6 Marzo 2010
11:39

Tom Hanks e Steven Spielberg raccontano la guerra in The Pacific

Tom Hanks e Steven Spielberg produrranno la miniserie bellica The Pacific che sarà trasmessa in esclusiva da Sky Cinema.
A cura di Enrica Raia
Salvate il soldato Ryan

E siamo a tre! Dopo il film Salvate il soldato Ryan, vincitore di ben cinque oscar, e Band of Brothers-Fratelli al fronte, miniserie in 10 puntate vincitrice di sei Emmy e un Golden Globe, il duo Tom Hanks e Steven Spielberg è di nuovo insieme nella produzione di un altro progetto a tema bellico, The Pacific. Costata 200 milioni di dollari, la serie televisiva in 10 puntate prodotta dal canale via cavo statunitense HBO e dalla Dreamworks di Spielberg verrà trasmessa in Italia il 9 Maggio 2010 in prima serata su Sky Cinema 1.

Pur non essendoci alcun riferimento esplicito a Band of Brothers, The Pacific sembra in un certo senso completarne la visione della seconda guerra mondiale. Se infatti la serie del 2001 era incentrata sul fronte europeo del conflitto, il nuovo progetto sposterà l’attenzione sugli avvenimenti che riguardano lo scenario del Pacifico a partire dal bombardamento di Pearl Harbor. “Dopo l’uscita di Band of Brothers – ha raccontato tempo fa Steven Spielberg – ricevemmo tantissime lettere da parte di veterani del fronte orientale della guerra”. Ci sono poi voluti sette anni per portare a termine il progetto che si è avvalso della collaborazione di Bruce McKenna, già sceneggiatore di Band of Brothers, che nella stesura dello script di The Pacific si è ispirato a due libri scritti da due veterani: “With the old Breed” di Eugene B. Sledge e “Helmet for my pillow” di Robert Leckie.

Girata interamente in Australia, la serie segue le vicende di due soldati americani  interpretati da Joe Mazzello e James Badge Dale, impegnati in battaglia sul fronte del Pacifico contro l’esercito giapponese. "Avevamo dei punti di riferimento, gli episodi storici, la battaglia di Guadalcanal, quella della spiaggia insanguinata di Iwo Jima, l'orrore di Okinawa, il V-J Day, cosa ci mancava era quello che era in mezzo a questi episodi – racconta Bruce McKenna – Cosa provavano quei ragazzi, cosa si dicevano. Per saperlo e poterlo raccontare abbiamo letto molto e soprattutto ascoltato molti di loro”. Nonostante le spettacolari scene di guerra che non risparmiano nulla dell’atroce e dura realtà vissuta dai soldati al fronte, al cuore del progetto c’è la voglia di raccontare il lato più intimo del conflitto mondiale,  scavando nell’animo più profondo degli eroi di una guerra che ha cambiato per sempre quei giovani uomini mandati a combattere a migliaia di chilometri di distanza da casa senza sapere a cosa andavano incontro.

Enrica Raia

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