“Il gobbo di Notre Dame”, il 34° classico Disney, usciva, per la prima volta, il 21 giugno 1996 nelle sale statunitensi, mentre da noi arriverà il 6 dicembre dello stesso anno. Basato su uno dei più famosi romanzi di Victor Hugo, pubblicato nel 1831, il film d’animazione riscosse un successo clamoroso, anche se si allontanava molto – per tematiche e atmosfere – da tutti i classici precedenti. Diretta dalla coppia di registi composta da Gary Trousdale e Kirk Wise, la pellicola s’inserisce appieno nel cosiddetto “Rinascimento Disney”, cioè il decennio 1989/1999, durante cui il famoso studio produsse tantissimi successi entrati nella storia del cinema d’animazione, come “La sirenetta”(1989), “La bella e la bestia”(1991), “Aladdin”(1992) e “Il re leone”(1994). Gli ingredienti caratteristici di casa Disney -scene di canto/musical, protagonisti orfani, storie d’amore tormentate o, quantomeno, ostacolate, e animali parlanti che interagiscono col protagonista di turno – sono molto più accentuati e curati nei minimi particolari, riuscendo a portare nelle sale milioni di spettatori, giovanissimi e non.

La storia, le differenze col romanzo e le critiche.

La storia riprende, naturalmente, quella di Hugo. Il protagonista è Quasimodo, campanaro deforme confinato nel campanile della cattedrale di Notre Dame. Sua mamma è stata uccisa, due decenni prima, dal giudice Frollo, che volle ripulire la città dagli zingari, ma gli fu imposto di diventare tutore di Quasimodo. Il campanaro,  che ha come unici amici i Gargoyles di pietra della cattedrale, durante la Festa dei Pazzi, decide di uscire e recarsi in piazza, dove conosce la bella gitana Esmeralda. Da allora, la sua triste esistenza prenderà una piega totalmente diversa. Come anticipato inizialmente, la pellicola affronta temi non adattissimi ad un pubblico di bambini – la discriminazione fisica e culturale, la lussuria, il peccato, l’infanticidio – e, anche se la critica specializzata ne esaltò la bellezza, l’accuratezza e la maestria tecnica, molti lo criticarono aspramente, anche per le “licenze registiche e di sceneggiatura” che cambiarono molte parti del romanzo di Hugo (vedi il finale totalmente stravolto e reso “lieto”, ma anche la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari come Frollo, che da arcidiacono diventa giudice). Tuttavia, il clamore della pellicola non fu assolutamente intaccato, anzi, le critiche aumentarono la curiosità degli adulti che hanno amato il capolavoro immortale di Hugo.

Il cast di doppiatori d’eccezione e la meravigliosa colonna sonora.

Naturalmente, a rendere ancora più meraviglioso il film, ci hanno pensato anche la straordinaria colonna sonora e il cast di doppiatori d’eccezione, nella versione originale, e anche in quella italiana. In quella originale, le voci sono di: Tom Hulce (Quasimodo), Demi Moore (Esmeralda), Tony Jay (Claude Frollo), Kevin Kline (Febo), Paul Kandel (Clopin Trouillefou), Jason Alexander (Hugo), Charles Kimbrough (Victor), Mary Wickes (Laverne) e David Ogden Stiers (Arcidiacono). Per gli stessi ruoli, invece, nella versione italiana i personaggi hanno le voci di: Massimo Ranieri, Mietta, Eros Pagni, Roberto Pedicini, Carlo Ragone, Rodolfo Laganà, Sandro Pellegrini, Liù Bosisio e Franco Chillemi. I fantastici attori rendono unica la colonna sonora – candidata al Golden Globe e all’Oscar – e le canzoni curate da Alan Menken e dal paroliere Stephen Schwartz, con pezzi indimenticabili come “The Bells of Notre Dame”, “Out There”, “God Help the Outcasts”, “Heaven's Light/Hellfire” e “Someday”, che in italiano diventano: “Le campane di Notre Dame”(cantata da Carlo Ragone, Franco Chillemi ed Eros Pagni); “Via di qua”(Massimo Ranieri ed Eros Pagni); “Dio fa’ qualcosa” (Mietta); “Luci de Paradiso/Fiamme dell’inferno”(Massimo Ranieri/Eros Pagni) e “Quando”(Neri per caso).

Il budget, gli incassi e il sequel.

I 100 milioni di budget utilizzati per la produzione sono stati ampiamente ammortizzati dagli incassi che sono arrivati a 325.338.851dollari. Nel 2002, è uscito anche un sequel direct-to-video, intitolato “Il gobbo di Notre Dame II” e diretto da Bradley Raymond. Il film ha sempre come protagonista Quasimodo che, ora, si è affezionato al piccolo Zefiro, il figlio di Esmeralda e Febo. I cattivi di turno sono il direttore del circo Sarousch e l’acrobata Madeleine che, nel tentativo di rubare la campana di Notre Dame, rapiscono Zefiro. Naturalmente, Quasimodo si metterà sulle sue tracce. Il film, però, non riuscì a sfruttare la scia del primo film e non ottenne minimamente lo stesso successo.