3 Luglio 2011
13:52

This is Beat – Sfida di ballo, la recensione

Tre crew di fantastici ballerini si sfideranno all’ultimo sangue per vincere la famosa “Beat The World Competition”
A cura di Ciro Brandi
this is beat

E’ un film del 2011 diretto e sceneggiato da Robert Adetuyi. Il titolo originale della pellicola è “Beat the World” e racconta la storia di tre crew di eccezionali ballerini, i Fusion, i Flying Steps e i Revolution, che arrivano da tutto il mondo, i quali si sfideranno senza sosta per vincere la difficilissima “Beat the World Competition” di Detroit.

Come per  tutte le pellicole su questo genere, la regia e la fotografia sono molto curate, anche per far risaltare le coreografie sempre più acrobatiche ed estreme. Stavolta, a differenza dei primi film sul mondo della danza che hanno puntualmente sbancato il boxoffice, come “Save The Last Dance”, “Honey” e la saga di “Step Up”, sembra proprio di assistere ad uno dei tanti show televisivi americani in voga negli ultimi anni, quali “American Best Dance Crew” e “So you think you can Dance?”, e forse proprio il mega successo di questi programmi ha spinto il regista a ricalcarne l’onda, in maniera alquanto azzardata.

I ballerini sono fantastici, si muovono sulle note di canzoni di sicuro effetto, in un mix di hip-hop, parkour e free-running. Le scene di ballo – che occupano la maggior parte dei 90 minuti della pellicola – sono intervallate da inutili storielle sentimentali, sempre uguali, sempre abbozzate e sempre scontate. Il cast, ovviamente, è fatto di stelle della danza – Tyrone Brown, Ray Johnson, Mishael Morgan, Nikki Grant – ma semi-sconosciute al grande pubblico. L’attenzione è puntata sulle coreografie, sul concorso e sulla voglia di vincere, soprattutto dei Fusion, tralasciando, forse troppo, le storie delle altre due crew.

Senza dubbio i film musicali hanno un folto gruppo di fans, i quali seguono tutto e tutti, non badando certo alla sceneggiatura. Poco importa se il tema secondario, rappresentato dalla storiella d’amore o dal sogno da realizzare a tutti i costi, è sviluppato male. Infatti, ancora oggi, ogni volta che in tv vengono ritrasmessi film come “Flashdance”, “Dirty Dancing” o lo stesso “Save The Last Dance”, il successo è assicurato. Il paragone è quasi fuori luogo, dato che si tratta di pellicole cult, ma allora come reinventare un genere che sembra ormai sul viale del tramonto? Gli spunti originali sono stati ormai usati tutti? Colpa della tv e dei centinaia di talent?

Voto: 3 (per la sceneggiatura) e 8 (per le coreografie e musiche)

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