Non si ferma il dibattito sulle molestie nel mondo del cinema e dello spettacolo. Vanessa Incontrada, ospite della trasmissione di Bruno Vespa "Porta a porta", parla sul caso che ha travolto Hollywood e il nostro cinema, da Harvey Weinstein a Fausto Brizzi, ma lo fa in un modo diverso e con un approccio più distante.

Di molestie si parla troppo.

L'attrice, che presto tornerà in Rai con la fiction "Scomparsa", spiega di aver seguito tutto pur non avendo mai commentato ufficialmente. Una presa di posizione circa il fatto che dell'argomento si parla con troppa facilità.

Nel mio silenzio, ho seguito tutto. Non mi sono mai capitate molestie né nel lavoro, né nella vita. Mi hanno invitata a cena ma niente di più. Cerco di commentare il meno possibile perché credo che si stia facendo tanto rumore in questi giorni. Parlano tante persone in una maniera e nell'altra. Si parla tanto, troppo. Ovviamente ognuno deve dire quello che sente, ma tutti parlano di questo argomento con una facilità eccessiva, accusando da una parte e accusando dall'altra.

C'è un altro "uomo nero" nel cinema.

Il "caso Weinstein" ha travolto personaggi di primissimo livello negli Usa, da Kevin Spacey a Louis C.K., mettendo in moto una scia di indignazione che ha provocato una serie di danni collaterali: le case di produzione hanno immediatamente stracciato ogni contratto che li legava alla loro immagine. In Italia, dopo l'inchiesta de "Le Iene", è accaduto lo stesso per Fausto Brizzi. Il regista romano, accusato da numerose donne, potrebbe non essere l'unico ad ritrovarsi additato come possibile "uomo nero" del cinema italiano. L'identikit corrisponderebbe a quello di un regista napoletano, autore di diverse pellicole d'autore.