Sean Penn è riuscito a rubare la scena durante la cerimonia di premiazione degli Oscar 2015, quando ha annunciato "Birdman" come "Miglior Film". Gli è bastato alzare un sopracciglio e prendere un attimo di pausa per strappare la reazione divertita del pubblico poi sbircia nella busta ed esclama: "Chi ha dato a questo figlio di puttana la green card?", in riferimento all'autorizzazione che serve agli immigrati per restare negli Stati Uniti (Inarritu è messicano), poi annuncia il nome del film. Il retroscena è succoso, perché il regista e Sean Penn sono vecchi amici e sin dai tempi di "21 grammi" tra loro c'è sempre stato un rapporto di amore-odio. Lo stesso regista ha dopo confessato di aver trovato divertente lo scherzo di Sean Penn: "Io e lui abbiamo quel tipo di rapporto brutale, dove solo una vera amicizia può sopravvivere". 

Alejandro Inarritu ha risposto per le rime proprio durante il discorso di ringraziamento:

Probabilmente l'anno prossimo il Governo inasprirà le regole sull'immigrazione per la cerimonia degli Oscar, in particolar modo per i messicani, sospetto.

Ma nessuna polemica all'orizzonte, solo grande divertimento e soddisfazione per un film che era stato annunciato come grande favorito e che con 4 statuette ha ampiamente confermato le attese.

Sul serio, non mi sento per nulla offeso. L'ho trovato molto divertente e poi Sean ha sempre fatto di questi scherzi.

"Birdman" è la storia di Riggan Thompson (Michael Keaton), celebrità ormai in declino e nota per essere stato il supereroe Birdman (straordinario il parallelo con Batman, che l'attore ha realmente realizzato). Nel tentare di allontanarsi definitamente dal personaggio con cui viene identificato da stampa e opinione pubblica, tenta di portare in scena una rilettura di "What We Talk About When We Talk About Love" di Raymond Carver, ma le anteprime si riveleranno essere disastrose. In questo scenario, dovrà fronteggiare una situazione economica e familiare difficile, mentre il suo ego, la voce di Birdman che è nella sua testa, lo spinge ad abbandonare il teatro e tornare a fare film facili e da botteghino.