Lo scandalo sessuale che ha travolto Harvey Weinstein non cenna ad arrestarsi, anzi nella notte continua a riversarsi il fiume di accuse, rimbalza dai social network alle redazioni dei giornali che brulicano di dichiarazioni esclusive di protagonisti, vittime indirette o dirette, sull'argomento che, come primo effetto, hanno portato al licenziamento in tronco del produttore, che si è visto anche abbandonare da sua moglie. Una lista lunghissima di accuse, di attacchi, di testimonianze che, nel mare magnum dell'internet, rischiano addirittura di perdere la propria forza. Qui, una sorta di timeline che segue il corso delle vicende stando alle accuse contestate al produttore.

Nell'ultima settimana è stato prima il New York Times a portare alla luce una vicenda che era ben nota tra gli addetti ai lavori, che ha causato la violenta reazione di Harvey Weinstein e dei suoi legali, crollata come un castello di carte con la successiva ricostruzione del New Yorker che ha aggiunto alla vicenda nuove terrificanti testimonianze, oltre alle innumerevoli reazioni di sdegno di numerosi esponenti del mondo di Hollywood.

1994 – Le molestie a Gwyneth Paltrow e le minacce di Brad Pitt.

Siamo nel 1994 e Harvey Weinstein si espone facendo avance sessuali a Gwyneth Paltrow, all'epoca poco più che ventenne, in una suite d'albergo. Stando al racconto del Times, Brad Pitt, compagno della Paltrow all'epoca dei fatti, minacciò Harvey Weinstein, il quale intimò la Paltrow di non fare dichiarazioni a nessuno di quanto avvenuto. "Ero pietrificata", racconta la Paltrow al Times, "ero poco più che una ragazzina". Una fonte vicina a Brad Pitt conferma quanto avvenuto a "People", restituendo anche alcune delle frasi pronunciate dall'attore di "Fight Club" all'epoca dei fatti

Brad minacciò Harvey, lo prese faccia a faccia, lo strattonò e lo colpì duro al petto e gli disse: "Non farai mai più questo a Gwyneth, mai più". 

2001 – Angelina Jolie e le assistenti della Miramax.

Nell'anno successivo, Harvey Weinstein avrebbe molestato Angelina Jolie in una stanza d'albergo e, nello stesso anno, la sua assistente all'epoca Zelda Perkins, minaccia azioni legali per un comportamento inappropriato nei confronti suoi e di alcune sue colleghe. Queste le parole di Angelina Jolie in una mail inviata al New York Times

Ho avuto una pessima esperienza con Harvey Weinstein nella mia giovinezza e come risultato di quello che avvenne, ho scelto di non lavorare mai più con lui e di avvisare tutte le donne che avrebbe lavorato con lui. Questo comportamento nei confronti delle donne è inaccettabile, in ogni campo e in ogni nazione.

1995 – Mira Sorvino riuscì ad evitarlo.

Stessa sorte di tutte le altre donne anche per Mira Sorvino, che però riuscì a svicolare dall'attacco di Weinstein fingendo di avere il suo compagno ad aspettarla fuori dal suo appartamento, dove era arrivata per un meeting di lavoro. Quel rifiuto costò all'attrice un piccolo stop nelle attività con il mondo Miramax-Weinstein.

1997 – Rose McGowan e l'accordo da 100mila dollari.

È il 1997 e da questo momento le testimonianze cominciano a farsi imbarazzanti per Harvey Weinstein. È l'anno in cui raggiunge un accordo di 100mila dollari con Rose McGowan, l'attrice di "Streghe" e "Grindhouse – Planet Terror" per uno degli ennesimi "incidenti" in una stanza d'albergo durante il Sundance Film Festival.

1997 – Asia Argento costretta al sesso orale.

Asia Argento, nel 1997, racconta di essersi vista costretta a ricevere sesso orale da Weinstein in una stanza d'albergo in cui si svolgeva il party della Miramax, da quel momento l'attrice avrebbe avuto un rapporto completo con lui: "Dopo lo stupro, ha vinto lui". Asia racconterà l'accaduto sotto forma di film, inserendo la scena nel suo "Scarlet Diva" del 2000.

