Il ciclone che ha travolto negli ultimi giorni Harvey Weinstein ha una portata immensa, probabilmente destinata ad ampliarsi nelle prossime ore. Il re dei produttori di Hollywood è finito al centro di uno scandalo che lo vorrebbe colpevole di aver abusato sessualmente di diverse attrici e collaboratrici negli ultimi 30 anni. Dopo le accuse di Rose McGowan, Ashley Judd e delle collaboratrici del produttore, è seguito l'attacco pubblico di Asia Argento, che ha definitivamente sguarnito la posizione di Weinstein rispetto al parere dell'opinione pubblica. Nelle ultime ore la moglie del produttore, Georgina Chapman, ha annunciato di aver lasciato il marito. La fashion designer ha comunicato la sua decisione tramite un annuncio pubblico

Il mio cuore è spezzato per tutto quelle donne che hanno sofferto pene tremende a causa di queste azioni imperdonabili. Ho deciso di lasciare mio marito. Prendermi cura dei miei figli è la mia priorità e ho chiesto ai media la massima riservatezza in questo momento.

Nei giorni scorsi, contrariamente a quanto accaduto nelle ultime ore, Weinstein aveva chiesto pubblicamente scusa e dichiarato di avere totale appoggio e sostegno da parte di sua moglie: "Abbiamo parlato di tutto ciò a lungo, Georgina è al mio fianco al 100%, lei mi sta aiutando a diventare un uomo migliore e a scusarmi con chi ha subito il mio cattivo comportamento, quindi mi scuso con tutte, assolutamente". Evidentemente, a complicare la posizione del produttore hanno contribuito le testimonianze che si stanno aggiungendo al flusso di accuse nei suoi confronti con il passare delle ore, come se si trattasse di un effetto domino.

Chi è Georgina Chapman, attrice e stilista di "Marchesa"

Harvey e Georgina si erano conosciuti nel 2003 e sposati quattro anni dopo: da quell’unione sono nati India Pearl e Dashiell Max Robert. La Chapman, 41 anni, è un'attrice e costumista di origini britanniche, conosciuta in particolar modo per i suoi ruoli nei film "Zemanovaload" e "The Business". oltre che per essere stata giudice permanente nel programma televisivo "Project Runway All Stars". Negli ultimi anni, tuttavia, ha trovato la propria dimensione in qualità di stilista con "Marchesa", marchio amatissimo dagli artisti di Hollywood. Anche per questa ragione, ovvero preservare la reputazione del marchio stesso, si pensa che la Chapman sia arrivata alla decisione di lasciare suo marito.

Le prime accuse a Weinstein.

Ad accusare Harvey Weinstein, denunce alla mano, c’è un numero sempre crescente di donne. Almeno 8 sarebbero quelle con le quali Weinstein avrebbe raggiunto un accordo di tipo economico già diversi anni fa: si tratterebbe di “una giovane assistente a New York nel 1990, un’attrice nel 1997, un’assistente a Londra nel 1998, una modella italiana nel 2015”. Note sono le prime attrici ad averlo accusato, si tratta di Rose McGowan e Ashley Judd. Quest’ultima avrebbe raccontato di un invito ricevuto da Weinstein all’hotel Peninsula di Beverly Hills per parlare di lavoro. Una volta arrivata, la Judd sarebbe stata fatta salire in camera e invitata a praticargli un massaggio e ad assistere a una doccia del produttore. Emily Nelson, altra attrice, ha invece raccontato che nel 2014 Weinstein le avrebbe proposto il suo aiuto per sfondare a Hollywood chiedendo in cambio di prestazioni sessuali.

Anche Asia Argento accusa di violenza sessuale Weinstein.

A rendere definitivamente di portata internazionale lo scandalo sessuale Weinstein sono state, tuttavia, le parole durissime di Asia Argento, che sostiene di essere stata tra le vittime di Weinstein. L'attrice ha raccontato, in una intervista rilasciata al New Yorker, di un party della Miramax all'Hotel du Cap-Eden-Roc al quale fu invitata. Al suo arrivo, Weinstein l'avrebbe accompagnata in una stanza vuota per chiederle un massaggio dopodiché le avrebbe alzato la maglietta, aperto le gambe e praticato del sesso orale. Una circostanza dalla quale l'attrice ha affermato di aver tratto ispirazione per il suo primo film da regista "Scarlet Diva", che raccontava una vicenda similare

Un uomo grande, grosso e grasso che ti costringe a fare cose che non vuoi, è stato come un mostro di una brutta favola. Gli dissi che non ero una puttana, lui rise e disse: "Metterò la frase in una t-shirt". Dopo quel giorno, quando lo guardavo negli occhi mi sentivo debole. Dopo lo stupro, lui aveva vinto.

Matt Damon e Russell Crowe coinvolti?

Potrebbero essere molti i nomi di Hollywood che rischiano di essere sfiorati, in modo più o meno pesante, da questo enorme polverone. L'inchiesta aperta dal New York Times ha iniziato infatti a debordare, colpendo nomi noti del cinema internazionale come quelli di Matt Damon e Russell Crowe. I due sarebbero infatti responsabili di pressioni a Sharon Waxman, founder di TheWrap, al fine di tagliare un pezzo in cui si faceva riferimento alla figura di Fabrizio Lombardo, manager italiano che alla Miramax lavorava in qualità di consulente, ma che nella realtà dei fatti avrebbe lavorato per organizzare le serate con escort di lusso al signor Weinstein. All'epoca attori di punta dei progetti della Weinstein (su tutti "Master & Commander", "Cinderella Man", "Will Hunting)", Russell Crowe e Matt Damon sarebbero riusciti nel loro scopo anche in considerazione del fatto che la compagnia di Weinstein rappresentava uno dei principali inserzionisti pubblicitari del Times. I dettagli più scabrosi del pezzo, stando alle parole della Waxman, sarebbero stati dunque cancellati.