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Arriva in sala il prossimo giovedi 14 febbraio il nuovo film di Roberto Andò, dal titolo "Viva la Libertà". La pellicola vanta la partecipazione di un immenso Toni Servillo che torna nuovamente nei panni di un personaggio politico dopo la memorabile interpretazione di Giulio Andreotti ne “Il Divo” di Sorrentino e dopo “Bella Addormentata” di Bellocchio, in cui l’attore si cala nei panni di un senatore del Popolo della libertà. Tratto dal romanzo d’esordio del regista, “Il trono vuoto” è stato scritto da Andò stesso a quattro mani con Angelo Pasquini.

La trama

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Il segretario del maggiore partito d'opposizione, che capiamo fin da subito essere la Sinistra, Salvatore Oliveri, dopo l’ennesima grave contestazione decide di lasciare le scene fino a data da destinarsi, trovando asilo a Parigi, da un'amica storica, Danielle, che non vede da venticinque anni.  Gli unici due a sapere di questa momentanea fuga sono Andrea Bottini, il collaboratore più stretto di Oliveri e Anna, la moglie dell'onorevole, che tentano in qualche maniera di rimediare al fatto, fino al lampo di genio. Bottini propone ad Anna di usare il fratello gemello di Oliveri, goccia d’acqua del segretario ma allo stesso tempo affetto da forte depressione e bipolarismo. Giovanni Ernani, questo il nome del misterioso parente, è un filosofo tra i più apprezzati e accetta la sfida di diventare il segretario del partito in sostituzione al fratello scomparso. Ernani si rivelerà un punto di svolta nello svolgimento della storia politica e umana del film.

Il cast

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Senza dubbio il protagonista indiscusso della pellicola è Servillo, nella duplice veste di Enrico Olivieri e Giovanni Ernani ma non è un one man show. Affianco a lui nel cast ritroviamo un Valerio Mastandrea in splendida forma nei panni del collaboratore del segretario, Andrea Bottini e Michela Cescon, moglie di Olivieri nel film. Per la parte del film ambientata a Parigi ritroviamo Valeria Bruni Tedeschi nei panni dell’amica francese Danielle, suo marito Mung, interpretato da Eric Trung Nguyen e loro figlia a cui presta il volto, per la prima volta sullo schermo, la piccola Stella Kent.

La recensione

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Approda al cinema in piena campagna elettorale ma sia il regista che gli attori rifiutano qualsivoglia paragone con la politica attuale. E in effetti è così, il film di Andò, tratto dal suo romanzo e riscritto a quattro mani con Angelo Pasquini, parla di un soggetto politico immaginario, puramente utopistico, almeno nell’Italia dei nostri giorni. Sì, perché Toni Servillo si ritrova a incarnare la figura del Presidente che in fondo tutti noi vorremmo, legato a un senso di rimorso etico e di passione politica, qualità assenti nel nostro Parlamento. L’attore si alterna magistralmente nel duplice ruolo di Enrico Olivieri e Giovanni Ernani, il primo è un leader di sinistra in profonda crisi dopo l’ennesima contestazione e con i sondaggi che vanno a picco, che decide di sparire fino a data da destinarsi, il secondo è il suo gemello, uno stravagante filoso anch’egli depresso e sotto la cura di psicofarmaci ma diametralmente opposto al fratello a cui andrà a sostituirsi. Nel momento in cui i due ruoli s’invertono, cambiano sia le sorti politiche che umane della storia raccontata. Ernani, da outsider della società, da uomo invisibile si ritroverà ben presto a parlare di fronte a un numero di persone sempre più grande e l’esito delle elezioni sembra destinato a cambiare. “Sarà pazzo ma c’è del metodo nella sua follia e oltretutto è spiritoso”, questo fanno dire di lui nel film ed è qui la chiave di lettura del messaggio. Un politico non politico, un uomo che dal popolo è arrivato in politica per caso e che pensa che "l'unica alleanza possibile sia quella con la coscienza della gente", bhè se questo non è il Presidente che tutti noi vorremmo, chi potrebbe aspirare a tanto? È grande il messaggio di speranza che lancia il regista in questo film. Non ci sono espliciti riferimenti alla politica reale (fatta eccezione per un manifesto di Berlinguer) forse perché lo scopo è quello di far riflettere su come dovrebbe essere in realtà la politica e di domande lo spettatore se ne pone tante, ecco quindi che il regista è riuscito nel suo intento, regalandoci un film completamente italiano che vale assolutamente la pena di non perdere.

