E’ stata eletta, più volte, da Forbes come diva più ricca di Hollywood e da People come donna più bella del mondo. Ma Sandra Bullock, 55 anni il 26 luglio, è molto di più. Attrice, produttrice, doppiatrice, ha già girato 43 film e in bacheca, oltre a decine di premi, ha un Oscar come Migliore attrice protagonista vinto per la sua straordinaria performance nel bellissimo “The Blind Side”(2009), di John Lee Hancock. Nel suo curriculum, però, ci sono titoli come “Speed”, “Miss Detective” “Crash – Contatto fisico” e il pluripremiato “Gravity”.

L’esordio in “Hangman” di J. Christian Ingvordsen

La Bullock è nata ad Arlington, in Virginia. La mamma era una cantante lirica di origini tedesche mentre il papà lavorava per l’esercito USA per poi passare al Pentagono. L’attrice visse a Furth fino all’età di 12 anni, poi anche a Salisburgo e Norimberga, dove studiò canto e danza nel teatro dove lavorava sua mamma. Negli anni ’70, la famiglia si trasferì a Washington e dopo il diploma s’iscrisse alla East Carolina University, ma la lasciò per inseguire il suo sogno di diventare attrice. Decise, così, di partire alla volta di New York dove per mantenersi faceva la cameriera e altri lavoretti e nel frattempo si presentava a vari provini. L’esordio sul grande schermo avviene nel 1987 quando partecipa al film “Hangman”, diretto da J. Christian Ingvordsen. Conseguita la laurea in teatro e recitazione alla East Carolina University, prende parte ad alcuni spettacoli Off-Broadway e sarà in tv nei film “Scontro bionico”(1989) e “Delitto al Central Park”(1989).

Il successo di “Speed” in coppia con Keanu Reeves

Durante gli anni ’90, al cinema la vedremo in “Pozione d’amore”(1992), di Dale Launer; “The Vanishing – Scomparsa”(1993), diretto da Georfe Sluizer; “Quella cosa chiamata amore”(1993), di Peter Bogdanovich e “Demolition Man”(1993), accanto a Sylvester Stallone. Il punto di svolta della sua carriera arriva nel 1994 grazie a “Speed”, di Jan de Bont, dove l’attrice recita accanto a Keanu Reeves. L’adrenalinico action-thriller ha un successo commerciale grandioso, portando a casa due Oscar (Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro) mentre la Bullock vince 2 MTV Movie Awards come Miglior performance femminile e Attrice più attraente. Nel 1995, è la protagonista della commedia sentimentale “Un amore tutto suo”, di Jon Turtletaub grazie a cui ottiene una nomination ai Golden Globe come Miglior attrice in un film commedia o musicale. Seguiranno “The Net – Intrappolata nella rete”(1995), di Irwin Winkler; “Amare per sempre”(1996), diretto da Richard Attenborough e “Speed 2”(1997), sempre per la regia di Jean de Bont, che fu distrutto dalla critica.

“Miss Detective” e “Crush – Contatto fisico”

Sempre al filone comedy, appartengono “Amori & Incantesimi”(1998), di Griffin Dunne e “Piovuta dal cielo”(1999), diretto da Bronwen Hughes mente nel 2000 gira il bellissimo dramma “28 giorni”, di Betty Thomas, in cui recita accanto a Viggo Mortensen. Nello stesso anno, è la protagonista anche della commedia “Miss Detective”, di Donald Petrie che fu un grande successo al box office e le regalò la seconda nomination ai Golden Globe come Migliore attrice in un film commedia o musicale. Nel 2004, è la volta del bellissimo “Crush – Contatto fisico”, di Paul Haggis, che portò a casa 3 Oscar (Miglior film, Migliore sceneggiatura originale e Miglior montaggio) e una caterva di altri premi in giro per il mondo. Hollywood decise di premiarla anche con una stella sulla Walk of Fame e, in seguito, la vedremo in “Miss FBI – Infiltrata speciale”(2005), “La casa sul lago del tempo”(2006), “Premonition”(2007) e “Ricatto d’amore”(2009).

L’Oscar per “The Blind Side” e il clamore di “Gravity”

Nel 2009, John Lee Hancock la vuole come protagonista del bellissimo “The Blind Side”, in cui la Bullock è nei panni di Leigh Anne Tuohy, madre adottiva del futuro campione di football Michael "Big Mike" Oher (Quinton Aaron). Per la sua performance, vinse, finalmente, l’Oscar alla Migliore attrice protagonista, un Golden Globe e lo Screen Actors Guild Award. Due anni dopo, è con Tom Hanks sul set di “Molto forte, incredibilmente vicino”, di Stephen Daldry e a seguire in “Corpi da reato”(2013) di Paul Feig. Il grande Alfonso Cuarón la vuole in “Gravity”, enorme successo del 2013, in cui l’attrice divide la scena con George Clooney. La pellicola porta a casa ben 7 Oscar (Migliori effetti speciali, Miglior fotografia, Miglior montaggio, Miglior colonna sonora, Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro) regalando all’attrice la nomination come Migliore attrice protagonista. Nel 2018, l’abbiamo vista nello spin-off al femminile “Ocean’s 8”, di Gary Ross, che non ha fatto faville al botteghino e in “Bird Box”, diretto da Susanne Bier e trasmesso da Netflix.