Grandissima gioia per Italia alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. La cerimonia di premiazione della 76esima edizione ha visto trionfare Luca Marinelli, talentuoso interprete di "Martin Eden" di Pietro Marcello, cui andata la Coppa Volpi per la miglior interpretazione. La consacrazione definitiva per l'attore italiano, che ha sbaragliato la concorrenza di nomi come il Joaquin Phoenix di "Joker" (che ha però vinto il Leone d'Oro e che quindi non poteva ottenere altri riconoscimenti), l'Adam Driver di "Marriage Story" o il Jean Dujardin di "J'Accuse". Molto emozionato il discorso di Marinelli nel corso della cerimonia che ha assegnato i premi di Venezia 2019, con una chiosa politica destinata a far parlare:

Giuro che non sarò breve. Purtroppo parlerò in italiano, e forse riuscirò a dire qualcosa di sensato! Ringrazio la giuria, prima che vi rendiate conto dell'errore che avete fatto, vado avanti con i ringraziamenti. Vorrei  ringraziare Pietro Marcello, per la sua dedizione, per avermi dato fiducia e avermi regalato questa avventura. Ringrazio tutto il cast, tutta la troupe, Napoli, i produttori, il mio agente, le persone che ho incontrato, la mia famiglia, mia moglie, i figli. Ho questo premio anche grazie a un uomo di nome Jack London, che ha creato questo personaggio, questo marinaio. Vorrei dedicare questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri essere umani che fuggono da situazioni inimmaginabili e che ci evitano di fare figure pessime con il prossimo. Viva l'umanità e viva l'amore

Martin Eden, la trama

"Martin Eden" è una libera trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Jack London. La vicenda, originariamente ambientata a San Francisco agli inizi del 900, si sposta in una Napoli atemporale, con Marinelli nei panni del marinaio protagonista, desideroso di elevarsi culturalmente e socialmente in un contesto dominato da una turbolenta lotta di classe. Nel cast, al fianco di Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, con la partecipazione di Carlo Cecchi.

A La mafia non è più quella di una volta il Premio Speciale della Giuria

L'Italia può gioire anche grazie alla vittoria di Franco Maresco, che ha conquistato il Premio Speciale della Giuria. Nuova incursione cinematografica senza il sodale Daniele Ciprì dopo "Belluscone – Una storia siciliana", il suo "La mafia non è più quella di una volta" è una sorta di prosecuzione del film precedente, un documentario sulla Sicilia di oggi che si interroga sugli ideali di Falcone e Borsellino. Al centro del film lo stesso Maresco, che disquisisce con la fotografa di mafia Letizia Battaglia e ritrova Ciccio Mira, l'organizzatore di concerti neomelodici che nel 2013 era stato protagonista di "Belluscone". Il terzo film italiano in concorso a Venezia, "Il sindaco del Rione Sanità" di Mario Martone non ha ricevuto uno dei riconoscimenti principali, ma ha comunque conquistato alcuni premi "minori" tra cui il "Francesco Pasinetti 2019".

I vincitori di Venezia 2019

Gli altri premiati, oltre al già citato Leone d'Oro a "Joker", sono stati Roman Polanski, insignito del Gran Premio della giuria per "J'accuse" e Roy Andersson, premiato come miglior regista per "About Endlessness". Il Premio Marcello Mastroianni a un interprete emergente è andato al Toby Wallace di "Babyteeth" di Shannon Murphy, mentre "No.7 Cherry Lane" di Yonfan ha vinto per la sceneggiatura. Ariane Ascaride ha vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: anche il suo discorso, come quello di Marinelli, è stato contraddistinto da una forte connotazione politica.