La conferenza stampa

Il film è stato presentato questa mattina a Roma, in conferenza stampa alla quale ha preso parte il regista ed il resto del cast. Ecco cosa hanno detto Roberto Andò, Toni Servillo e il resto degli attori.

Roberto Andò: È un film che corrisponde al desiderio che avevo, come già nel romanzo e che credo avesse anche Angelo Pasquini, cioè la voglia di immaginare qualcosa che sulla scena oggi non c’è. Non avevo voglia di fare l'ennesimo film lamentela, avevo voglia di una storia con un personaggio che porta un vento di cambiamento. Il personaggio di Ernani, vive nell’angolo, è un clandestino della quotidianeità ma quando entra in scena porta un pensiero in grado di ribaltare le cose. Quando ho deciso di fare questo film avevo già avuto un grande successo del libro, quindi volevo trovare un modo per rendere al meglio l’immagine doppia di questi fratelli e ho pensato al volto di Toni, con cui c’è un’amicizia che dura da anni. Non l’avrei fatto probabilmente se lui non avesse aderito al progetto. Lui ha nel suo volto qualcosa di molto concreto e nello stesso tempo di surreale, penso sia questo il motivo del suo essere così straordinario. Ovviamente lo stesso vale per tutto il cast, è stato un film che mi ha dato una grande gioia, liberatoria. Credo e spero che questo arrivi al pubblico, che questo “vento” accompagni anche chi andrà a vedere il film.

Tony Servillo: È naturale che per un attore che fa teatro come me in maniera militante e non occasionale, ci sia un serbatoio legato ai personaggi doppi dal quale attingere ma non mi era mai capitato di fare due gemelli, quindi l’occasione è stata ghiotta fin dall'inizio. Il meccanismo drammaturgico applicato alla politica fa moltiplicare le sorprese e aumenta il fascino della sceneggiatura, è come se in questo film il politico sentisse la necessità di ritornare a fare azione, facendo riferimento al background culturale di Ernani che è una cultura principalmente di slancio morale. Non è una politica astratta ma concretamente legata alla vita. L’unico personaggio irrisolto è Olivieri che mantiene dentro di sé un Ernani che fa fatica a uscire fuori. La solidità nella costruzione di tutti i personaggi apre a questo finale ambiguo, che lascia molte domande da chiedersi allo spettatore.

Valerio Mastandrea: Io ho visto il film pochi giorni fa, sono stato l’ultimo a vederlo, rimanendo molto sorpreso della mia interpretazione. È stato un lavoro molto sottile, ci siamo incontrati con Toni con cui non avevamo mai lavorato insieme e con cui mi incuriosiva molto collaborare, mi affascinava anche perché aveva questo doppio ruolo con cui il mio personggio doveva misurarsi. Esistono quei ruoli da non protagonista che a me fanno impazzire, quelle parti più piccole e meno presenti in un film alle quali però mi affeziono da morire. Ho avuto sempre questo fascino per i ruoli secondari e quando ho visto il mio a film concluso posso dire che mi è quasi piaciuto, lo so, è tremendo, mi sto autocompiacendo! Per un attore come me, che ha fatto il proprio mestiere con incoscienza è importante lavorare con uno come Toni che conosce tutto del film, del personaggio e di te, è come un po’ lavorare con la Digos.

Michela Cescon: Io ho amato molto il film e sono felicissima di esserci anche perché con Andò ho fatto diverse cose e partecipare all’emozione di aver realizzato un film di questo livello è veramente appagante. Penso che il mio personaggio viva quello che al personaggio di Valeria è successo quando era giovane. Vivono in momenti diversi della loro vita la stessa sensazione. io vivo dopo quello che lei ha vivuto prima.

Valeria Bruni Tedeschi: Anche per me è stato un onore lavorare con Toni, è un attore che ammiro tantissimo, come ovviamente ho apprezzato la storia che è il cuore del film. Mi ha subito appassionato quando l’ho letto. Non è solo un film politico ma affronta la duplicità di ognuno di noi, nel profondo. È bello veder vincere per una volta la parte meno razionale dell'essere umano.

Voto complessivo: 8.5