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13 Gennaio 2016
22:21

Faye Dunaway, l’attrice premio Oscar di “Quinto potere” compie 75 anni

Nel 1977, riuscì a portare a casa il Golden Globe e l’Oscar come Migliore attrice protagonista per il cult “Quinto potere”, di Sidney Lumet. Da allora, ha preso parte a più di 52 film e 25 tra serie e film tv, diventando una delle dive più importanti del cinema mondiale. Il 14 gennaio compie 75 anni e il suo immenso carisma è rimasto, praticamente, intatto.
A cura di Ciro Brandi
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E’ passata alla storia per l’interpretazione di Diane Christensen in “Quinto Potere”, cult del 1976 diretto da Sidney Lumet, che le ha fatto vincere l’Oscar come Migliore attrice protagonista. Faye Dunaway, il 14 gennaio, compie 75 anni e conserva ancora lo stesso magnetismo, il fascino e il carisma che l’hanno resa famosissima, soprattutto a cavallo degli anni ’60 e ’70. Protagonista di 52 film e 25 tra serie e film tv, la Dunaway ha nel suo curriculum pellicole come “L’inferno di cristallo”, “I tre giorni del condor”, “Mammina cara” e ha anche lavorato in Italia, dove intrecciò una relazione amorosa col nostro Marcello Mastroianni.

L’esordio a Broadway

Il nome completo della diva è Dorothy Faye Dunaway ed è nata a Bascom, in Florida, il 14 gennaio 1941. Figlia di un ufficiale dell’esercito, l’attrice si è spostata molto proprio per il lavoro di suo padre. Ha studiato recitazione all’Università di Boston, per poi trasferirsi nella Grande Mela e  lavorare al Lincoln Center Repertory Theater con il famoso regista e produttore Eliza Kazan. L’esordio è avvenuto sulle tavole di Broadway, nel 1961, nello spettacolo “A Man for All Seasons” ma compare  anche nelle serie tv “Seaway: acque difficili” (1965) e “Le cause dell’avvocato O’Brien”(1966).

“Gangster Story”, “Amanti” e la storia con Marcello Mastroianni

Il primo (piccolo) ruolo al cinema è stato nel film ”E venne la notte”, del 1966, diretto da Otto Preminger e l’anno successivo gira “Cominciò per gioco”, di Elliot Silverstein. Sempre nel 1967 è sul set di “Gangster Story”, per la regia di Arthur Penn, che narra la vera storia di Bonnie e Clyde, la fanosa coppia criminale statunitense. La Dunaway è Bonnie, Warren Beatty è Clyde, mentre Gene Hackman è Buck Barrow. Per il ruolo, l’attrice riceve una nomination agli Oscar come Miglior attrice protagonista. Altri successi di quegli anni sono “Il caso Thomas Crown”(1976) di Norman Jewison, “Amanti”(1968) del nostro grande Vittorio De Sica e “Il compromesso”(1969), per la regia di Elia Kazan. Proprio sul set di “Amanti”, conosce e s’innamora del co-protagonista maschile, il mitico Marcello Mastroianni, anche se la loro relazione durerà poco. Gli anni ’70 si aprono con il western “Il piccolo grande uomo”, di Arthur Penn, accanto a Dustin Hoffman, per proseguire con “Doc”(1971) di Frank Perry, “I duri di Oklahoma”(1973 per la regia di Stanley Kramer, “I tre moschettieri”(1973) di Richard Lester e “Chinatown”(1974) di Roman Polanski. Dal 1974 al 1979, l'attrice è stata sposta con Peter Wolf.

