Non c'è Festival senza polemiche. Nel caso di Cannes 2019, sembra che l'argomento più caldo sia l'assegnazione della Palma alla carriera ad Alain Delon. Una scelta che, un barba alla carriera del divo francese  – 107 film, per registi come Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Jean-Pierre Melville, Valerio Zurlini, Louis Malle – ha scatenato le proteste di gruppi femministi. Il motivo: Delon è accusato di essere omofobo, misogino e vicino all'estrema destra di Marine Le Pen. Addirittura, è partita sul web una petizione per chiedere che non gli venga assegnato il premio. Lo stesso Delon ha replicato a Le Figaro:

Mi si può amare oppure no, ma non si può contestare la mia carriera.

Perché Alain Delon è contestato

Che Delon sia sempre stato vicino alla destra non è un mistero. Sono però molto dure le accuse delle femministe, a partire dalla fondatrice dell'associazione americana Women and Hollywood, Melissa Silverstein, che ha criticato la scelta del Festival per le simpatie di Delon del partito Front National. Secondo l’associazione francese Osez le Féminisme, con questo premio “Cannes invia un segnale negativo alle donne e alle vittime di violenza”. Il riferimento è a episodi come la dichiarazione riportata nel programma Thé et Café a novembre 2018 ("Uno schiaffo è macho? Allora sono stato un macho") o le accuse – mai provate – di violenze da parte del figlio Alain-Fabien. Secondo Delon, la polemica sulla sua presunta omofobia deriverebbe da un'affermazione fatta nel 2013, durante il dibattito sul Mariage pour Tous.

Avevo soprattutto detto che non me ne importa assolutamente nulla se i gay si sposano. Ma che c'è una cosa che non voglio, e sono le adozioni, perché un figlio ha bisogno, a mio parere, di una mamma e di un papa.

D'altra parte, all'annuncio del suo ritiro dalle scene a 82 anni, Delon manifestò il rimpianto di non essere mai stato diretto da una regista donna (se escludiamo Agnès Varda, ma si trattò di una semplice partecipazione a"Cento e una notte") e lamentò il fatto che nessuna delle registe francesi l'avesse mai scelto.

La replica del Festival di Cannes

Quanto alla direzione del Festival di Cannes, a rispondere alle polemiche ci ha già pensato Thierry Frémaux. Nel corso della prima conferenza stampa, il direttore della kermesse ha chiarito: "Non daremo ad Alain Delon il premio Nobel per la pace. Gli daremo una Palma d'Oro per la sua carriera come attore. Ha fatto delle affermazioni e ha il diritto di esprimere la sua opinione, a prescindere dal fatto che non sia d'accordo con lui… Ovviamente il Festival di Cannes condanna queste dichiarazioni, ma non condanna la libertà di espressione. Giudicare delle parole dette alcuni anni fa attraverso la lente del presente è complicato. Non capisco perché non ci siano più petizioni in America sui pericoli dei cambiamenti climatici di cui il presidente degli Stati Uniti è complice".