"Ad Astra", l'atteso film di James Gray con Brad Pitt, Ruth Negga e Liv Tyler, è stato finalmente presentato alla 76esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Roy McBride è il ruolo interpretato dall'attore, l'astronauta che si mette sulle tracce di suo padre Clifford, leggenda tra gli astronauti scomparsa in qualche punto dell'Universo da ormai vent'anni e che potrebbe essere ancora vivo. Quando Brad Pitt si mette in viaggio, scoprirà qualcosa che minaccia la sopravvivenza dell'umanità oltre a scoprire tutti i limiti di se stesso.

Le parole di Brad Pitt

In conferenza stampa, Brad Pitt sorride a tutti, tranquillo e consapevole che il suo ultimo film potrebbe essere accolto da un po' di scetticismo date le aspettative (così sarà, in effetti).

James e io siamo amici da tanto tempo. Ha presentato questa sceneggiatura ai miei soci per fare il film. La sua visione è stata intrigante per me come uomo, padre e figlio. La storia è delicata, merita equilibrio. Ci voleva qualcosa di delicato. […] Abbiamo considerato la mascolinità, il modo in cui gli uomini tengono da parte il dolore e la vergogna. Io e James siamo cresciuti con i film degli anni '70, quei personaggi né buoni né cattivi, ma umani.

Il regista James Gray

Il regista James Gray ha definito il film come "una storia intima in un contesto immenso. Noi volevamo raccontare una storia piccola nell'ambiente più grande che esiste: lo spazio".

Il filone dei film sullo spazio

Sembra ormai quasi un filone quello dei film sullo spazio che provano a interrogarsi sull'esistenza umana. Da "Gravity", il film da Oscar di Alfonso Cuaron, a "Interstellar", con Matthew McCounaghey di Cristopher Nolan, e ancora "First Man" di Damien Chazelle con Ryan Gosling. Prima ancora c'era stato "Solaris" di Steven Soderbergh con George Clooney. "Ad Astra" si inserisce in questo filone e, da ultimo arrivato, forse non brilla per originalità sull'argomento.