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I 10 film più belli di Toni Servillo

“La grande bellezza” l’ha fatto balzare all’onore della critica internazionale e gli ha fatto vincere premi su premi, ma l’istrionicità, il magnetismo e il talento di Toni Servillo sono qualità che non sono mai passate inosservate. Ecco 10 film che lo dimostrano.
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A cura di Ciro Brandi
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E’ balzato all'onore della critica internazionale per il ruolo di Jep Gambardella nel pluripremiato film di Paolo Sorrentino, “La grande bellezza”, in odore di Oscar. Ma l’istrionicità, il talento e il magnetismo di Toni Servillo – nato ad Afragola quasi 55 anni fa – sono qualità che in Italia sono apprezzate da anni. Proprio Sorrentino ne ha fatto il suo attore feticcio, ma anche altri registi come Matteo Garrone, Marco Bellocchio e tantissimi altri, sono rimasti estasiati dalla sua naturalissima arte recitativa e dal suo incredibile trasformismo. In attesa del 2 marzo, giorno in cui sapremo se “La grande bellezza” porterà a casa l’Oscar come Miglior film straniero, ecco 10 film che mostrano tutte le capacità di Servillo elencate finora. Se non li avete visti ancora, v’invitiamo vivamente a recuperarli e fare una scorpacciata di grande cinema italiano.

L’uomo in più” (2001), di Paolo Sorrentino

Il film è stato presentato in concorso nella sezione Cinema del Presente alla Mostra del Cinema di Venezia 2001. Servillo è Antonio “Tony” Pisapia, in arte Tony, un cantante partenopeo dalla voce seducente, conteso dalle donne e rispettato dai pusher. Antonio Pisapia (Andrea Renzi) è, invece, un bravo calciatore che – dopo un grave infortunio – è diventato un allenatore dilettante ma geniale, inventore di un modulo alla Sacchi. Per loro sembra iniziare un periodo di successo, ma nel 1984, la carriera e la vita di entrambi vanno in mille pezzi. Il destino dei due protagonisti si sfiora fino ad incrociarsi, riportando alla memoria un terribile passato. Le canzoni di Tony Pisapia sono interpretate dallo stesso Toni Servillo e scritte dal fratello Peppe, insieme a Paolo Sorrentino.

Le conseguenze dell’amore” (2004), di Paolo Sorrentino

La pellicola è stata presentata in concorso al 57° Festival di Cannes. Servillo interpreta il ruolo di Titta di Girolamo, un distinto cinquantenne, vive da otto anni in una camera d'albergo di una cittadina della Svizzera italiana. Apparentemente, l'uomo ha passato tutto questo tempo senza lavorare, trascorrendo le sue giornate al bar dell'hotel tra una sigaretta e l'altra. L'unico elemento che turba questa routine è l'arrivo, una volta al mese, di una valigia che viene depositata davanti alla sua porta. Che cosa nasconde?Qual è il suo lavoro? Il film ha vinto 5 David di Donatello, 3 Nastri d'argento e 2 Globi d'oro.

La ragazza del lago” (2007), di Andrea Molaioli

Ispirato al romanzo “Lo sguardo di uno sconosciuto” della scrittrice norvegese Karin Fossum, Il film ha per protagonista il commissario Giovanni Sanzio (Servillo), padre di una ragazza e marito di una donna ricoverata per una grave malattia del sistema nervoso. L'omicidio su cui indaga è quello di una studentessa giocatrice di hockey, rinvenuta morta sulle sponde dei laghi di Fusine in Friuli. L'indagine investe le famiglie di un intero villaggio. I potenziali assassini vengono interrogati dal commissario ed il cerchio, man mano, si stringe. Il film ha vinto il Méliès d’argento, 4 Ciak d’Oro, 2 Globi d’Oro, 3 Nastri d’Argento, 10 David di Donatello e il Premio Pasinetti a Toni Servillo alla Mostra del Cinema di Venezia.

Gomorra” (2008), di Matteo Garrone

Il blockbuster è basato sull’omonimo best seller di Roberto Saviano. La trama si articola in quattro vicende che si alternano durante il film. Servillo è il protagonista della terza e interpreta il ruolo di Franco, un imprenditore che lavora nel settore dello smaltimento dei rifiuti tossici e propone agli industriali del Nord Italia lo smaltimento dei loro rifiuti a costi dimezzati e con tutte le certificazioni in regola. Il giovane Roberto (Carmine Paternoster) viene assunto da Franco, e lo aiuta nella scelta dei luoghi migliori dove versare i veleni. I premi vinti dal film sono innumerevoli  e culminano con il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes. Servillo ha portato a casa 1 European Film Awards e 1 Globo d’Oro come Miglior attore.

