È il tempo delle interviste e dei racconti per Tom Hanks, adesso che la paura da Coronavirus è solo un ricordo. Sono passati più di tre mesi, da quando il 12 marzo scorso l'attore aveva comunicato al mondo di essere risultato positivo al contagio. Insieme alla moglie, Rita Wilson, anche lei positiva. Sono stati la prima coppia del cinema a far sapere della malattia: da allora il mondo ha capito che anche Hollywood era soggetto al contagio da Covid-19.

Oggi il peggio è passato e la coppia è tornata negli Stati Uniti, dopo quel viaggio di lavoro in Australia, tramutato in quarantena forzata lontani da casa. I due hanno potuto riabbracciare i familiari, in particolare il figlio Chet Hanks, 29 anni, rimasto a New Orleans durante il loro ricovero in un ospedale australiano. La coppia sembra avere ripreso la vita alla normalità e, nel frattempo, hanno scelto di donare il loro sangue per dare il loro contributo alla ricerca di un vaccino.

Tom Hanks racconta l'incubo della malattia

"Ho avuto dolori paralizzanti. Mi sentivo molto stanco e non riuscivo a stare concentrato su nulla per più di 12 minuti. Che è quello che mi succede normalmente, in fondo". L'attore premio Oscar torna a raccontare al mondo del suo Corinavirus, in una lunga intervista al Guardian. Lo fa con ironia, con lo stile che sul set e non, lo contraddistingue. Perché in effetti Tom Hanks incarna il volto dell'uomo buono ma infallibile, o almeno siamo abituati a pensarlo così. Eppure l'attore racconta di aver avuto paura, quando il suo corpo ha iniziato ad accusare i primi sintomi importanti:

Quando eravamo in ospedale, mi sono detto: ‘Ho 63 anni, il diabete di tipo 2, mi è stato messo uno stent al cuore, non sono proprio il candidato ideale’… Ma finché le nostre temperature non sono aumentate pericolosamente e i nostri polmoni non si sono riempiti di qualcosa che potesse essere polmonite, non ci siamo preoccupati.

Preoccupazione anche per lo stato di salute della moglie Rita Wilson, che ha avuto sintomi diversi ma altrettanto intensi: "Mia moglie ha perso il senso del gusto e dell’olfatto, aveva una forte nausea, e una febbre molto più alta della mia”, – ha spiegato Hanks – "Il nostro disagio a causa del virus è durato praticamente due settimane, abbiamo avuto reazioni molto diverse, ed è stato strano”.

Tom Hanks dona il sangue per il vaccino da Covid-19

Una volta guariti e tornati a Los Angeles, Tom Hanks e Rita Wilson si sono messi a disposizione della scienza e si sono proposti a medici e ricercatori per donare il loro plasma. Lo scopo, era quello di contribuire alla ricerca del vaccino contro il Coronavirus"In effetti, allora abbiamo pensato che dentro noi avevamo in circolo gli anticorpi – aveva fatto sapere il premio Oscar ai microfoni del podcast ‘Wait Wait…Don't Tell Me!". "Non solo, quando ci hanno contattati siamo stati noi i primi a dir loro ‘Hey, volete il nostro sangue? Possiamo darvi il nostro plasma?' ", aveva raccontato. In più occasioni aveva scherzato sul nome dell'ipotetico vaccino, al quale avrebbe voluto dare il suo nome: "Mi auguro che lo chiamino Hank-ccine".