viene riprogrammato in televisione ottiene sempre un grandissimo seguito. E’ la forza delle commedie semplici e scacciapensieri che non conoscono il peso del tempo e delle mode ma che offrono due ore di evasione e il trionfo dei buoni sentimenti.