1996 – Ashley Judd e il terrore al Festival di Cannes.

Nel 1996, Harvey Weinstein propone ad Ashley Judd un incontro nella sua suite d'albergo, lei rifiuta. Non lavorerà più in film della Miramax se non dopo anni da quell'incidente. Weinstein colpisce anche a Cannes, durante il Festival del 1996, Judith Godrèche viene circuita dal produttore davanti ad una sua assistente che, dopo il fatto, avverte l'attrice di non far parola con nessuno di quanto accaduto per evitare di stoppare la produzione del film che l'avrebbe vista come protagonista.

1990 – Rosanna Arquette e le mani sul pene.

Nel 1990 arriva la prima molestia ad un grande nome, quello di Rosanna Arquette, all'epoca dei fatti lanciatissima dopo "Le grand bleu" di Luc Besson e "New York Stories" di Martin Scorsese: "Stai commettendo un grave errore" le dice mentre toglie le mani dal suo pene, dopo che questi aveva provato a convincerla. In quello stesso periodo, una giovane impiegata nella compagnia lascia il lavoro inspiegabilmente, lascia poi una dichiarazione rimasta in archivio.

2015 – Ambra Battilana incastra il produttore.

Nello stesso anno c'è spazio per un ultimo scandalo: Ambra Battilana Gutierrez, da noi nota per il caso Ruby, testimone chiave nel racconto delle serate di Arcore ai tempi del "Bunga Bunga", incastra le molestie di Weinstein con un video spedito al Dipartimento di Polizia di New York. In un audio registrato in una stanza di albergo e ancora pubblicato dal The New Yorker, Harvey Weinstein cerca di bloccare la modella, persuaderla a restare in camera mentre lui si fa una doccia. I due sono arrivati ad un accordo economico, ma la cifra non è stata resa nota.

1993 – Katherine Kendall e la carriera interrotta.

Nel 1993, Weinstein si espone invitando Katherine Kendall, all'epoca nel cast di "Swingers", nel suo appartamento. La Kendall riferisce di un incontro traumatizzante e penalizzante per la sua carriera, irrimediabilmente arrestatasi dopo il suo rifiuto.

1984 – Tomi-Ann Roberts oggi non è più un'attrice.

Dalle ricostruzioni fornite, la prima molestia è ai danni di TomiAnn Roberts, all'epoca giovane attrice ricevuta in un hotel di New York dal produttore per un ruolo in un film in fase di produzione. Quando l'attrice entra nella stanza, trova Weinstein nudo nella vasca da bagno e questi le fa pressioni invitandola a togliersi i vestiti. Dopo quell'evento, le uscite pubbliche della Roberts sono drasticamente calate fino ad azzerrarsi del tutto. Oggi Tomi-Ann Roberts non fa più l'attrice.

1990 – Le molestie alle impiegate della sua compagnia.

Nel 1990, Weinstein assume comportamenti inappropriati con un'assistente, la cui identità è sconosciuta, a New York e, un anno dopo, fa lo stesso con Laura Madden, impiegata alla Weinstein Company, chiedendo diversi massaggi a Dublino e Londra.

2003 – Dawn Dunning rifiuta il sesso a tre.

"Non farai mai questo lavoro!". Sono le parole che si è sentita dire Dawn Dunning, attrice aspirante nel 2003, quando ha rifiutato un menage-à-trois con Harvey Weinstein.

2004 – Lucia Evans molestata di continuo.

Un'altra emergente colpita da Weinstein nel 2004: è Lucia Evans, costretta al sesso orale durante un appuntamento di lavoro agli uffici della Miramax a Tribeca. Dopo quella giornata, Weinstein avrebbe continuato a chiamarla anche a tarda notte.

2007 – Lauren Sivan lo rifiuta, lui si masturba.

