Non c'è niente che resista al richiamo dei rifacimenti cinematografici, quasi ogni film, ormai, si tramuta in qualcosa di nuovo che sia sempre sottoforma di lungometraggio o, talvolta, che prenda le fattezze di una serie televisiva. Anche uno dei più grandi film della storia del cinema, ovvero Rocky, che dopo svariati sequel e spin off è ancora in lizza per ritornare sul grande schermo. Così come ha rivelato Sylvester Stallone in una recente intervista a Variety, nella quale ha spiegato anche i motivi di un annoso contenzioso con la casa di produzione dei vari film con protagonista il pugile.

Il contenzioso per i diritti sul film

Quella tra Rocky e Sylvester Stallone è una vera e propria storia d'amore. Il soggetto di quelli che sarebbero diventati dei film iconici del cinema americano è stata proprio un'idea dell'attore, che l'ha portata avanti per oltre quattro decenni, dando vita a qualsiasi tipo di progetto potesse mantenere in attività la sua creatura. Nonostante sia a tutti gli effetti il genio da cui è nato il successo di "Rocky" che, come ben sappiamo, non solo ha ideato e sceneggiato, ma anche interpretato (e tante sono le scene che potremmo richiamare nella nostra mente a darcene memoria), Stallone per anni ha dichiarato di non aver mai percepito un compenso, che gli attribuisse oltre alla paternità dei diritti del film, anche del denaro che, come lui stesso ammette, avrebbe voluto lasciare in eredità ai suoi figli. Nonostante le dichiarazioni dell'attore, il produttore dell'intera saga, Irwin Winkler, ha più volte specificato che Stallone avrebbe percepito denaro ricavato dagli utili di ogni film, oltre ad eventuali entrate aggiuntive, ottenendo quindi dei lauti compensi.

Dal periodo buio al "nuovo successo" di Rocky

Le pellicole nel corso degli anni hanno ottenuto un successo clamoroso, guadagnandosi anche 10 nomination agli Oscar e tre vittorie della statuetta più ambita del cinema, ovvero l'Oscar per il miglior film, la migliore regia e infine miglior montaggio cinematografico. Insomma, una vera e propria gallina dalle uova d'oro, che l'attore americano non ha alcuna intenzione di mollare.

Nell'intervista a Variety,  il 73enne racconta del suo periodo buio trascorso ad Hollywood, quando sembrava che più nessuno lo chiamasse per lavorare. La motivazione sarebbe da ricondurre all'insuccesso di alcuni film da lui interpretati, come lo stesso Rocky V del 1990 o la pellicola "Fermati, o mamma spara" che, in qualche modo, avrebbero portato le case di produzione a preferire nuovi progetti su cui puntare. Nel 2006, però, si percepì che  "Rocky Balboa" , sarebbe potuto essere un progetto vincente.

La pellicola, infatti, ha portato alla ribalta non solo l'intera saga, ma anche il suo interprete, che dopo anni di attese è ritornato sul grande schermo nel ruolo a lui più caro. Sylvester Stallone, inoltre, ha cercato di spiegare quale sia stata la motivazione del successo ottenuto dal suo personaggio e ritiene che ce ne sia una ben precisa per cui Rocky continua ad essere così amato, sebbene dal 1976, anno del primo film, siano passati più di 40 anni:

C'è qualcosa che attrae nel fatto di essere così sopraffatti dalla vita e comunque riuscire a gestirla. Rocky è un personaggio in cui la gente si rivede. Era il combattente più insicuro di sempre, non ha molta fiducia in sé stesso e quando riesce a superare le sue sfide, chi lo guarda pensa, "beh forse potrei farlo anche io!". È questa la forza di questo film.

I nuovi progetti

L'idea di mettere mano a dei nuovi progetti che vedano protagonista il pugile più famoso del cinema, non è così lontana come sembra. Secondo quanto rivelato da Stallone, il produttore della pellicola, Irwin Winkler, avrebbe in mente grandi idee che possono rivoluzionare l'immagine del personaggio che tutti conosciamo. Tra queste novità ci sarebbe quella di portare la saga sul piccolo schermo, con una serie tv che spieghi tutti gli antefatti della storia da cui ha avuto inizio il primo "Rocky". Ma, non è tutto, anzi, Sylvester Stallone avrebbe annunciato che potrebbe ritornare molto presto ad interpretare il pugile anche sul grande schermo. In fondo, dopo una vita trascorsa con pantaloncini e guantoni, non è strano che tra attore e personaggio sia nata una simbiosi tale da rendere qualsiasi ipotetico nome di un altro attore a dir poco azzardato. L'attore conclude in modo decisamente emozionale:

Rocky è come se fosse mio fratello, non voglio sembrare sentimentale, ma ha un modo di parlare così ingenuo, puro e sensibile, quello che dico quando sono Rocky non potrei dirlo interpretando altri personaggi.