“Inferno di cristallo”, “I tre giorni del condor” e l’Oscar per “Quinto potere”

Nel 1974, gira il catastrofico cult “L’inferno di cristallo”, di John Guillermin e Irwin Allen, con Fred Astaire, Jennifer Jones e William Holden. Il film porta a casa 3 Oscar (Miglior fotografia, Miglior montaggio e Miglior canzone) e altri svariati premi, regalando a Faye Dunaway (nel ruolo di Susan Franklin) una popolarità enorme. Nel 1975 gira “I tre giorni del condor”, di Sydney Pollack, e l’anno successivo è la volta di “Quinto potere”, per la regia di Sidney Lumet. Nel film, la Dunaway è la disumana e cinica Diana Christensen e il ruolo le valse un Oscar e un Golden Globe come Migliore attrice protagonista, facendola entrare nell’Olimpo di Hollywood. Altre pellicole importanti sono “La nave dei dannati”(1976) di Stuart Rosenberg, “Occhi di Laura Mars”(1978) di Irvin Kershner e “Il campione”(1979) del maestro Franco Zeffirelli, remake di “The Champ”, film del 1931 diretto da King Vidor. Jon Voight è nei panni del pugile Billy Flynn, mentre la Dunaway è nei panni di Annie. dal 1983 al 1987, la diva è stata sposata con Terry O'Neil, dal quale ha avuto il figlio Liam.

I Razzies per “Mammina cara” e il declino degli anni ‘80

Durante gli anni ’80, la stella della Dunaway si affievolisce un po’. Un vero e proprio caso cinematografico, però, è la pellicola “Mammina cara”(1981), diretta da Frank Perry. Il film biografico, ispirato alla vita dell'attrice Joan Crawford e basato sull'omonimo romanzo scritto dalla figlia Christina, è stato massacrato dalla critica ma e ha vinto il Razzie Awards al Peggior film nel 1981 e il Razzie Awards come Peggior film del decennio nel 1989. Con gli anni, però, il film è diventato un vero e proprio cult. Seguiranno i poco importanti “L’avventuriera perversa”(1983), “Supergirl – La ragazza d’acciaio”(1984), la commedia “La partita” di Carlo Vanzina e il drammatico “In una notte di chiaro di luna”(1989) di Lina Wertmuller, con Rutger Hauer, Peter O’Toole e Nastassja Kinski. Nello stesso decennio, prende parte anche alle serie tv “Ellis Island  – La porta dell’America”(1984), “Cristoforo Colombo”(1985) e ai film tv “Agatha Christie: 13 a tavola”(1985) e “La straniera”(1989), per la regia di Joan Tewkesbury.

“Il valzer del pesce freccia” e “Don Juan De Marco – Maestro d’amore”

Nel 1993, l’attrice torna alla ribalta col film “Il valzer del pesce freccia”, di Emir Kusturica, con Johnny Depp e Jerry Lewis. Due anni dopo è al fianco di Marlon Brando nel film “Don Juan De Marco – Maestro d’amore”, di Jeremy Leven e nel 1996 è nella pellicola di Kevin Spacey “Insoliti criminali” e “L’ultimo appello” di James Foley. Nel 1999 gira ben tre film: “Jack lo squartatore” di William Tannen, “Gioco a due” di Kohn McTiernan e “Giovanna d’Arco” di Luc Besson. L’impegno in tv continua con i film “Una madre coraggiosa”(1996) di Tim Hunter, “Gia – Una donna oltre ogni limite”(1998) diretto da Michael Cristofer e “Lo specchio del destino”(1998), miniserie di successo.

I film degli anni Duemila e i progetti futuri

Nel 2000 prende parte a “The Yards” di James Gray e, successivamente, è sul set di “Changing Hearts”(2002) diretto da Martin Guigui e “Le regole dell’attrazione”, per la regia di Roger Avary. Nel 2008 è la Madre nel film “La rabbia”, di Louis Nero. Nel 2009 è tra i protagonisti di “”The Magic Stone”, di Jowita Gondek e “21 and a Wake-Up” di Chris McIntyre. Tra le serie tv di successo a cui ha preso parte, in questi anni, ci sono “CSI – Scena del crimine”(2006) e “Grey’s Anatomy”(2009). Nel 2016, tornerà sul grande schermo con il film “The Bye Bye Man”, diretto da  Stacy Title, un horror thriller con Douglas Smith e Doug Jones, la cui uscita è prevista, in USA, per il prossimo 14 ottobre.

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