Dopo il grandioso successo di “Loving Vincent”, pellicola di Dorota Kobiela e Hugh Welchman candidata agli Oscar 2018 come Miglior film d’animazione, sta per arrivare nelle sale “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”. La pellicola, diretta da Giovanni Piscaglia e scritta da Matteo Moneta, fornisce un nuovo sguardo sul geniale pittore olandese attraverso il lascito della più grande collezionista delle sue opere, Helene Kröller-Müller (1869-1939), una ricca donna del suo stesso Paese che, nei primi anni del ‘900, dopo un viaggio nei maggiori capoluoghi italiani, collezionò circa 300 opere di Van Gogh.

Chi è Helene Kröller-Müller?

Figlia di ricchi industriali tedeschi, Helene Müller sposò Anton Kröller, dal quale ebbe 4 figli, e si trasferì in Olanda. Il pittore Henk Bremmer la fece appassionare al mondo dell’arte e a farle conoscere Van Gogh. Nel 1909 acquistò il suo primo quadro e, negli anni a venire, la sua collezione diventò pari per importanza solo a quella degli eredi del pittore. Così, la donna decise di fondare un museo per condividere con tutti la sua passione, traendo ispirazione da un viaggio in Italia e, soprattutto, seguendo l’esempio del mecenatismo dei Medici. La Müller non ha mai incontrato Van Gogh (l’artista è morto quando lei aveva 11 anni), ma con lui condivideva la stessa ricerca di una dimensione religiosa e artistica pura, lo stesso universo interiore dominato dall’inquietudine e dal tormento che trovava sfogo attraverso una miriade di lettere.

La passione di Helene e la mostra a Vicenza

Il film evento parte proprio dalla passione di Helene e dalla mostra “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”, curata dallo storico dell’arte Marco Goldin e ancora in programma alla Basilica Palladiana di Vicenza, fino all’8 aprile 2018. La mostra è composta da 40 dipinti e 85 disegni provenienti proprio dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, in Olanda, progettato da Henry van de Velde, e alla visita da sogno dentro a questa straordinaria esposizione, il regista ha affiancato anche il viaggio in alcuni dei luoghi più importanti per l’arte di Van Gogh, tra cui la Chiesa di Nuenen, l’Accademia di Belle Arti di Bruxelles, le strade di Parigi e Auvers-sur-Oise.

La voce di Valeria Bruni Tedeschi e gli interventi degli esperti

L’attrice Valeria Bruni Tedeschi è stata scelta per accompagnare l’intero racconto ed è stata ripresa all’interno della Chiesa di Auvers-sur-Oise che Van Gogh dipinse poco prima di suicidarsi. Oltre alla voce della talentuosa attrice, il documentario è arricchito dagli interventi di alcuni grandi esperti, tra cui la storica dell’arte Lisette Pelsers, direttrice del Kröller-Müller Museum; Leo Jansen, studioso che ha curato l'edizione critica delle lettere di Van Gogh; Sjraar van Heugten, storico dell'arte; la scrittrice e storica della cultura, Eva Rovers, autrice della biografia di Helene; Georges Mayer, professore onorario di Storia dell'arte all'Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles e lo scrittore e docente di Storia dell'arte all'Università Paris 8 Pascal Bonafoux. La colonna sonora è stata affidata al compositore e pianista Remo Anzovino mentre la produzione è della 3D Produzioni e Nexo Digital. Il documentario sarà nelle nostre sale solo per tre giorni, in anteprima mondiale, esattamente il 9, 10 e 11 aprile e, a seguire, sugli schermi di altri 50 Paesi del mondo.