Il Divo” (2008), di Paolo Sorrentino

Un altro grande film girato da Sorrentino sulla vita del senatore a vita Giulio Andreotti, interpretato da un formidabile Toni Servillo. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2008, si è aggiudicato il premio della giuria ed ha ricevuto altri numerosi riconoscimenti italiani ed internazionali, ottenendo anche una nomination ai premi Oscar 2010 nella categoria miglior trucco. Il film narra una parte della vita di Giulio Andreotti, raccontata nel periodo tra 1991 e 1993, a cavallo tra la presentazione del suo VII Governo e l'inizio del processo di Palermo per collusioni con la mafia.

Gorbaciof – Il cassiere col vizio del gioco” (2010), di Stefano Incerti

Marino Pacileo (Servillo) è un personaggio solitario che si aggira per i bassifondi di Napoli. E' soprannominato "Gorbaciof" perché, come lo statista sovietico, ha un nevo vinoso sulla fronte. Vive facendo il cassiere del carcere di Poggioreale a Napoli. Schivo e silenzioso, Pacileo ha una sola passione: il gioco d’azzardo. Quando scopre che il padre di Lila, la giovane cinese di cui è innamorato, non può coprire un debito contratto al gioco, Pacileo sottrae i soldi dalla cassa del carcere per darli alla ragazza. Dal quel momento, tra partite sbagliate, riscossione di tangenti e rapine, inizia una spirale discendente dalla quale non sarà più in grado di uscire.

Una vita tranquilla” (2010), di Claudio Cupellini

Servillo è Antonio De Martino, un ex camorrista cinquantenne, che ha dei conti in sospeso con la malavita italiana e per questo è fuggito in Germania. Qui si è rifatto una vita tranquilla vivendo da 15 anni sotto il falso nome di Rosario Russo e gestendo un hotel con ristorante. Stimato dalla comunità locale ha accanto a sé la propria amata famiglia: la moglie tedesca Renate (che non conosce il suo passato) e il figlio Mathias di nove anni. Un giorno, al ristorante si presentano due giovani napoletani, Diego ed Edoardo: Diego è in realtà il figlio di primo letto di Rosario, che lo accoglie benevolmente, dandogli vitto e alloggio. Diego, invece, prova rancore nei confronti del padre, che ha lasciato la famiglia italiana quando lui era piccolo. Il passato, quindi, torna a cercare Antonio. Servillo ha vinto il Marc’Aurelio d’Argento per il Miglior attore al Festival di Roma e una nomination ai Nastri d’Argento.

Il gioiellino” (2011), di Andrea Molaioli

La pellicola è un'analisi sulla grande crisi finanziaria globale, ispirata alle vicende del crac Parmalat.  Nel film, il nome diventa Leda, una delle maggiori agro-alimentari del Paese, quotata in Borsa e in continua espansione verso nuovi mercati. In pratica, è un gioiellino, messo su da Amanzio Rastelli (Remo Girone), fondatore e padrone, che ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti, più alcuni manager di sua fiducia. Tra cui spica il ragioniere Ernesto Botta (Toni Servillo). Il risultato è un gruppo dirigente inadeguato ad affrontare le nuove sfide che il mercato richiede a Leda. E infatti il gruppo s’indebita sempre di più, arrivando a falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori fino al tracollo finale.

Viva la libertà” (2013), di Roberto Andò

Tratto dal suo romanzo “Il trono vuoto”, Andò racconta la storia di Enrico Oliveri (Servillo) scaltro politico di centrosinistra, il cui declino sembra ormai inesorabile. Tutte le proiezioni lo vedono perdente alle imminenti elezioni ed il suo partito vuole scaricarlo. Decide così di scomparire e si rifugia in incognito a Parigi da una sua ex fiamma, Danielle, ora sposata con un famoso regista. Al suo braccio destro, Andrea Bottini, viene l'idea di sostituire il politico con suo fratello gemello, Giovanni Ernani (sempre Servillo), scrittore e filosofo che in passato ha dovuto subire delle cure psichiatriche. La sostituzione si rivela problematica da gestire ma porta delle piacevoli sorprese.

La grande bellezza” (2013), di Paolo Sorrentino

Il pluripremiato film di Sorrentino, in odore di Oscar, racconta la stori di Jep Gambradella (Servillo) che, dopo la pubblicazione del suo unico romanzo famoso, "L'apparato umano", non ha scritto più nulla. Adesso è giornalista e la sua vita è un susseguirsi di incontri, appuntamenti e celebrazioni eccentriche che lo rendono testimone della crisi della società. Il clima che si respira nella capitale non è infatti più quello di un tempo: potenti, presenzialisti, contesse e immobiliaristi hanno preso il sopravvento, dando il via a un processo di degrado che trasforma gli uomini in mostri. A Jep, ormai cinico e insofferente, non resta che pescare nei ricordi e rivivere la sua giovinezza, contraddistinta dal ricordo di un innocente amore che gli fornirà forse lo spunto per scrivere qualcosa di nuovo.

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