Come ogni anno, le nomination agli Oscar suscitano ampio dibattito sui candidati e sugli esclusi, con tanto di lamentele da parte del pubblico. Stavolta, in cima alle proteste c'è l'esclusione di Bradley Cooper dalla categoria del miglior regista, che ha fatto infuriare i suoi fan e coloro che hanno amato A Star Is Born. I commenti su Twitter contro la scelta dell'Academy di non inserirlo dalla cinquina si sprecano e tutti i principali siti americani, da People a E! Online sono concordi nel parlare della mancata candidatura a Cooper come del fatto ad oggi più clamoroso di questa 91esima edizione degli Oscar. Per la cronaca, i nominati sono Spike Lee (BlacKkKlansman), Pawel Pawlikowski (Cold War), Yorgos Lanthimos (La favorita), Alfonso Cuaron (Roma), Adam McKay (Vice), ovvero due americani, un polacco, un greco e un messicano.

Bradley Cooper ha però tre nomination

Eppure, Cooper non ha esattamente di che lamentarsi, dal momento che ha comunque ricevuto ben tre nomination per A Star Is Born, come miglior film (di cui è anche produttore), come miglior attore protagonista e come miglior sceneggiatura non originale, che ha firmato con Eric Roth e Will Fetters. Se consideriamo le passate candidature come attore per Il lato positivo, American Hustle e American Sniper e come produttore di American Sniper, al momento Cooper è stato nominato ben sette volte in carriera. Quest'anno almeno un Oscar dovrebbe arrivare: probabile quello per miglior film e quasi certo quello per la sceneggiatura, mentre difficilmente batterà l'ultra-favorito Rami Malek nella categoria attore. Inoltre, non dimentichiamo che A Star Is Born è il suo esordio dietro la macchina da presa, per cui la sua carriera da regista è solo agli inizi.

Oscar 2019: gli snobbati e le sorprese

Cooper può consolarsi, perché non è l'unico "snobbato" di queste nomination. Sorprende anche l'assenza di Timothée Chalamet, ignorato come miglior attore dopo la nomination ai Golden Globe per Beautiful Boy, e di Nicole Kidman, di cui ci si attendeva una candidatura per Destroyer. Totalmente ignorato il film rivelazione Crazy Rich Asians mentre stupisce l'assenza tra gli 8 candidati come miglior film di Se la strada potesse parlare (che pure ha già ipotecato l'Oscar di Regina King come miglior non protagonista): per capirci, il film precedente del regista Barry Jenkins era Moonlight, che vinse l'Oscar battendo La La Land nella serata del famigerato scambio di buste. Al contrario, il cinecomic Black Panther candidato come miglior film è qualcosa che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Eccesso di politically correct per accontentare la comunità afroamericana? Il sospetto è forte. Sono invece non meno inattese ma meritatissime le nomination delle due interpreti di Roma, la straordinaria india Yalitza Aparicio (miglior attrice) e Marina De Tavira (miglior non protagonista).

Le nomination in numeri

Facciamo infine il punto sui numeri di queste nomination agli Oscar. I film che hanno raccolto il maggior numero di candidature sono Roma e La favorita: 10 a testa. Seguono A Star Is Born Vice (8), e Black Panther (7), BlacKkKlansman (6), Bohemian Rhapsody e Green Book (5), First Man e Il ritorno di Mary Poppins  (4), Copia originale, La ballata di Buster Scruggs e Se la strada potesse parlare (3). Per sapere chi vincerà non resta che attendere la cerimonia di consegna dei premi che si terrà nella notte tra il 14 e il 15 febbraio (ora italiana) e verrà trasmessa su Sky.