Nel 2oo7, una giornalista di New York, Lauren Sivan, rifiuta un bacio da Weinstein, il quale provocatoriamente prende a masturbarsi di fronte a lei mentre sono al Cafe Socialista, un ristorante newyorchese. Stesso copione nel 2008 invita la sceneggiatrice Louisette Geiss a guardarlo masturbarsi nella vasca da bagno della sua stanza d'albergo, durante il Sundance Film Festival.

2010 – Nuove pressioni alle impiegate.

Tra il 2010 e il 2013, Weinstein fa pressioni su Emma de Caunes, Jessica Barth ed Emily Nestor, tutte hanno allertato persone all'interno della Miramax; la Nestor in particolare, che lavorava nell'organizzazione, ha lasciato il mondo dello spettacolo definitivamente.

2013 – Seth MacFarlane lo accusa in pubblico.

Nel 2013, durante la presentazione delle nomination agli Oscar, Seth MacFarlane legge i cinque nomi come "Miglior attrice" e con una battuta accusa apertamente il produttore: "Congratulazioni a voi che non dovete più fingere di essere attratte da Harvey Weinstein". La dimostrazione, quest'ultima, che le azioni del produttore non erano ormai un mistero.

2015 – Lauren O' Connor e le indagini dall'interno.

Le indagini su di lui sono partite solo nel 2015, quando la creative executive di Miramax, Lauren O' Connor, scrive alla compagnia raccontando di un "ambiente tossico per le donne". Le segnalazioni arrivano direttamente dall'interno quando Emily Nestor, una delle impiegate con un contratto temporaneo, si ritrova all'ennesima proposta di Weinstein. Se avesse accettato le avance, la sua carriera lavorativa avrebbe avuto un'accelerazione. L'anno successivo un'altra delle impiegate scrisse della sua personale esperienza con Weinstein e di quella della Nestor a Lauren O' Connor, da lì partì formalmente un'indagine.

I messaggi in sostengo dalle prime donne di Hollywood.

Cate Blanchett e Nicole Kidman, Meryl Streep e Lena Dunham, la Hollywood al femminile che conta si unisce al grido di giustizia e verità arrivato dopo le accuse sul potentissimo produttore. Meryl Streep ha dichiarato che "chi denuncia, è un'eroina", ben consapevole della difficoltà di un gesto simile contro una delle persone più influenti di Hollywood. Cate Blanchett ha dichiarato che "ogni uomo in una posizione di potere che pensa che la sua prerogativa è la minaccia, l'intimidazione o l'attacco sessuale nei confronti di qualsiasi donna dovrà pagarne le conseguenze". Nicole Kidman applaude alle donne che hanno fatto queste dichiarazioni "contro l'abuso di potere" di uno dei personaggi più importanti nella storia del cinema americano: "Bisogna estirpare questa tipologia di comportamento". Lena Dunham ha invitato le persone che hanno collaborato con Harvey Weinstein ad uscire allo scoperto, soprattutto quanti in questi anni hanno potuto dargli una mano a creare situazioni di pericolo per le donne molestate.

Lindsay Lohan è l'unica a difendere Weinstein.

A sorpresa, si alza una voce fuori dal coro, l'unica (per il momento) a difendere il produttore: è Lindsay Lohan, che ha pubblicato un video su Instagram in cui si dice rattristata per le accuse rivolte all'amico. "Mi sento molto male per Harvey Weinstein. Non penso sia giusto quello che stia succedendo" dice Lohan dalla sua casa di Dubai. L'attrice ha biasimato inoltre la scelta della moglie Georgina Chapman di lasciarlo: "Penso che dovrebbe fare un passo indietro e restare al fianco di suo marito". Lui non mi ha mai fatto del male o altro. Abbiamo lavorato a molti film insieme. Penso che tutti dovrebbero fermarsi. Penso che questo sia sbagliato. Perciò, resisti". Il post è stato successivamente cancellato, ma è stato prima salvato sul web da alcuni utenti che l'hanno condiviso e reso virale.