Nel 2016, “Il Libro della Giungla”, remake in live action del film d’animazione del 1967, a sua volta ispirato al romanzo di Rudyard Kipling, invadeva le sale di tutto il mondo, conquistando il botteghino. Il regista Jon Favreau riprende la storia classica e, infatti, racconta le vicende del piccolo umano Mowgli che, dopo aver perso suo padre, ucciso dalla tigre Shere Khan, viene adottato dalla lupa Raksha. La sua presenza nella giungla diventa insostenibile quando Shere Khan minaccia ritorsioni a chiunque lo ospiti. Così, la pantera Bagheera decide di aiutarlo e di scortarlo fino al villaggio degli uomini; varie deviazioni sulla strada lo porteranno a conoscere l’orso Baloo e il re delle Scimmie. Sarà l’inizio di una serie di avventure in cui Mowgli crescerà grazie all’aiuto dei suoi nuovi amici.

Il piccolo Mowgli è interpretato dall’esordiente Neel Sethi, trovato dopo circa 2000 provini in giro per il mondo, mentre le voci dei vari animali, nella versione orginale sono di Bill Murray (Baloo), Ben Kinglsey (Bagheera), Idris Elba (Shere Khan), Lupita Nyong’o (Raksha), Scarlett Johansson (Kaa), Giancarlo Esposito (Akela) e Christopher Walken (re Luigi). Quelli della versione italiana, invece, sono: Luca Tesei (Mowgli), Neri Marcorè (Baloo), Toni Servillo (Bagheera), Alessandro Rossi (Shere Khan), Violante Placido (Raksha), Giovanna Mezzogiorno (Kaa), Luca Biagini (Akela), e Giancarlo Magalli (re Luigi). La pellicola ha incassato globalmente più di 966 milioni di dollari ma ci sono ancora 5 curiosità che probabilmente non sapevate.

1. Le cicatrici di Mowgli a forma di “R” e “K”

Nel film, il piccolo Mowgli ha una cicatrice sul lato destro del petto che ha la forma di una "R" e ha un’altra sulla spalla sinistra a forma di "K". Naturalmente, si tratta di citazioni/omaggi all’autore del romanzo originale Rudyard Kipling.

2. L’assenza totale di animali reali

Mowgli è l’unico umano presente del film dato che tutti gli animali presenti nella pellicola sono stati stati  creati interamente un CGI, anche grazie ad alcuni filmati e documentari dei movimenti di animali reali. E’ stata utilizzata la stessa tecnologia di grandi successi come “Vita di Pi” e “Avatar” mentre gli attori/doppiatori hanno recitato in motion capture per aggiungere il labiale. Per il fatto di non aver voluto utilizzare animali reali, il regista Jon Favreau ha ricevuto l’Innovation Film Award direttamente dalla P.E.T.A.

3. Le similitudini tra Shere Khan e Scar

Il personaggio di Shere Khan è, naturalmente, basato su quello del film d’animazione Disney e del romanzo di Kipling, ma ha molte caratteristiche in comune con il malvagio Scar de “Il re leone”. In comune hanno la cicatrice sul volto; hanno ucciso il padre del protagonista del film appropriandosi della sua tribù e andranno incontro alla morte in situazioni molto simili.

4. Il personaggio di Re Luigi e il riferimento ad “Apocalypse Now”

Il personaggio di Re Luigi, l’enorme gigantopiteco che spaventerà a morte Mowgli e i suoi amici in una delle scene più adrenaliniche di tutto il film, all’inizio è seduto con la faccia oscurata dalle ombre, parlando con voce bassa. La scena è un chiaro omaggio al cult “Apocalypse Now” (1979), in cui il personaggio di Marlon Brando, il colonnello Walter E. Kurtz, appare per la prima volta sullo schermo in modo simile.

5. La dedica alla memoria di Shawn Robinson e Garry Shandling

Favreau ha voluto dedicare il film alla memoria dello stuntman Shawn Robinson, morto un anno prima dell’uscita della pellicola, e a quella dell’attore Garry Shandling, voce di Ikki il porcospino nella versione originale, morto il 24 marzo 2016.